Sondaggi: cala la fiducia nei leader, il PD si stabilizza

27/09/2014 di Andrea Viscardi

Gli ultimi sondaggi riportati da Ixè raccontano che gli italiani sono sempre meno fiduciosi nei leader politici; il PD, dopo aver perso quasi tre punti in tre mesi, si stabilizza

Sondaggi politici 2014

Se quell’1,8% perso dal PD da fine agosto ad oggi rappresenta la diaspora” che molti esperti prevedevano, dopo i ritardi delle riforme promesse, lo stallo delle nomine di CSM e Consulta e le polemiche su JobsAct e articolo 18, allora Matteo Renzi può veramente dormire sonni tranquilli. A maggior ragione, poi, se in un momento di tensione e con una minoranza pronta a scindersi, solo una minima parte di questi voti sono andati a rimpinguare le file di SEL. Difficile, allora, che un distacco e un nuovo soggetto di centro sinistra possa strappare al Premier un numero consistente di fedeli. Certo, da inizio luglio sono quasi 3 i punti persi (da 43,4% a 40,5%) ma resta una perdita minima date le difficoltà del Governo, e comunque una proiezione in linea con il risultato elettorale di maggio. Sono queste le prime considerazioni che possono essere fatte, osservando i risultati dei sondaggi pubblicati da Ixè da fine agosto ad oggi.

Intenzioni di voto agosto-settembre 2014
I precedenti sondaggi Ixè.
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Sondaggi che ci raccontano come lo stallo sia proprio anche dello scenario elettorale italiano. La situazione è praticamente immutata negli ultimi due mesi, al di fuori dei cambiamenti fatti registrare dal partito guidato dal Premier e da un leggero aumento di SEL (+0,6%), comunque lontana dal 3% attribuitogli fino a febbraio. Colpa, in parte, della pausa estiva, ma anche di una politica che, dai primi di settembre ad oggi, non ha visto un grande attivismo dei partiti. E’ stato piuttosto lo stesso PD a fungere da solo da maggioranza e opposizione, ecco allora spiegato facilmente perchè le conseguenze maggiori siano state registrate proprio dal partito di Renzi. Stabile Forza Italia, che dopo il minimo storico di inizio giugno (14,8%), oscilla da Luglio tra il 15,5 e il 16 per cento.

Intenzioni di voto settembre 2014
Gli ultimi sondaggi Ixè. Clicca per ingrandire

Stabili, anche, tutti gli altri partiti, partendo da un Movimento 5 Stelle fisso al 20%. NCD conferma la scelta ottima, alle europee, di correre con l’Udc, essendosi stabilizzato, oramai, intorno al 2%. Un risultato che indica anche l’anomalia di un partito sovrarappresentato e eccessivamente pesante – nonostante il rimpasto di Govero dell’era Renzi – nelle istituzioni e nel Parlamento. La linea e la scelta di Alfano e degli esuli di Forza Italia, di fatto, è stata bocciata definitivamente e su tutta la linea dagli elettori. Oramai ininfluente Scelta Civica che ritorna sull’1% dopo essere scesa fino allo 0,7 nel corso degli ultimi tre mesi.

Il vero capolavoro, piuttosto, è quello di Matteo Salvini e della sua Lega Nord. Il partito del fu Bossi, precipitato solo un anno fa, dopo gli scandali, al 3,3% e salvato abilmente da Maroni, si trova oggi a toccare il 7,8%. Il segretario federale, insomma, è riuscito – in 360 giorni – a riconquistare mese dopo mese una buona parte dei propri elettori, quelli che erano scappati dopo la questione diamanti e Belsito, dopo il nepotismo di trotiana memoria e le varie situazioni creatisi a partire dal 2012. Una crescita costante, che porta oggi la Lega ad essere il Partito Italiano che,  in proporzione ai risultati di maggio, aumenta di più il proprio peso tra gli elettori, registrando un notevole +12%.

Fiducia Leader
Dati Ixè

Matteo Salvini è un nome che ci porta ad affrontare l’ultima dimensione analizzata dal nostro articolo, quella della fiducia degli italiani nei leader politici. Se i partiti, negli ultimi mesi, reggono, diversa è la situazione delle loro guide. Matteo Renzi perde il 2% del supporto da fine agosto ad oggi, il 4% dalla settimana del 18 luglio e il 10% rispetto alle sue prime settimane di governo. A risultare meno degni di fiducia per un eventuale nuovo esecutivo sono anche i leader dell’opposizione, che comunque rimangono tendenzialmente stabili sui risultati degli ultimi periodi. Salvini e Grillo, appunto, che passano dal 20% al 19, e anche  Berlusconi e Alfano, rispettivamente al 16% e al 12%. Un punto in meno per tutti rispetto a fine agosto. Ed è ancora, andando oltre i numeri riportati, il leader della Lega Nord l’homo novus della destra, ma non solo. Osservando il trend attribuibile agli altri leader, vediamo un Grillo che ha perso oltre il 10% rispetto al suo apice, un Berlusconi che – dopo essere riuscito a riavvicinarsi al 20% (18% a giugno) – oggi perde nuovamente terreno ed, infine, un Alfano di cui abbiamo già parlato prima. In questo scenario, allora, il lavoro di Salvini nella Lega non è passato indifferente. Certo, occorre capire quanto pesi, nella sua ascesa di consensi tra gli italiani, nonostante il leggero calo di questa settimana, il fatto di essere un volto relativamente nuovo, in uno scenario politico che, al di fuori di Renzi e della rivoluzione fallita del M5S, risulta sempre più stagnante e logoro.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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