Un sindaco per l’Europa?

12/11/2013 di Andrea Viscardi

Un sindaco per l'Europa

Il bivio europeo. L’Unione Europea è arrivata ad un bivio, come sostenuto dal prof. Pier Virgilio Dastoli nell’intervista recentemente rilasciata sulle nostre pagine. E’ giunta l’ora che il processo di democratizzazione riceva una spinta significativa. Oggi come non mai lo scetticismo e i movimenti antieuropeisti stanno guadagnando consenso, anche e soprattutto perché, in un periodo di crisi come quello odierno, la distanza tra i cittadini dei 28 e le istituzioni è percepita come un abisso. L’Europa è qualcosa di distante, quasi estranea. Una sorta di entità oscura che gran parte degli europei considera solo ed esclusivamente in riferimento alle politiche di austerity o, ancora peggio, un pretesto dietro a cui nascondersi, da parte della politica nazionale, per mascherare i propri fallimenti. Ce lo ha detto l’Europa è  forse la frase più inflazionata degli ultimi anni nei governi europei. La realtà, invece, è ben diversa. Oggi, in un mondo globalizzato, l’unica vera possibilità del nostro continente di competere a livello globale è insita nell’implementazione dello strumento europeo, piuttosto che in un suo disfacimento. Ciò che serve è più Europa, un’Europa che possa definire se stessa come un sistema democratico, in cui i cittadini, con il loro voto, possano determinare le sue politiche e i suoi indirizzi. Bruxelles sarà pronta a comprenderlo?

Un sindaco per l’Europa. Proprio da questo presupposto è partita, l’11 novembre, nelle sale dell’Hotel Parco dei Principi, la campagna di sensibilizzazione organizzata dall’associazione Alternativa Europea e da Gioventù Federalista Europea. Uno slogan evocativo, appunto. Un sindaco per l’Europa. Capace di richiamare, in modo perfetto, una necessità impellente: quella di riavvicinare il più possibile i vertici delle istituzioni dell’Unione ai cittadini. Un tema molto sentito, tanto da attirare anche l’attenzione del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che ha aperto il dibattito – insieme alla vicepresidente del Parlamento Europeo, Roberta Angelilli – ricordando quanto un processo di democratizzazione europea sia fondamentale.  Ospiti, tra gli altri, Pier Virgilio Dastoli, Marco Canaparo, Ugo Ferruta e Massimiliano Smeriglio, moderatore, invece, Giampiero Gramaglia.

Un Sindaco per l'EuropaUnione democratica. La questione è una di quelle potenzialmente in grado di cambiare il corso dell’integrazione europea o, meglio, è un punto di inizio per provare a spingersi oltre in un obbiettivo che, da troppi anni, è stato abbandonato. L’Europa come governo dei cittadini, non in senso grillino naturalmente, ma come dimensione di governo democratica. Certo, gli strumenti sono ancora molto limitati, ma proprio per questo è necessario sfruttarli al meglio. In vista delle prossime elezioni europee del 2014, la Commissione ha invitato tutti gli schieramenti ad indicare il proprio candidato alla presidenza. Un punto di partenza, appunto, per una scelta riservata, sino a ieri, solo ed esclusivamente ai vertici governativi degli Stati Membri. L’invito sembra essere stato accolto al meglio, ma non ancora in modo sufficiente. Martin Schulz sarà il candidato ufficiale del Pse, il PPE deciderà solo tra febbraio e marzo, mentre i Verdi hanno voluto spingersi oltre: sono aperte, infatti, le primarie per la scelta del candidato sul sito www.greenprimary.eu, le votazioni continueranno sino al 28 gennaio.

Problemi? Certo, ma la strada deve essere questa. Diversi i punti di vista degli invitati capacid i dividersi tra scetticismo ed ottimismo. Come fa notare Dastoli, l’indicazione del candidato è assolutamente inutile se non accompagnata da un preciso programma di governo. Per Ferrut  è invece fondamentale una legge elettorale a livello europeo e, in ogni caso, continuano a persistere due problemi non indifferenti: da una parte l’inadeguatezza dei candidati, dall’altra il poco risalto mediatico – e quindi il poco interesse nell’opinione pubblica – che le prossime elezioni europee hanno avuto sino ad oggi e che, presumibilmente, continueranno ad avere anche nei prossimi mesi. Per Canaparo, consigliere diplomatico di Angelino Alfano, i presidenti del Consiglio degli stati membri continueranno ad avere un peso politico determinante nella scelta del prossimo presidente, avendo la facoltà di selezionare il candidato da proporre al Parlamento. Tanto che lo stesso Jacques Delors avrebbe invitato alla calma invitando a non creare troppe aspettative, visto il rischio che vengano disilluse.

A prescindere dalle problematiche esistenti, l’opportunità è di quelle ghiotte. L’articolo 9A del Trattato di Lisbona prevede che sia il Parlamento ad eleggere il presidente su proposta della Commissione, potendo quindi respingere la scelta fatta dai vertici degli Stati Membri, se in contrasto con il voto popolare. Questo significa che l’Europa sarebbe posta davanti ad un bivio: accettare le indicazioni della volontà dei cittadini e legittimare, una volta per tutte, un processo di democratizzazione più che mai necessario o, invece, rimanere sulle posizioni mantenute sino ad oggi? Questo lo sapremo tra sei mesi,. Anche se la risposta sarà la prima, rappresenterà solo un piccolo passo di un percorso ancora tanto lungo quanto imprescindibile. Un plauso d’obbligo, dunque, ad Olimpia  Troili e Tommaso Visone, presidenti delle due associazioni promotrici. Potrà sembrare un sasso gettato in uno stagno, ma chi lo sa quanta acqua potrà smuovere?

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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