Tutti i crucci di Silvio Berlusconi

18/06/2013 di Andrea Viscardi

Le prossime due settimane saranno decisive per il leader del PdL: con un occhio guarda alle aule di tribunale, con l'altro al governo e intanto pensa di creare Forza Italia 2.0

Silvio Berlusconi, due settimane decisive

Processi, agenda piena – Tempi duri, questi, per Silvio Berlusconi. Nelle prossime settimane il leader del Popolo delle Libertà dovrà affrontare il verdetto del Tribunale di Milano in riferimento al caso Ruby, il parere della Consulta sul legittimo impedimento negato nel marzo 2010 con riferimento al caso Mondadori e, a fine mese, avrà luogo l’udienza preliminare riguardante la presunta compravendita di senatori effettuata dal PdL durante l’ultimo governo Prodi. Come se non bastasse, la Cassazione dovrà mettere la parola fine alla vicenda Mondadori-Finivest, quella che condanna Berlusconi, al momento, a pagare 540 milioni al gruppo Cir di De Benedetti.

Preoccupazione vicina alla rassegnazione? – Questa volta l’ex Presidente del Consiglio sembra abbastanza rassegnato all’inevitabile. Il suo pensiero – rivelato ai colleghi più stretti – è quello che difficilmente, il Tribunale di Milano, dopo aver portato avanti una campagna persecutoria di tale entità, possa giudicare in suo favore. Similmente per quanto riguarda la Consulta dove, a detta sempre di Silvio Berlusconi, vi sarebbero forti pressioni perché non ammetta ciò che al PdL sembra scontato: non concedere il legittimo impedimento nel Marzo del 2010 ha rappresentato una violazione per l’imputato.

Governo sì, governo no – Situazione complicata, come scrivevamo qui, anche per quanto riguarda la situazione del Governo di larghe intese. Per quanto il ministro Cancellieri dichiari come le sentenze dei processi in corso non dovrebbero influire, l’impressione è che, qualora la situazione dovesse effettivamente divenire molto critica, Silvio Berlusconi potrebbe tentare lo strappo. Aiutato, paradossalmente, dal PD e dall’anarchia interna del Partito: le continue dichiarazioni di Zanonato – uomo molto vicino a Bersani – appaiono quasi come un sabotaggio dall’interno, mentre i segnali verso il m5s di parte dei deputati e di alcune correnti interne sono sempre maggiori. Facile, allora, prendere tutto questo a pretesto per un ritorno alle urne.

Forza Italia 2.0 – Anche nell’ottica di un ritorno alle elezioni, Silvio Berlusconi ha deciso di rifondare il partito che l’ha portato nei salotti degli italiani per la prima volta. Forza Italia si farà, che piaccia o meno. Il primo motivo a spingere in questa direzione è la riforma del finanziamento ai Partiti: l’ex premier ha chiuso i rubinetti. La nuova Forza Italia sarà qualcosa di diverso: un partito non più di uno, ma di tanti imprenditori. L’idea sarebbe quella di raccogliere fondi e finanziamenti ponendo le elite industriali a capo del partito a livello locale e regionale, formando una classe politica non più di politici ma di imprenditori di successo prestati alla politica, capaci di attirare o elargire finanziamenti. Una scelta da verificare sul campo, ma che  presenta tanti lati positivi quanto aspetti negativi e di difficoltà. Tra i primi potrebbe annoverarsi la sfiducia dei cittadini verso i politici di professione e il maggior contatto degli imprenditori con la realtà e le difficoltà del Paese. Dall’altra, però, vi sono almeno tre problemi: il primo è rappresentato dal convincere le elite industriali a dedicarsi alla politica, il secondo dal far accettare un ruolo di secondo piano a chi, oggi, occupa all’interno del partito ruoli di primaria importanza e, infine, emergerebbe molto probabilmente un problema di convivenza tra Silvio Berlusconi e altre personalità di spicco. Soprattutto il ruolo marginale che assumerebbero certi membri del PdL ha creato negli ultimi giorni forti resistenze al progetto berlusconiano.

Due settimane di fuoco, giocate dall’ex presidente del Consiglio su tre fronti, o su due e mezzo. Perché se nei processi il suo è un ruolo passivo ma la questione è fondamentale, possiamo pensare anche che – prima di decidere sul futuro del governo – occorrerà sciogliere il nodo riguardante il futuro del Partito.

The following two tabs change content below.
Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
blog comments powered by Disqus