Sogno e colore: Joan Mirò in mostra a Bologna

17/05/2017 di Simone Di Dato

Fino al 17 settembre Palazzo Albergati di Bologna racconta il codice artistico del genio spagnolo con la mostra "Miró! Sogno e colore".

Miró! Sogno e colore

Di profonde radici catalane ma calato fin dagli inizi degli anni Venti nel clima poetico e artistico di una Parigi surrealista, Joan Mirò fu padre di un linguaggio straordinariamente originale, fecondo di stimoli per l’arte moderna. La sua creatività, ora astratta e ora figurativa, ha visto l’inconscio più che la volontà, dettare ritmi e forme di opere che sembrano costruirsi poco a poco su se stesse. Attingendo all’inconscio primitivo del bambino, Mirò ha creato un mondo solare e ludico, atmosfere di grande libertà che nascono dal gioco: popolazioni di forme geometriche, segmenti lineari e svariate articolazioni invadono i densi fondi dei suoi lavori tra relazioni ritmiche e misteriose scritture.

Juan Mirò - Senza Titolo
Juan Mirò – Senza Titolo

Ribelle e anticonformista, Mirò fu uno dei più radicali teorici del surrealismo tanto che André Breton lo descrisse come “il più surrealista di noi tutti”. Durante la sua carriera artistica abbracciò una forte essenzialità plastica in uno stile surrealista sempre più marcato. In numerosi scritti e interviste espresse il suo disprezzo per la pittura convenzionale e il desiderio di “ucciderla”, “assassinarla” o “stuprarla” per giungere a nuovi mezzi di espressione. Il merito della sua pittura, che sembra registrare sulla tabula rasa del fondo una serie episodi, linee e curiosi personaggi, è quello di aver dato vita ad una spontaneità libera e giocosa con gesti e segni dal forte valore magico. In età avanzata Miró creò centinaia di ceramiche, tra cui i Murales del Sole e della Luna presso l’edificio dell’UNESCO a Parigi. Si dedicò pure a pitture su vetro per esposizione. Negli ultimi anni di vita concepì le sue idee più radicali, interessandosi della scultura gassosa e della pittura quadridimensionale.Per i riconoscimenti in patria Miró dovette attendere gli anni della vecchiaia e la caduta del franchismo: nel 1978 ricevette la Medalla d’Or de la Generalitat de Catalunya; nel 1979 l’Università di Barcellona gli conferì la laurea honoris causa (l’Università di Harvard aveva già provveduto nel 1968); nel 1980 ricevette la medaglia d’oro delle Belle Arti dal re di Spagna Juan Carlos; nel 1981 fu premiato con la medaglia d’oro di Barcellona.

Juan Mirò - Senza Titolo
Juan Mirò – Senza Titolo

Fino al 17 settembre Palazzo Albergati di Bologna racconta il codice artistico del genio spagnolo con la mostra Miró! Sogno e colore, una rassegna che ha il merito di  illustrare una poetica anticonformista e selvaggia, un profilo capace di sfuggire alla banalità e al convenzionalismo, un segno inconfondibile nell’ambito di quello che è considerato l’ultimo grande movimento d’Avanguardia. Il percorso artistico della mostra propone 130 opere di cui 100 olii provenienti dalla Fondazione Pilar i Joan Mirò, sede della collezione donata dall’artista e da sua moglie, custode di 5000 pezzi (nel bianco edificio inondato di luce sospeso nel verde che era il suo studio) tra pennelli, tavolozze e attrezzi del mestiere rimasti lì dal giorno della sua morte, come lui li aveva lasciati. Proprio a Maiorca, dove visse dal 1956 fino al 1983, Mirò concretizzò il suo grande desiderio, ovvero di poter creare in un ampio spazio tutto suo, uno studio dove lavorare protetto dal silenzio e dalla pace che solo la natura poteva offrirgli.

Joan Miró, Senza Titolo (1978)
Joan Miró, Senza Titolo (1978)

Il percorso della mostra, curata da Pilar Baos Rodríguez e Francisco Copado Carralero, attraversa i punti cardine della parabola artistica di Mirò: dall’ interiorità al pensiero, dalle radici della sua identità alla continua ricerca di novità. Presenti capolavori come Femme au clair de lune (1966), Oiseaux (1973) e Femme dans la rue (1973) oltre a schizzi – tra cui quello per la decorazione murale per la Harkness Commons-Harvard University – tutti provenienti da Palma di Maiorca, tutti esposti a Bologna per raccontare la sperimentazione ricercata da Mirò all’interno delle principali correnti artistiche del ventesimo secolo come il Dadaismo, il Surrealismo e l’Espressionismo.

 

Info:

Miró! Sogno e colore
a cura di Pilar Baos Rodríguez
e Francisco Copado Carralero
fino al 17 Settembre 2017
Bologna, Palazzo Albergati
Info: +39 051 030141
www.palazzoalbergati.com

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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