Non siamo tutti “falchetti”, in difesa della LUISS Guido Carli

13/11/2013 di Andrea Viscardi

Falchetti e LUISS Guido Carli

In queste ultime ore stanno rimbalzando, sui principali media nazionali, le immagini e le interviste della delegazione di falchetti ospite, nella serata di ieri, di Silvio Berlusconi. In particolare sta avendo risalto un video, girato da “Il fatto quotidiano”, nel quale una serie di ragazzi, tra i diciannove e i venticinque anni, rispondono alle domande dei giornalisti con parole tra l’impacciato e il disinformato o, peggio ancora, con una sorta di alienazione che ha dello scioccante. L’imbarazzo e l’inesperienza davanti alle telecamere, certo, sono un brutto cliente. Ma, in alcuni dei casi in questione – sia ben chiaro, non in tutti – si ricava la sensazione che il problema vada ben oltre. Non in riferimento alle idee politiche, ci mancherebbe, nessuno vuole giudicare, nelle prossime righe, gli ideali di qualsivoglia persona. Cosa accomuna questi ragazzi? A detta dei giornalisti l’essere provenienti, per la maggior parte dalla costosa università privata Luiss di Roma.

Gli argomenti da trattare sarebbero due, il primo, senza ombra di dubbio, di stampo giornalistico. Si sa che riportare all’onore delle cronache “la costosa università privata LUISS di Roma” è sempre un modo per attirare l’attenzione. La stessa parola LUISS, nell’immaginario di molti italiani, rispecchia un mondo oscuro fatto di figli di papà viziati destinati, non certo per meriti loro, ad un futuro brillante. Industriali, avvocati, notai, dirigenti. Insomma, siamo tutti un branco di raccomandati dal futuro roseo. Non, eventualmente, per le nostre competenze, non per nostri meriti. Che effetto poteva fare, nel suscitare ilarità o per alcuni un certo disgusto, scrivere “provenienti dall’Università de La Sapienza” o un più generico “studenti universitari”? Come se un manciata di persone – per lo più colte alla sprovvista – potessero caratterizzare il modello di studente di un’università che ospita, al suo interno, qualche migliaio di ragazzi. Perché l’idea di fondo di molti articoli sulla questione, è questa.

Il tentativo di etichettare questi “splendidi ventenni” – una manciata quelli intervistati, un ventesimo, probabilmente, le domande pubblicate (quelle che evidenziano ciò che il gornalista vuole evidenziare) – e ricollegarli più ampliamente all’Università romana, tra le altre cose, risulta anche di difficile comprensione. Sono ragazzi appartenenti al movimento di Silvio Berlusconi, vicini alle posizioni di Daniela Santanchè, e in quanto tali andrebbero considerati. Perché se si volesse fare, tra le altre cose, un’analisi socio-politica degli studenti della LUISS, molti rimarrebbero sorpresi.

LUISS e FalchettiDetto questo, vogliamo rassicurare chi assocerà per sempre l’immagine di noi luissini con quella di quel ragazzo che – palesemente imbarazzato e disorientato dalle telecamere – ha mostrato  di non conoscere i motivi delle condanne dell’ex premier. O a quella delle due ragazze di giurisprudenza che, alla richiesta di cosa pensassero nel sentire il nome di Silvio Berlusconi collegato ai termini “frode fiscale” e “prostituzione minorile”, hanno risposto, giustificandosi con la loro giovane età, che non spetta a loro giudicare. Triste specchio non della LUISS Guido Carli, ma di una generazione di studenti abituata a studiare sui libri e che ha completamente dimenticato cosa voglia dire avere una coscienza sociale e politica, e quanto la conoscenza di ciò che ci appare intorno, unita allo sviluppare una propria idea, sia un elemento imprescindibile della vita di una persona. Soprattutto raggiunta l’età del voto. Amara nostalgia dei tempi andati – non vissuti dal sottoscritto – quando il fermento politico rapiva le coscienze dei quindicenni.  Ecco, il mondo LUISS non è questo, non lo è mai stato e mai lo sarà. Nel nostro piccolo, questo sito – nato per iniziativa proprio di noi studenti luissini e poi allargatosi alla partecipazione di ragazzi provenienti da molte altre università, italiane e non – spero possa esserne una dimostrazione. La nostra università, come qualsiasi altra università italiana, è un panorama costellato di individui, la maggior parte dei quali, però, consapevoli, informati e soprattutto dotati di una coscienza politica e civica. Chi scrive, tra l’altro, non vuole fare una difesa dell’indifendibile, ma parla da studente che, sino all’inizio del percorso magistrale, ha sempre e solo frequentato istituti pubblici.

Per chi invece continuerà a pensarla in altro modo, siamo pronti ad invitarlo a fare un giro nei corridoi dell’università, magari a chiedere di poter partecipare a qualche lezione. Si renderà conto che i media, spesso, ragionano per luoghi comuni, altre volte, come in questo caso, tentano addirittura di forzarli, cavalcando preconcetti che, ad un occhio più attento, sono pronti a cadere come un castello fatto di carta.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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