Sentiment analisys: un algoritmo per dirci se siamo felici

31/01/2014 di Francesca R. Cicetti

Sentiment analisys

Spesso si sente parlare della rete come di un enorme focus group, dal quale le aziende possono beatamente attingere informazioni su cui basare le loro campagne pubblicitarie, la loro produzione, i loro standard di clientela. In realtà internet funziona addirittura meglio di così. In un focus group i partecipanti sono vincolati nelle loro risposte, e raramente esprimono un pensiero totalmente sincero. Pensiamo ai sondaggi telefonici o alle inchieste di mercato. Il telefono squilla, ci viene domandato quale birra beviamo, quale marca di sapone compriamo, a quale partito politico daremo il nostro voto. E raramente la risposta è del tutto autentica, perché siamo influenzati (volenti o nolenti) dalla persona con la quale stiamo comunicando. Non è così sui social network, dove siamo solo noi e lo schermo di un computer. Ed ecco un covo di informazioni libere e svincolate, anzi, una vera miniera d’oro se si considera che gli iscritti a Facebook sono oltre un miliardo e 550 milioni quelli di Twitter, e solo per citare i siti maggiori.

Sentiemnt analisysSentiment analysis – Impossibile farsi sfuggire un’occasione del genere, per questo è recentemente approdata anche in Italia la sentiment analysis, un metodo di studio delle preferenze applicato ai social network. Avanguardisti nostrani di questa scienza sono Luigi Curini, Andrea Ceron e Stefano Iacus, ricercatori dell’Università di Milano e fondatori di Voices from the Blogs, un servizio che fornisce a chi lo desidera analisi di ciò che gli utenti postano sui social network, e dunque delle loro opinioni sui più svariati argomenti. Si passa dalle preferenze negli acquisti alla ricezione di notizie di cronaca, di attualità e di politica. Grazie alla sentiment analysis, anche i pronostici sulle elezioni saranno decisamente più affidabili: se si fosse guardato al web, dicono gli studiosi di questa scienza pionieristica, non ci sarebbe stata alcuna sorpresa sull’esplosione di voti per il Movimento Cinque Stelle.

Come funziona? – Dunque la sentiment analysis studia le opinioni espresse in rete, ma senza sollecitarle né influenzarle. E, a voler fare le cose in grande, l’analisi non si ferma ai pareri sull’attualità o sui grandi brand, ma può essere applicata anche alle scienze sociali. L’indagine infatti, se rielaborata con particolari statistiche, permette di interpretare il benessere degli utenti, il loro grado di soddisfazione generale o in relazione ad un particolare tema. Insomma, ci può dire se e quanto siamo felici. Tutto parte da un complicato algoritmo che analizza modi di dire, porzioni di testo, singole parole, punteggiatura e ortografia degli (ignari) utenti del social network in esame. Grazie a questo primo processo il computer estrae il mood dal post preso in considerazione e lo cataloga in base all’opinione che l’autore ha espresso: positiva, negativa o mixed. Poi si passa allo studio dei risultati.

Una spiegazione, questa, ovviamente piuttosto semplicistica, ma per noi profani è così che funziona il fantomatico algoritmo della felicità. Due miliardi e mezzo di utenti della rete che parlano, discutono, si confrontano quotidianamente, una corrente inarrestabile di informazioni che dà sostanza di giorno in giorno al mondo dei Big Data, e una stringa di numeri che analizza tutto ciò. Una sfida non da poco, se si pensa che parte dai social network.

Certo, ci sono anche considerazioni meno rosee, da fare. La prima regola dell’analisi dei sentimenti sul web è quella di monitorare tutto: ogni frase che postiamo, ogni discussione, ogni parola che scambiamo. Solo così la ricerca può essere accurata. Dai social network che utilizziamo viene carpito un numero infinito di informazioni, che vengono poi catalogate e accuratamente schedate. Forse, la prossima volta che entreremo su Facebook (che, tra l’altro, tra pochi giorni compie dieci anni di vita) rileggeremo con attenzione il post da pubblicare. Non si sa mai, potrebbe esserci una sentiment analysis in agguato.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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