Sondaggi e intenzioni di voto: in calo il PD, crolla la fiducia nel Governo Renzi

09/11/2014 di Andrea Viscardi

I sondaggi Ixè ci raccontano un calo di popolarità del Partito del Premier e del suo Governo, Salvini trascina in alto la Lega, bene anche SEL e FdI

Sondaggi politici 2014

Lo scontro con i sindacati, le dicutibili manovre previste nella legge di stabilità e lo scontro a distanza tra Matteo Renzi e il Presidente della Commissione Europea Juncker. Sono tutti elementi che negli ultimi trenta giorni hanno contribuito a diminuire il consenso verso il Partito Democratico (-1,3%) ma, soprattutto, verso il Governo guidato dal fu Sindaco di Firenze (-5%). È questo il primo dato evidenziato dall’analisi dei sondaggi sulle intenzioni di voto pubblicati da Ixè tra il 3 ottobre ed oggi, ed è un dato che, in realtà, se analizzato, potrebbe far sorridere – in un certo qual modo – il Premier. È vero, il consenso è sceso e le piazze iniziano ad agitarsi, ma la realtà è che PD e Governo hanno tenuto, e anche bene, rispetto ad una lotta – quella con i sindacati – che sarebbe stata capace di affossare in poche settimane qualsiasi esecutivo degli ultimi vent’anni. Così, Matteo Renzi, nonostante la crisi del Nazareno, può guardare a Silvio Berlusconi da una posizione di forza, piuttosto che dall’orlo di un precipizio.

Sondaggi Politici, Intenzioni di Voto
I sondaggi di Ixè ci mostrano un PD in lento ma costante calo, ed una Lega Nord che mese dopo mese si avvicina sempre più al 10%. Clicca per ingrandire l’immagine.

 

Fiducia nel Governo Renzi, Novembre 2014
Dati Ixè

Tendenizalmente, però, il partito di centro-sinistra andrà verso un ulteriore ridimensionamento, per quanto limitato, nel prossimo mese. Da una parte si prospettano grandi tensioni proprio in riferimento al patto con Forza Italia, dall’altra gli scontri con i sindacati e gli “antagonisti” aumenteranno in modo inevitabile, così come gli attacchi alla “politica del lavoro” capeggiata dal Ministro Poletti. Facile, allora, che per fine anno i democratici si assestino ad una percentuale inferiore al 38%. È evidente quanto, questi voti, vadano emigrando verso la sinistra più classica. SEL, che nell’ultimo mese ha fatto registrare un +0,7% passando al 3.2%, ma anche Rifondazione Comunista che negli ultimi mesi è riuscita quasi  radoppiare la propria base elettorale, arrivando ad un importante 2%.

Come abbiamo detto, in calo è, soprattutto, il giudizio degli italiani verso il Governo in generale, piuttosto che, nello specifico, verso il Partito Democratico. Fa specie, infatti, considerare quanto, i giudizi positivi, nell’arco di soli trenta giorni, siano scesi del 5%, assestandosi sul 43%: mai così lotani da quota 50. È su questo, allora, che più hanno avuto conseguenze le dinamiche prima accennate. Una dimensione importante, certo, ma in modo relativo. Ciò che conta è il numero dei voti, e il  limitasissimo calo di questi potrebbe anche farci pensare ad un Matteo Renzi pronto ad approvare il prima possibile una riforma elettorale e, quindi, tornare alle urne. Un rischio calcolato, che permetterebbe al Segretario del PD di avere, finalmente, la maggioranza del Parlamento a sua immagine e somiglianza, così da ingranare la sesta sulla strada delle riforme.

Uscendo, invece, dalle dinamiche di Governo e del Partito Democratico, ciò che appare sempre più evidente è che la scalata di Salvini verso il 10% sembra non poter essere scalfita da nulla e, anzi, avrà probabilmente guadagnato nuovo vigore dopo i fatti accaduti a Bologna nella giornata di ieri. Una politica sempre meno “padana” e sempre più nazionalista, intrisa di elementi populisti e caratterizzata da un linguaggio sempre diretto – ma meno aggressivo rispetto a quello del primo Carroccio – sono i capisaldi sul quale il partito è stato rilanciato con maestria negli ultimi 12 mesi. Certo, sembra molto difficile vedere Salvini come il nuovo leader del centro-destra. Alla situazione attuale dei fatti – ma anche una volta uscito di scena Berlusconi – Forza Italia non sembra poter guardare a lui come Premier. Perchè cio possa accadere, il Segretario leghista dovrebbe attuare un’operazione di accentramento della propria linea politica e della stessa Lega che appare, onestamente, impossibile, per la natura stessa del partito verde.

Da sottolineare, anche, un M5S che nonostante Circo Massimo e iniziative, scende sotto il 20, così come un Fratelli d’Italia che, al contrario,  supera il 3,5. In aumento costante anche chi si dichiara intenzionato ad astenersi o a votare scheda bianca/nulla: il 19%. A dimostrazione che oggi, una grande fetta della popolazione, non riesce a trovare rappresentanza nei partiti esistenti.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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