Se la politica la discutono i cantanti

26/05/2015 di Francesca R. Cicetti

Da Gianni Morandi, a Fedez, passando per J-Ax: oggi i cantanti italiani sono i protagonisti del commento politico sui social network. Con stili diversi, e con risultati a volte davvero sorprendenti.

Colpisce per molte ragioni, la garbata pacatezza con cui Gianni Morandi utilizza i social network. Settant’anni suonati e una ritrovata giovinezza grazie alla sua pagina Facebook, che gli ha procurato una valanga di like, non solo dagli ammiratori del suo stile canoro. Anzi: soprattutto da una turba di giovani innamorata della spontaneità e dalla gentilezza con cui risponde alle provocazioni e alle offese. Gianni si presenta ai suoi fans mentre aspetta il treno, pota le aiuole, sbuccia i piselli e (anche, alla fine) suona la chitarra. Gianni che butta la spazzatura, Gianni che fa un “autoscatto”. Gianni che ironizza sulla misura delle proprie mani, sulle bacchette cinesi, sulla pasta con le rape. Gianni che, velatamente, fa un po’ di politica. E difende i migranti dalle accuse e dalle frecciatine di molti italiani scontenti.

A chi gli contesta di non averli accolti in casa lui stesso, risponde di avere molto spazio, e che qualcuno lo ospiterebbe volentieri. A chi scrive che i clandestini ricevono soldi ogni giorno, e gli italiani niente, domanda garbatamente se la fonte da cui è presa la notizia è così sicura. A chi gli dice che farebbe meglio a tornarsene a cantare, risponde che presto lo farà. Insomma, per i detrattori il paragone con gli italiani di inizio secolo non è calzante, perché se noi emigravamo per lavorare, qui si emigra per rubare. Se noi non ci lamentavamo del cibo e dell’accoglienza, qui ci si lamenta. E Morandi, con calma, risponde a tutti. E chiede se sono proprio sicuri che le cose vadano a questa maniera. Senza supponenza. Si limita a domandare.

La politica discussa sui social network fa più rumore se fatta da personaggi dello spettacolo, cantanti e rapper. Non tutti col garbo di Gianni Morandi, ma molti si sono lanciati nella stessa avventura. Fedez, con un tweet forse un po’ sprovveduto di appoggio alle manifestazioni (pacifiche) no-EXPO, si è attirato uno sciame di contestatori, ha generato un uragano mediatico e si è guadagnato le prime pagine. La stessa cosa vale per J-Ax. Rapper vittime e protagonisti, che si difendono con annunci e video garbati, fermi e ben pensati. Ma i cantanti, si sa, non sono nuovi a queste dinamiche. Agli schieramenti e alle fazioni, alle critiche e alla politica.

D’altro canto, non c’è da stupirsi se le migliori lezioni di buona comunicazione vengono dai vip della musica. Persino l’eterno (credevamo) Silvio Berlusconi, ospite a Che Tempo che Fa da Fabio Fazio, non ha brillato tanto quanto Gianni Morandi con i suoi fagiolini e i suoi cespugli di rose. Se la sua era è probabilmente tramontata, bisogna dare il benvenuto a uno stile tutto diverso. Dove i comici fanno i politici e i politici fanno i comici, a vincere è la gentilezza, la semplicità e il contatto diretto con le persone.

Per ammissione di Morandi stesso, gli argomenti tristi non premiano. E neppure quelli professionali. Un post serio? Una notizia sul nuovo disco? Non importano a nessuno. Come non importano a nessuno i tecnicismi, le polemiche, l’odio. Molto meglio uno scatto mentre si compra il giornale, o mentre si butta la spazzatura, si tagliano le patate. Un intero servizio fotografico nell’orto. L’importante è non cedere alle lusinghe della cattiveria, alle offese, non lasciarsi scoraggiare dalle critiche. L’importante è non arrabbiarsi mai.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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