Dopo il caso Shalabayeva il Governo prova a riprendersi

18/07/2013 di Federico Nascimben

Il monito di Napolitano. Il vertice di maggioranza su IMU, IVA e pagamenti PA. Lo stato della politica nostrana.

Governo Letta, stabilità, fiducia e riforme strutturali

Dopo le tensioni susseguitesi nei giorni passati, a seguito del caso Shalabayeva, ci ha pensato oggi il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a gettare (per quanto ancora possibile) un po’ d’acqua nel fuoco. “È indispensabile nell’interesse generale proseguire nella realizzazione degli impegni di governo“, rispettando il “cronoprogramma [sulle riforme istituzionali, ndr] di 18 mesi già partito in Parlamento“. “Il clima di fiducia verso l’Italia può variare positivamente in presenza di una valida azione di governo e di un concreto processo di riforme, ma potrebbe peggiorare anche bruscamente dinanzi a una nuova destabilizzazione del quadro politico italiano“, indi per cui – ha ribadito il Capo dello Stato -, “non ci si avventuri a creare vuoti e a staccare spine per rifiutarsi di prendere atto” di ciò che le ultime elezioni politiche hanno “reso obbligato“, ovvero un governo di larghe intese. Infine – ha ricordato Napolitano -, “se venisse messa “a repentaglio la continuità di questo governo i contraccolpi a nostro danno, nelle relazioni internazionali e nei mercati finanziari, si vedrebbero subito e potrebbero risultare irrecuperabili“.

Il caso Shalabayeva – Per il Capo dello Stato si è trattato di un “fatto inaudito […], c’è stata una pressione e una interferenza inammissibili da parte di qualsiasi diplomatico straniero“. Ma i funzionari italiani “hanno assunto decisioni non sottoposte al necessario vaglio dell’autorità politica e non fondate su verifiche e valutazioni rigorose“, perciò, per quanto riguarda il ruolo svolto nella faccenda da parte di Governo e Ministri, “è assai delicato e azzardato evocare responsabilità  oggettive, ovvero […] consustanziali alla carica che si ricopre“.

 Le offese al Ministro Kyenge e i processi a Berlusconi – Per quanto riguarda invece il caso Calderoli-Kyenge, Napolitano ha dichiarato che “è tempo di levare un argine comune” verso “l’ingiuria indecente e aggressiva, specie se a sfondo razzista o maschilista, e ancor più se pronunciata da chi dovrebbe unire alla dignità personale quella istituzionale“. Infine, relativamente ai processi di Berlusconi, il Presidente della Repubblica ha dichiarato che occorre sgomberare il terreno “da sovrapposizioni improprie, come quelle tra vicende giudiziarie dell’onorevole Berlusconi e prospettive di vita dell’eventuale governo“.

Il vertice di maggioranza su IMU, IVA e pagamenti PA – Dal canto suo, il Governo, per cercare di respingere le continue difficoltà e per sgomberare l’idea di una propria fine anticipata, nel vertice di maggioranza di oggi, si è impegnato a trovare una soluzione su IMU, IVA e pagamenti arretrati della PA alle imprese entro il termine ultimo del 31 agosto e in vista dell’approvazione della legge di stabilità questo autunno. Secondo la nota ufficiale di Palazzo Chigi, vi è stato un “forte sostegno politico, unità d’intenti e larga condivisione sull’impostazione, i tempi, il merito dei provvedimenti da attuare in materia di politica economica nei prossimi mesi, in particolare per ciò che attiene alla legge di stabilità“. Il problema, ovviamente, rimane il significato che si vuole dare al concetto di “superamento dell’IMU sulla prima casa”, assieme a dove trovare le risorse necessarie per i tre provvedimenti sovraindicati, visto che si è discusso anche di ammortizzatori sociali ed esodati.

Intanto la politica… – Insomma, dopo il caso Shalabayeva il Governo prova a rispondere, trovando una forte spalla nel Capo dello Stato che pone l’accento sulle responsabilità politiche e sulle conseguenze di un’eventuale caduta dell’esecutivo. Ma il clima che si respira continua a rimanere quanto mai pesante: è quello di una politica confusa, attendista e indecisa sul da farsi, che rischia di venire travolta dalle continue emergenze alle quali non riesce a far fronte. Nel centrosinistra lo scontro Letta-Renzi ricorda un po’ quello che si visse ai tempi delle ultime fasi del secondo Governo Prodi, durante le quali, a seguito della nascita del PD nell’ottobre del 2007, l’allora Segretario Veltroni faceva concorrenza al Professore preparandosi alle elezioni venture. Tralasciando il centro, sempre più prossimo all’insignificanza, il centrodestra vive una sorta di “quiete prima della tempesta”, in cui tutti sembrano prepararsi (?), più o meno nell’ombra, a ciò che seguirà alle alterne vicende di Alfano e, soprattutto, del Cavaliere. Nel frattempo, dall’altra parte della barricata si continua a non saper produrre nulla di concreto, grazie ad un’opposizione composta da: Lega Nord in preda agli ultimi deliri che seguono al declino che da oltre un anno l’attanaglia; SEL – partito sovrarappresentato in Parlamento grazie agli accordi pre-elettorali con il PD che non rispecchiano più l’attuale quadro politico -, il quale vede ai propri vertici un’inedita doppia guida con la Presidente della Camera, Boldrini (più che mai immersa nella sua veste tutta politica ricamatasi), che coadiuva le funzioni del Presidente Vendola; M5S, partito-movimento diventato la parodia di sé stesso. E intanto il Paese però…

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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