Sondaggi politici: l’effetto Renzi e le intenzioni di voto

02/03/2014 di Andrea Viscardi

Sondaggi politici, febbraio 2014. Giunti alla fine del mese, andiamo ad analizzare la situazione indicativa delle intenzioni di voto, basandoci sui sondaggi effettuati da tre agenzie statistiche nell’ultima settimana: Euromedia, Emg e Techne’.

Intenzioni di voto, febbraio 2014, partitiEffetto Renzi – La “presa di poteredel Sindaco di Firenze, con la spallata al compagno di partito ed ex premier Enrico Letta, non è piaciuta a molti elettori di centrosinistra. Il Partito Democratico perde infatti terreno, scendendo sotto il 30% (29,2% per Euromedia, 29,8% per Emg e addirittura 28,7% per Techne’) .  Un risultato sintomatico di una difficoltà dell’elettorato a ritrovarsi in pieno nelle scelte compiute dal direttivo e, soprattutto, dalle modalità seguite per sfiduciare il Governo. Il lavoro del neo Presidente del Consiglio nelle prossime settimane sarà dunque decisivo per cercare di recuperare i voti virtualmente persi, anche in vista dell’importantissimo appuntamento con le elezioni europee di maggio.

Intenzioni di voto, febbraio 2014, partitiOttimo centrodestra, ma Ncd… – Forza Italia tiene banco, anzi, guadagna anche qualcosa rispetto alle scorse settimane, oscillando tra il 23% di Euromedia e il 25% di Tecne’. Risultato del nuovo atteggiamento di collaborazione e di apertura con il nuovo Governo (o di “opposizione intelligente”), nonchè di un comportamento,quello del Nuovo Centrodestra – sceso sotto il 4% – che inizia ad indispettire chi, pochi mesi fa, decise di seguire Alfano nella sua nuova avventura.  Proprio Ncd, però, sarà anche l’ago della bilancia nelle prossime elezioni: i rapporti tra il nuovo gruppo e Forza Italia non sono dei migliori, e qualcuno inizia a sventolare l’ipotesi che il suo confluire nella coalizione di Centrodestra non sia così scontato. Una mera strategia politica, pensiamo noi. Quagliariello, Sacconi & Co. sono ben consapevoli che, qualora si rompesse con l’ex base, il partito difficilmente raggiungerebbe le soglie utili per portare qualche uomo in Parlamento. C’è un’alternativa? Volendo ironizzare, fantascientificamente, potrebbe continuare la collaborazione con Renzi: allora, però, Ncd dovrebbe cambiare – causa paradosso – nome, magari in Nuovo Centrosinistra o in Trasformisti italiani e rinunciare, probabilmente, al 99% dei propri elettori.

Intenzioni di voto, febbraio 2014, partitiM5S – Il Movimento 5 Stelle risulta stabile, ma occorre considerare come i rilevamenti siano stati fatti subito precedentemente alla questione espulsioni, che, per gli analisti, potrebbe portare ad un calo potenziale compreso tra l’1% e il 2% dei voti. Un duro colpo per la creatura di Grillo e Casaleggio, anche perchè, vite le dinamiche in cui sono stati persi, difficilmente quegli stessi elettori saranno recuperabili in futuro – salvo l’improbabile decisione dell’ex comico genovese di farsi da parte. Stabili, invece, gli altri partiti.

Coalizioni – I risultati per coalizione confermano, per l’ennesima volta, il vantaggio del Centrodestra. Nettamente per Techne’ – secondo la quale la coalizione di Berlusconi supererebbe addirittura la soglia del trentasette per cento (38,9%), più moderatamente per Euromedia (36,3%)  e Emg (35,2%).  Indietro, invece, la coalizione di centrosinistra: di appena lo 0,10% nel sondaggio portato a termine da Emg, dell’1,70% per Euromedia e addirittura di un (esagerato) 7% per techne’.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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