Startup in Italia: crescono gli utili, ma rallentano gli investimenti

08/12/2015 di Lucio Todisco

Sebbene gli investimenti abbiano subito un rallentamento, le startup innovative in Italia rappresentano una grande ricchezza non solo dal punto di vista dell’alto valore tecnologico che esse possiedono, ma anche dalla loro capacità di generare utili, superiori a quelle di società quotate in Borsa.

Startup

Startup innovative: una crescita costante – Con l’introduzione della figura giuridica della startup innovativa attraverso l’emanazione dell’art. 25 del D. L. 18 ottobre 2012, n. 179, coordinato con la L. di conversione 17 dicembre 2012, n. 221, il legislatore ha cercato di creare le condizioni affinché si riuscisse a creare un quadro normativo che invogliasse ad investire maggiormente nella creazione di start up ad alto valore tecnologico e di ricerca, puntando ad infondere una nuova idea di cultura imprenditoriale, mettendo le basi per un mondo imprenditoriale più attento all’innovazione e all’attrattività del nostro paese verso talenti anche stranieri. I dati certificati dall’AIFI – Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital – illustrano in maniera dettagliata il panorama attuale del mondo delle startup italiane.

Sono passati circa tre anni, quindi, e il primo dato sicuramente confortante è quello che il numero delle startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese delle camere di commercio è aumentato, raggiungendo, così come certificato anche da “Il Sole 24 ore”, le 4.824 iscritte, con una crescita nel periodo che è andato dal mese di giugno a quello di settembre di quest’anno, dell’11,8%. Un dato interessantissimo, che mostra una grande dinamicità del mondo delle imprese innovative nel nostro paese. In termini occupazionali, nel periodo tra settembre 2014 e giugno 2015, il numero delle persone complessivamente coinvolte nelle startup innovative ha registrato un aumento del 64%, passando dalle 13 mila unità a quasi 22 mila.

Investimenti e utili: un bilancio in chiaro-scuro – Altra analisi interessante riguarda i bilanci delle startup innovative, gli utili e gli investimenti. Per quanto riguarda i bilanci, nel 2014 la quota percentuale di startup innovative che hanno registrato una perdita è stata del 57,2%, rispetto al 37,8% che hanno segnalato un utile di esercizio. Ciononostante, le startup che hanno mostrato degli utili di esercizio mostrano una redditività superiore alle imprese tradizionali. Questo a dimostrare la bontà degli investimenti possibili su imprese ad alto potenziale tecnologico. Tuttavia è proprio qui la nota dolente.

Secondo quanto riportato da AIFI, gli investimenti nelle startup nel nostro paese hanno subito un deciso rallentamento nel corso di questi anni, con un ammontare complessivo che si è ridotto di circa il 48%. Nel 2013 gli investimenti sono ammontati a circa 81 milioni di euro, mentre nel 2014 hanno raggiunto solo i 43 milioni. Il nostro è un paese ancora timido nell’investimento nelle startup; basti pensare che, sempre secondo AIFI, nel periodo 2012-2014, in Italia vi sono stati investimenti in start-up innovative pari a 260 milioni di euro, mentre in altri paesi europei di riferimento come Francia e Germania, le cifre sono tutt’altre: rispettivamente 1,7 miliardi e quasi 2 miliardi.

Questi dati ci mostrano come il nostro sistema d’investimenti sia ancora troppo ancorato alle banche e come sia necessario continuare a lavorare nel far sì che ci sia maggiore consapevolezza, da parte degli investitori privati, di poter ottenere risultati soddisfacenti e remunerativi puntando su imprese innovative in settori quali l’ICT, energia innovativa, il medicale ad alto valore tecnologico.

VentureUp: un portale per le startup – Sebbene un ruolo centrale continueranno a giocarlo, nel prossimo futuro, gli incubatori d’impresa attraverso il loro trasferimento di valore alle start up in infrastrutture, risorse tecnologiche specializzate, trasferimento di competenze e networking, sicuramente interessante è l’idea lanciata da AIFI e dal Fondo d’Investimento Italiano di predisporre un portale web istituzionale che mira ad aiutare tutti coloro che hanno desiderio di rendere concreta una propria idea innovativa ed avviare una start-up. Il portale, che prende il nome di VentureUp, oltre a fornire informazioni sul tema, prevede percorsi di autovalutazione, video, ed una sezione marketplace per caricare i propri progetti. Il portale intende diventare una finestra ed un luogo d’incontro per tutto il mondo delle start up, tra venture capitalist, business angels, acceleratori d’impresa, incubatori, parchi tecnologici, centri di ricerca universitari.

Ci troviamo di fronte ad un mondo che continua ad essere dinamico, ma che ancora non riesce ad imporsi all’attenzione di chi può e vuole investire e scommettere nel nostro paese. I tempi sono ormai maturi, soprattutto se vogliamo far sì che interessanti idee imprenditoriali non rimangano soltanto sulla carta o crescano per nostra disattenzione fuori dal nostro paese.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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