I lettori bocciano Letta. Renzi per il futuro (ma non troppo)

08/12/2013 di Redazione

I risultati del nostro secondo sondaggio: vince Renzi di un nulla, seguito da una quasi parità di votanti che non trovano nella lista un proprio rappresentante

Sondaggio politico, quale il tuo presidente ideale?

Dopo 7 giorni termina il nostro secondo sondaggio. Visto il tempo più limitato, i votanti sono stati 505 e i risultati sono, in un certo senso, sorprendenti. I nostri lettori vedrebbero Renzi (110 voti) come prossimo Presidente del Consiglio, certo, ma con un margine minimo, per non dire inesistente, sull’altro candidato alle primarie del PD, Civati (108 voti). La vera sorpresa, però, è rappresentata da chi, tra i nomi proposti, non sceglierebbe nessuno. Ben 109 votanti, infatti, non vedrebbero nei candidati proposti il futuro premier.

Area PD – Primo dato da cui partire è proprio quello riguardante i tre candidati alle primarie per la Segreteria del PD. Le preferenze per Cuperlo sono state infatti pochissime (2,97%) mentre, come già scritto, Civati e Renzi hanno ottenuto quasi lo stesso risultato. Un dato importante, soprattutto considerando l’età media dei nostri followers. Indubbiamente, durante le ultime settimane, quello che doveva essere l’outsider è apparso, per molti versi, il più convincente tra i candidati. Prova indiscutibile sono stati i risultati dei sondaggi proposti dai principali quotidiani nazionali l’indomani del confronto televisivo. La rimonta nelle votazioni odierne, nonostante tutto, resta un miraggio, Renzi infatti appare irraggiungibile. Ma Civati potrebbe rosicchiare qualche punto in più del previsto.

Sondaggio preferenze prossimo premier

Centrodestra – A destra, invece, Silvio Berlusconi rimane il candidato ideale alla Presidenza, nonostante un risultato (10,89%) che rispecchia la perdita di fiducia dell’elettorato. Un risultato, va specificato, che eguaglia in ogni caso il consenso ottenuto dall’attuale Premier, Enrico Letta (12,08%): una bocciatura evidente del governo attualmente in carica. Non dobbiamo dimenticare, infatti, come nel precedente sondaggio Forza Italia fosse il partito preferito da quasi il 16% dei nostri lettori, e il centrodestra arrivasse ad un totale del 31,27%. Sommando le preferenze conseguite da Angelino Alfano e Silvio Berlusconi, invece, si raggiungerebbe poco più del 13% delle preferenze. Il dato, certo, non è indicativo, non coincidendo il campione statistico. In ogni caso appare piuttosto evidente come, tra i nostri lettori di centrodestra, vi sia, al momento, un disorientamento sulla figura della leadership.

M5S – Occorre dire che, nel proporre il sondaggio, abbiamo avuto difficoltà ad individuare le personalità effettivamente candidabili, partendo dal presupposto che Grillo abbia sempre indicato se stesso come un’entità esterna al partito e alle sedi istituzionali. Per questo non abbiamo considerato corretto inserire il suo nome tra le possibilità, ma abbiamo optato per due personalità di primo piano nel partito come Di Maio e Morra. I due non hanno conseguito voti significativi (3,56% e 2,97%). Per questo non escludiamo che, tra chi non ha individuato il proprio premier tra le possibilità messe a disposizione, molti siano elettori del Movimento 5 Stelle.

La grande sorpresa – Arriviamo, dunque, all’altra grande sorpresa del sondaggio: ben 109 (21,58%) votanti hanno chiaramente bocciato quelli che sono i nomi più probabili ad occupare Palazzo Chigi nella prossima legislatura. Questi sono difficilmente riferibili all’area di centrosinistra, e si dividono, probabilmente, tra gli elettori di centro, destra e grillini. Un dato che esplica, come abbiamo detto, soprattutto una tendenza dell’elettore di destra ad essere fedele al partito (come si evince dal sondaggio terminato settimana scorsa) ma senza rispecchiarsi nella guida attualmente ipotizzata per un’eventuale coalizione.

Insomma, il risultato evidenzia soprattutto tre questioni: il governo Letta è stato bocciato senza appello, Renzi è il favorito dei nostri lettori – ma in modo molto più mite rispetto ai dati nazionali – e a destra esiste, senza dubbio, un problema di leadership.

 

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