Sessantaseiesimo Festival di Cannes, l’Italia prova a farsi spazio

22/05/2013 di Jacopo Mercuro

Come ogni primavera, dal 1946, va in scena il sessantaseiesimo Festival di Cannes. Sulla costa azzurra si accendono i riflettori, tra yatch e palme sfilano sulla croisette star provenienti da tutto il pianeta, trasformando la splendida cittadina di Cannes nel centro del mondo cinematografico. Per il primo giorno c’è tutto quello che serve per un’occasione così importante: abiti mozzafiato, tacchi vertiginosi ed eleganti papillon, ma questa volta a non mancare assolutamente sono gli ombrelli, vista la cospicua pioggia caduta nella giornata inaugurale.

Festival di CannesRed carpet bagnato, red carpet fortunato, come dice il proverbio. Questa volta i proverbi non valgono, tanto meno portano fortuna al film evento “Il grande Gatsby” che, dopo la proiezione, non ha ricevuto gli applausi sperati, lasciando qualche perplessità. Tutt’altro discorso per il protagonista della pellicola Leonardo Di Caprio, la cui interpretazione è stata lodata all’unisono dagli addetti ai lavori. Non è una novità. Rimane invece un mistero il perché da anni l’attore statunitense non riesca a ricevere, da parte dell’academy, nemmeno una nomination all’ambito Oscar. A testimoniare l’importanza dell’evento sono state proprio le parole dell’attore durante la presentazione del film:

“Quando sono arrivato mi è sembrato che l’elicottero mi facesse scendere in “La dolce vita”. Questo è un luogo incredibile in cui presentare i propri film e stavolta devo dire che l’opera in cui recito è piuttosto rischiosa, ma Baz Luhrmann è un regista molto coraggioso”.

Sembra che a cadere non sia stata solo la pioggia battente. Sulla testa di Thierry Frémaux (organizzatore dell’evento) sono piovute numerose critiche per l’eccesivo maschilismo nella scelta di film e palinsesto, lasciando troppe poche quote rosa  in concorso. Va così attribuito un merito maggiore alla nostra bravissima attrice Valeria Golino che debutta coraggiosamente alla regia con il film “Miele”, inserito nella categoria “Un certain renard”. Nel giorno che chiude la prima settimana, ci hanno pensato i fratelli Coen a riportare il sole grazie all’ultimo lavoro Inside Llewyn Davis”, il loro proverbiale umorismo si mischia al dramma, raccondando la storia dell’artista folk Llewyn Davis. A quanto pare non è un piccolo lavoro, come la maggior parte degli addetti ai lavori si aspettava, ma un serio candidato alla vittoria finale.

Rimanendo in tema States, è d’obbligo citare l’astro nascente Ryan Gosling, dopo la vittoria sfiorata nel 2011 al Festival con il film “Drive”, si presenta in questa edizione come l’attore protagonista di “Only Goog Forgives”, in uscita nelle sale italiane il 30 maggio. Tra i possibili vincitori ci sono anche La Venus a la Fourrure” di Roman Polansky, Grigris” film del Ciad diretto da Mahamat-Saleh Haroun e “Le passé” dell’iraniano Ashgar Farhadi, che ha tra gli interpreti il debuttante Elyes Aguis, il bambino capace di commuovere il Festivalc on il suo personaggio.

Quest’anno più che mai il Festival è un vero e proprio firmamento di stelle, oltre ai nomi già citati ad illuminare la scena ci sono: Michael Douglas, Matt Damon, Emma Watson, Tom Hiddleston, Joaquin Phoenix e tante altre sorprese dell’ultimo minuto. Ma sulla splendita croisette si parla anche italiano, gli artisti del bel paese cercano di farsi spazio tra i tanti nomi altisonanti capaci di scoraggiare chiunque avesse voluto presentare un film. Oltre alla già citata Golino, a concorrere per il miglior film c’è l’ultima fatica di Paolo Sorrentino, dopo il fortunato This Must Be the Place”, il regista italiano presenta “La grande bellezza”. La pellicola italiana più attesa dell’anno è una riproposizione de “La dolce vita” in chiave moderna che cerca di raccontare la Roma cafona dell’alta società. Tra la maestosità degli scorci della città eterna si nascondono salotti notturni caratterizzati da feste che la rendono buia e corrotta fino a portarla nell’abisso del degrado morale. Protagonista il fido Toni Servillo aiutato da Carlo Verdone, Sabrina Ferilli e Carlo Buccirosso. Anche nella sessantaseiesima edizione del Festival gli italiani sono riusciti a far sentire la loro presenza, oltre ai film in concorso sono state scelte ben quattro pellicole per la sezione Cannes Classics: “La grande abbuffata”, “Il deserto dei Tartari”, “L’ultimo imperatore” e “Lucky Luciano”. Come se non bastasse nella giuria è presente la nostra Nicoletta Braschi e per concludere in bellezza la stilista Miuccia Prada ha vestito gli ospiti delle sfarzose feste nella casa del ricco Gatsby.

Nelle strade di Cannes tra il 15 e il 26 maggio è presente ovunque l’immagine icona del sessantaseiesimo Festival: il bacio rovesciato tra Paul Newman e Joanne Woodward preso sul set di “Il mio amore per Samantha” e come i due furono premiati al Festival nel 1958 non possiamo che attendere impazienti la scelta del vincitore ed essendo di parte speriamo che la tanto ambita palma d’oro vada nelle mani del nostro regista Paolo Sorrentino.

 

Jacopo Mercur

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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