Semestre Europeo: quali le politiche antimafia da proporre?

28/06/2014 di Luca Tritto

Inizierà a breve il semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea e già il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha esposto alle Camere le linee programmatiche che intenderà seguire.

Questa è un’occasione unica, per il nostro Paese, al fine di avere maggiore peso nelle decisioni fondamentali e programmatiche dell’Unione, dato il drammatico momento di crisi che imperversa su tutto il continente e non solo. Potrebbe essere ancora più unica se si sfruttasse il ruolo di Presidenza per avanzare nuove ed efficaci proposte in tema di lotta alla criminalità organizzata su scala europea.

Un argomento estremamente delicato, dati i numerosi ostacoli alla creazione di un fronte comune nel contrasto alle mafie, in particolare riguardo l’armonizzazione delle legislazioni penali statali ed il rafforzamento degli strumenti europei quali Europol ed Eurojust, come già in precedenza avevamo analizzato.

La pervasività delle organizzazioni criminali oltre i confini nazionali è una realtà che, a seguito della strage di Duisburg del 2007, non può più essere negata. Una ramificazione capillare e profondissima nel tessuto socio-economico europeo non può restare senza adeguate risposte e misure.

Per quanto riguarda le proposte in cantiere, il Comitato delegato dalla Commissione Antimafia e guidato dall’On. Laura Garavini del Partito Democratico, ha individuato delle aree di intervento essenziali per rendere operativo un efficace sistema di contrasto. Oltre al mutuo riconoscimento delle sentenze di confisca dei beni frutto di attività illecite, i lavori del Comitato hanno puntato molto sulla proposta di creazione di una Procura Europea in grado di perseguire tali crimini su tutto il territorio degli Stati membri. Uno strumento innovativo, di cui se ne parla da molto tempo, il quale purtroppo incontra ancora numerose perplessità dagli altri Stati membri. La speranza è che la forte presa di coscienza registrata negli ultimi anni possa spingere gli Stati europei ad appoggiare simili proposte. Se la scorsa legislatura europea ha visto nascere la prima Commissione Antimafia europea, presieduta da Sonia Alfano, ci si augura che il nuovo Parlamento ponga in essere le proposte avanzate già da questa e valuti le nuove.

Attualmente, anche il Think Tank Cultura Democratica ha avviato il progetto “La tua Idea per l’Europa”, consistente nell’elaborazione di proposte legislative innovative da parte di giovani studenti laureandi e laureati provenienti dalle migliori università italiane. Tra le proposte in cantiere si trova quella relativa la politica antimafia europea, attraverso la quale si vorrebbe delineare una norma capace di istituire il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso in tutti gli ordinamenti penali dell’Unione. Un compito arduo, ma già ben delineato, che potrebbe configurare una rivoluzione nel campo penale e giudiziario europeo in quanto, allo stato attuale delle cose, una delle maggiori difficoltà nelle indagini internazionali da parte delle Forze dell’Ordine italiane è proprio la mancata esistenza di tale fattispecie di reato negli altri Paesi, motivo per il quale è sempre più difficile perseguire i fenomeni di forum shopping.

I prossimi mesi saranno cruciali anche per questo tipo di riforme, troppo spesso oscurate, ma quanto mai necessarie per contrastare il dilagare della criminalità organizzata sulla scia della globalizzazione.

The following two tabs change content below.

Luca Tritto

Calabrese di Paola (CS), è nato il 7/11/1988. Dopo il liceo linguistico, si laurea nel 2011 in Studi internazionali alla “Cesare Alfieri” di Firenze, con una tesi sull’UE e la criminalità organizzata. Sin dai tempi della scuola si interessa di analisi politica e si appassiona allo studio di realtà criminali. Amante di storia e attualità della Chiesa Cattolica, si è laureato con 110/110 e lode in studi in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli, con una tesi sulle normative antimafia di Italia e U.S.A. Collabora con "Redazione UniCal" , rivista del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell'Università della Calabria ed è responsabile dell'area Giustizia e Antimafia del think tank Cultura Democratica.
blog comments powered by Disqus