Il summit del Consiglio europeo tra energia, evasione fiscale e disoccupazione

24/05/2013 di Erica Pepe

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha partecipato al suo primo Consiglio Europeo, lo scorso 22 maggio a Bruxelles. In un mondo in cui le problematiche assumono carattere globale, le istituzioni nazionali appaiono insufficienti a dare risposte concrete. La crisi economica, la disoccupazione, la lotta all’evasione fiscale, ma anche le questioni legate all’approvvigionamento energetico non possono essere affrontate solamente a livello locale ma devono trovare una risposta più efficace attraverso la collaborazione dei membri dell’Unione Europea.

Unione Europea, le sfide del futuroIl Summit – L’incontro straordinario dei capi di stato e di governo dell’UE è stato dedicato ai temi dell’energia e della lotta all’evasione fiscale. Nell’accordo raggiunto si pone in evidenza la volontà di completare il mercato interno dell’energia entro il 2014, di sviluppare le reti energetiche europee, e di rafforzare la diversificazione dell’approvvigionamento energetico attraverso un potenziamento del settore delle rinnovabili e il ricorso più sistematico alle fonti di energia interne. Sul lato della fiscalità sono state prese importanti decisioni al fine di ostacolare l’evasione fiscale; in particolare in tema di scambio automatico d’informazioni tra i diversi paesi e nella revisione degli accordi tra l’Unione e la Svizzera, il Liechtenstein, Monaco, Andorra e San Marino affinché cessino di costituire i cosiddetti paradisi fiscali.

La disoccupazione – Secondo il Presidente Letta il “tema cruciale” e la problematica verso la quale si richiedono azioni immediate è la disoccupazione, in particolare quella giovanile. La categoria dei giovani costituisce una quota minoritaria della popolazione complessiva europea ed è mediamente formata con livelli d’istruzione superiori a quelli della generazione precedente; eppure, secondo le stime dell’Eurostat, nel 2012 il tasso di disoccupazione giovanile in Europa è stato del 23,2% e la tendenza è al rialzo. L’alto tasso di disoccupazione giovanile è una piaga che sta lacerando molti paesi membri e per la quale sono necessarie repentine misure, al fine di evitare che il peso della crisi ricada sulle nuove generazioni. Per tale motivo, il governo italiano a Bruxelles ha proposto e ottenuto che nel prossimo vertice straordinario europeo, che si terrà il 27 e 28 giugno, il problema della disoccupazione e l’adozione di misure concrete per risolverlo saranno centrali.

La forza dell’Unione – Le problematiche comuni agli stati membri, affrontate dal Consiglio Europeo, richiedono che la ricerca delle soluzioni sia frutto di scelte condivise e di un ingente sforzo di collaborazione dei paesi membri. Ciò che emerge è che le sfide di un mondo globalizzato debbano passare attraverso il rafforzamento dell’efficacia dell’Unione Europea, forza intermedia che, oscillando tra l’elemento nazionale e internazionale, può costituire una buona risposta per la risoluzione di difficoltà comuni.

Nell’epoca attuale, in cui i tempi della politica si sono azzerati e il feedback è immediato, non si può cedere alla tentazione di svuotare di contenuti il dibattito per il progresso all’insegna della mera propaganda di se stessi. La pace nel nostro continente è frutto della forza delle idee e, soprattutto, delle azioni. I figli dell’Unione sono la prima generazione che non ha conosciuto la guerra; per trasmettere questo retaggio alle prossime generazioni, per garantire ad esse un futuro, per crescere, per uscire dalla crisi economica e politica, per invertire la tendenza dei cittadini a diffidare delle istituzioni europee, serve una politica fatta di policies e non di mera politics.

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