Startup innovative: luci ed ombre nella relazione annuale del MISE

20/02/2017 di Lucio Todisco

Il 2016 si è chiuso in modo positivo per l'universo delle start up italiane, almeno numericamente: sono circa circa 7mila le realtà imprenditoriali attive sul territorio, una cifra doppia rispetto a quella del biennio precedente. Sul capitale di rischio, invece...

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Numeri importanti, quelli presentati a Roma, dal MISE, durante la “Relazione Annuale 2016 sullo stato di attuazione e sull’impatto delle policy per start up e PMI innovative”Il 2016 si è infatti chiuso in modo positivo per l’universo delle start up italiane: sono circa  circa 7mila le realtà imprenditoriali attive sul territorio, una cifra doppia rispetto a quella del biennio precedente. Il trend demografico è così riassumibile: +12% in sei mesi; +31% in un anno; +112% in due anni. La crescita esponenziale è il risultato di una normativa introdotta nel 2012, lo Startup Act, che regolamenta e semplifica gli incentivi fiscali per gli imprenditori.

Lo 0,42% delle società di capitali italiane è una startup innovativa. Ma in alcuni particolari settori economici, quindi, tale percentuale è ben più elevata: ad esempio, nel settore della ricerca e dello sviluppo rappresentano il 25,6%, nella produzione di software l’8%. Poca presenza, invece, nel settore manifatturiero dove sono solo lo 0,6%. La maggior parte opera nei servizi (75%); solo il 18% nel settore industriale.

Soci e modalità di finanziamento – Un mondo, quello delle startup innovative che ha un trend positivo per occupati e numeri di soci: secondo la relazione del MISE, ad oggi ci sono 25.622 soci di startup, con una media di  4,12 a impresa, ed un numero di dipendenti che arriva a 9.169 unità. Entrando più nello specifico, il 67% delle startup ha come soci solo persone fisiche, mentre Il 31% ha almeno una persona giuridica. Andando a calcolare il valore medio delle partecipazioni, quello delle persone giuridiche è pari a 31.700 euro, mentre quello delle persone fisiche è pari a 7.600 euro. Il valore complessivo delle partecipazioni per le persone giuridiche è di 118 mln euro, mentre per le persone fisiche è di 171 mln euro.

Dati interessanti anche nella composizione di genere delle compagini sociali: nel 44,5% delle startup è presente almeno un socio donna, in linea con i dati delle imprese tradizionali. Nel 38,2% è possibile trovare almeno un socio under-35, una percentuale triplicata rispetto alla media delle società di capitali; infine nel 12,9% delle startup è presente almeno un socio straniero, dato leggermente superiore rispetto alle altre tipologie societarie.

Accrescere la visibilità – Il rapporto segnala, inoltre, il lancio di una piattaforma online, #ItalyFrontiers  – gratuita ed in doppia lingua -, per promuovere la visibilità delle startup e PMI innovative verso investitori e altre imprese interessate a fare innovazione aperta. La struttura di questa piattaforma è composta da una una parte rigida, con i dati ufficiali del Registro Imprese e da un’altra personalizzabile, multimediale e compilabile su base volontaria. In questa sezione le imprese possono descrivere lo stadio di sviluppo del prodotto o servizio offerto, le caratteristiche del team imprenditoriale, i mercati di interesse, l’eventuale associazione a incubatori certificati.

Tassi di crescita e capitale di rischio – Le startup innovative mostrano tassi di crescita degli investimenti significativamente più alti rispetto alle altre imprese di nuova costituzione, in particolar modo per quanto riguarda gli asset intangibili: secondo la Banca d’Italia, per il 2016, tra le startup innovative le attività immateriali (R&S, marchi, brevetti) hanno un incidenza sull’attivo patrimoniale più elevata di oltre 15 punti percentuali rispetto ad altre tipologie d’imprese. Questi dati si ripercuotono sulla vita media delle società che, secondo i dati forniti dal MISE, hanno un tasso di sopravvivenza a tre anni del 95,1%.

Tuttavia, c’è un dato che va in controtendenza rispetto a quelli positivi che si riscontrano: il capitale di rischio è investito poco nelle startup, nonostante i bonus fiscali previsti anche dalla Legge di Bilancio del 2017. La dimensione di crescita, per cui, resta modesta: solo 300 startup fatturano più di 500mila euro con un capitale complessivo che in media è di 52mila euro.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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