Stanley Kubrick fotografo

07/05/2013 di Simone Di Dato

Non solo geniale regista considerato tra i maggiori cineasti della storia del cinema, ma anche eccellente fotografo. Il destino di Stanley Kubrick era quello di raccontare la realtà attraverso le immagini e chi pensa ci sia riuscito solo attraverso la settima arte, conosce la storia solo a metà. All’età di tredici anni riceve in regalo dal padre una macchina fotografica, a soli diciassette ottiene il suo primo successo artistico in questo campo: grazie ad una fotografia che ritrae un edicolante disperato, il giorno della morte del presidente Roosevelt, Kubrick diventa uno dei fotoreporter di punta della rivista Look. Il frutto di questi lavori è un talento stupefacente: la tendenza a inquadrature perfette, la sensibilità e la perspicacia di un fuoriclasse e la sua testimonianza di abile osservatore.

Stanley Kubrick fotografoA celebrare la sua breve ma sorprendente carriera di fotografo sarà il Palazzo Ducale di Genova che fino al 25 agosto ospiterà la mostra “Stanley Kubrick fotografo” con l’intento di documentare gli aspetti più inediti del suo genio. L’esposizione, ideata da Gamm Giunti e curata da  Michel Draguet, è stata presentata lo scorso anno in prima mondiale nella sede dei Musèe Royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles ed è coprodotta proprio da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con il Museum of the City of New York, museo che custodisce circa 20.000 negativi originali della Look Magazine Collection, un patrimonio in parte ancora sconosciuto.

Protagoniste indiscusse saranno le inquadrature ironiche e brillanti realizzate da Kubrick dal 1945 al 1950 e che raccontano l’America dell’immediato dopoguerra: 160 scatti che immortalano la vita quotidiana di una New York in continuo cambiamento vicina a diventare la nuova capitale mondiale. Il percorso espositivo sarà organizzato in sezioni tematiche e si svilupperà nello spazio attraverso le storie raccontate dal giovane fotografo. Ad aprirlo sarà la photo-story ispirata da Mickey, un ragazzino di dodici anni che lavora come lustrascarpe nel quartiere di Brooklyn per poi continuare con immagini di una New York notturna, tra viaggiatori della metropolitana o scatti realizzati per le strade della sua città, atti a cogliere gli aspetti più esclusivi e caratteristici della società, tra vizi e virtù,  come nella serie di Life and Love on the New York Subway, pubblicata del 1947 o nelle immagini realizzate nella sala d’aspetto di un dentista, perfetta occasione per catturare incontri casuali e suggestivi.

Un’altra sezione raccoglierà invece la scelta di ritratti che mostrano il dietro le quinte del circo, definito l’universo del “più grande spettacolo del mondo. Sotto l’attenzione dello spettatore saranno le prime star della televisione e scatti dedicati al mondo del pugilato. Tra il 1949 e il 1950, Kubrick realizzò infatti due servizi dedicati rispettivamente alla vita del pugile Rocky Graziano e a quella del peso medio Walter Cartier: saranno questi gli scatti che faranno da ponte tra la carriera di fotografo e gli esordi nel mondo del cinema, quando pochi mesi dopo girerà “Day of the Fight”, della durata di sedici minuti.

La passione di Stanley Kubrick per la fotografia sarà viva nel suo versatile talento e per tutta la durata della sua carriera cinematografica, volta a “fotografare la fotografia della realtà”, abilità che egli stesso ammette dicendo: “Grazie alla mia esperienza di fotografo, sono stato in grado di sapere alla svelta il modo migliore per rappresentare fotograficamente una scena sullo

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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