Sondaggi elettorali: centro-destra in testa, sorpresa M5S

29/10/2013 di Andrea Viscardi

Mentre PdL e PD giocano al massacro, il M5S ne approfitta e vola

Intenzioni di voto

Sondaggi elettorali: le intenzioni di voto. Sicuramente, alle prossime elezioni, il panorama politico nazionale sarà molto diverso. Renzi guiderà, molto probabilmente, il Partito Democratico mentre, a centro-destra, non si sa se esisterà un solo partito (Forza Italia) o due (Forza Italia e Pdl), né quale sarà il rispettivo o i rispettivi candidati. Per non parlare, poi, delle manovre di Mauro e Casini al centro. Insomma, ad oggi il panorama è tutt’altro che definito. Ma se si dovesse tornare alle urne prima che tutti questi scenari fossero decisi, quali le intenzioni di voto degli italiani?

Sondaggi politici, sorpresa M5s
Dati Tecnè

Tra i due litiganti, il terzo gode. I sondaggi tecnè degli ultimi due mesi ci riservano, a prima vista, due sorprese. La prima è che, nonostante, la decadenza, la fiducia prima tolta e poi votata, falchi, colombe e un nuovo processo in arrivo da Napoli, il Pdl/Forza Italia di Silvio Berlusconi resiste al 24,2%. Certo, rispetto a inizio settembre perde esattamente tre punti percentuali ma, nelle ultime settimane, ne guadagna due. Il secondo dato, risultato, probabilmente, dell’assurdo gioco all’autodistruzione interno alla coalizione di governo, è un’ascesa incredibile del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Annoverato al 19% il 5 settembre, oggi ha raggiunto il 24,1%, ad appena lo 0,1% dal Popolo della Libertà. In calo il PD, che dopo aver toccato i 30 punti percentuali circa un mese fa, ritorna oggi al 27,2%. Ma attenzione, occorrerà vedere anche l’effetto Leopolda, non ancora considerato nell’ultimo sondaggio, così come le conseguenze che il lancio della piattaforma M5OS potrà avere per il movimento del duo Casaleggio – Grillo. Non troppo dissimili, per le forze di governo, i risultati di EMG, secondo cui il Pdl sarebbe al 25,1% e il PD al 29%. Sottostimato, invece, il M5S, dato al 21,4%.

Sondaggi Elettorali, intenzioni di voto
Dati: tecne

E le coalizioni?. Abbiamo detto, appunto, che il Pdl riesce a tenere nonostante le tensioni interne e le mille vicissitudini di Silvio Berlusconi. Se si analizzano, quindi, non solo i singoli partiti ma le intere coalizioni, il risultato è quasi sorprendente, e il centro-destra appare meno distrutto di quanto si possa pensare. Con il 32,4% sarebbe infatti lo schieramento favorito degli italiani, seguito da un centrosinistra in calo di 3,3 punti rispetto ad un mese fa e, quindi, il M5S. Un risultato che, qualora si dovesse tornare alle elezioni con il Porcellum, avrebbe ottime possibilità di rendere il Paese ingovernabile, anche se poi, come è noto, tutto dipende dai risultati conseguiti regione per regione dalle coalizioni.

Partiti minori in calo. Ciò che risalta immediatamente all’occhio, osservando il trend degli ultimi 60 giorni, è un calo sempre più evidente dei partiti di secondo piano. SEL registra la flessione minore (-0,3%) ed è comunque ad un +0,50 rispetto ai risultati di febbraio. Perde circa il 20% dei voti la Lega, passando dal 5,4% al 3,9. Se quello del Carroccio è un dato allarmante per Maroni, i sondaggi riferiti a Scelta Civica hanno del disastroso. Nell’arco di due mesi, il partito, oltre ad aver perso la guida di Mario Monti, è stato abbandonato da poco meno del 50% degli elettori, passando ad un anonimo 3,2%, ripetto al 6,2 di inizio settembre. Opposto il trend di Fratelli d’Italia, capace di guadagnare mezzo punto ed arrivare al 3,2%.

Se i sondaggi del prossimo mese confermeranno questo andamento, la scelta innanzi al Partito Democratico e al PdL sarebbe assai dura: cosa fare del governo?. Entrambi, infatti, hanno perso consensi – sebbene il PD in una misura inferiore – ma, soprattutto, il M5S ha guadagnato il 5%.  Si noti, in particolare, un aumento costante del Movimento di Grillo, che riflette l’andamento negativo dei due massimi partiti.  Al -3,2 di PD+PdL registrato da Settembre ad oggi, corrisponde un + 4,9% di Grillo. Quell’1,7% di differenza, quindi, non è difficile pensare possa derivare quasi interamente dalle flessioni rispettivamente di Lega e SEL (-1,7%). Il rischio, innanzi a PD e a PDL, è quello – dando per assodati i continui scontri all’interno della coalizione – che, alla sopravvivenza del governo, se Letta non sarà in grado di cambiare marcia, corrisponda un costante aumento di voti del M5S. Senza dimenticarsi come, nei prossimi due mesi, peserà sul giudizio degli italiani la prima rata della Tares.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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