Standard & Poors ci “taglia” ancora

12/07/2013 di Giovanni Caccavello

I Ratings delle "Big Three" condannano l'inaffidabilità dell'Italia e tali declassamenti seguono a ruota il giudizio del FMI

Standard & Poor's, Italia declassata

Fondo Monetario Internazionale – Esattamente una settimana fa (4 Luglio) il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ammoniva l’Italia riguardo le possibili future manovre del governo Letta su IMU ed IVA.Secondo fonti provenienti dal governo Italiano il “congelamento” dell’IMU ed il blocco sull’aumento dell’IVA dal 21 al 22% sono provvedimenti essenziali per la ripresa della crescita economica. Al contrario, secondo l’assistant director del dipartimento Europeo del FMI, entrambi i provvedimenti non risulterebbero critici al fine di rivitalizzare l’economia ma, addirittura, “il congelamento dell’IMU è una misura altamente rischiosa da prendere a causa sia della mancanza di fondi per ricoprire un eventuale buco da 4 miliardi di Euro, sia per necessità di qualsiasi governo “occidentale” di avere simili imposte sulla prima cosa. Di conseguenza l’imposta sulla prima casa andrebbe mantenuta”.

Standard & Poor’s – Pochi giorni dopo (9 Luglio) Standard & Poor’s, sentenziava nel suo bollettino periodico che l’Italia era stata appena “declassata”, abbassando il rating del nostro paese da BBB+ a BBB con outlook negativo per il futuro. A questa decisione e quindi molto probabile che anche le altre due “grandi sorelle” di S&P, Moody’s e Fitch Ratings decidano di “tagliare” ulteriormente il rating dell’Italia. Ciò siginifica essenzialmente che il nostro paese farà più fatica ad attirare investimenti esteri e che il tasso di interesse sui nostri titoli di stato si alzerà ulteriormente. Oggi, infatti, le ormai quotidiane aste per “assicurarsi” titoli di stato italiano hanno avuto un’offerta di poco inferiore alla richiesta del Tesoro Italiano. Continuando di questo passo sarà molto difficile che l’Italia continui a finanziarsi “facilmente” attraverso l’acquisto dei titoli di stato da parte di investitori stranieri. Le parole del ministro Saccomanni e di Visco, governatore di BankItalia, riguardo a tale problema non saranno capaci di far tornare la sperata fiducia agli investitori.

Ulteriori pessime notizie – Secondo gli ultimissimi dati del FMI, rilasciati sempre il 9 Luglio, la crescita globale sarà meno forte di quanto stimato tre mesi fa (Aprile 2013). Il PIL mondiale crescerà del 3,1% nel corso dell’anno in via di chiusura e del 3,8% nel 2014, -0,2 punti percentuali rispetto alle valutazioni di Aprile. Ciò è causato principalmente dal rallentamento della Cina e degli Stati Uniti, le due più grandi economie mondiali e da un ulteriore ribasso delle stime di crescita dell’Eurozona. L’Italia, secondo queste stime fornite dal FMI nel corso del World Economic Outlook, subirà una decresita del 1,8% nel 2013 per poi incominciare molto lentamente (peggio anche dei cugini spagnoli) ad entrare in territorio economico positivo (un lievissimo +0,7%) nel 2014.

Governo – Mentre le principali istituzioni economico-finanziare continuano a dare consigli e a formulare ricette per far ripartire l’economia Italiana, l’attuale governo Letta si trovare in una fase di stallo fin da quando ha iniziato il suo tortuosissimo cammino. Nessuna decisione importante è stata ancora presa mentre PD e PDL sembrano sempre più concentrarsi sulle prossime possibili elezioni che si dovrebbero tenere entro fine anno in caso di “condanna di Berlusconi” o in caso di “strappo” al governo da parte dei “franchi tiratori” di sinistra.

Cosa fare? – Al fine di salvare l’Italia dal precipizio è necessario che il governo capisca una volta per tutte la difficoltà della situazione e la smetta definitivamente di continuare a badare ai meri interessi della casta. Nel corso di un’intervista avvenuta due giorni fa presso la BBC, il capo del governo Enrico Letta aveva fatto sapere che in Italia “i privilegi per la casta sono troppi”: è giunto il momento di regolamentare il tutto, rischio: il collasso dell’intero sistema. Questa visione molto “Grillina” della situazione italiana riporta per l’ennesima volta in capo l’idea che il vero problema dell’Italia risieda principalmente nella scarsa capacità della politica di prendere decisioni serie, importanti e magari impopolari e nel sistema troppo clientelare che si è venuto a sviluppare, anche in parlamento.

Ricetta economica – Secondo sia il FMI che le Agenzie di Ratings una soluzione economica ai problemi si potrebbe trovare e la via sarebbe quella di attuare un “mix di politiche macroeconomiche a sostegno della crescita e programmi credibili per una sostenibilità del debito”. Ciò significherebbe continuare con un programma di austerità controllato e ben organizzato, seguito da riforme strutturali essenziali al fine di una modernizzazione dell’intero sistema che possano essere di aiuto alle politiche monetarie accomodanti che la BCE, nelle vesti di Mario Draghi, sta portando avanti da fine 2011.

Unica soluzione? – Questa è l’unica soluzione possibile per spezzare il circolo vizioso della recessione, un’ultima spiaggia: o si attuano riforme che intacchino il sistema nel suo profondo e che mirino ad una crescita sostenibile nel medio-lungo periodo oppure il rischio serio è di continuare a vedere il nostro rating declassato e tagliato mensilmente dalle agenzie con un conseguente rialzo del tasso di interesse ed un aumento della speculazione da parte degli investitori. Il mercato sta giocando la sua partita e sta calando lentamente tutti i suoi assi, l’Italia – a prescindere dalle teorie di complotto –  è finalmente ora cominci a giocare la sua, di partita.

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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