Se il futuro dell’Italia passa per la banda larga

03/02/2015 di Lucio Todisco

Secondo i dati OOKLA il nostro paese è fanalino di coda in Europa per la velocità di connessione. Ma il 2015 è un anno importante per puntare definitivamente sul miglioramento dell’accesso alla rete: elemento decisivo per crescere economicamente e migliorare la qualità dell’uso delle tecnologie tra la popolazione.

“Oggi la grande opera infrastrutturale di cui si ha bisogno come il pane è la banda larga”. Queste sono le parole pronunciate dal Primo Ministro Italiano Matteo Renzi nel corso di una presentazione avvenuta proprio nel mese di Gennaio. Una presa di posizione di grande impatto mediatico e che mette di fronte l’Italia ad una sfida necessaria e non più rimandabile, quella di dotare il nostro paese di una rete internet all’altezza del peso economico che intende ricoprire nel mondo. L’Unione Europea ha indicato dei target, riportati anche nel rapporto Caio sugli obiettivi 2020 della banda larga in Italia, che sono:

  • Entro il 2013 accesso alla banda larga semplice per la totalità della popolazione
  • Entro il 2020 possibilità di accesso ai servizi della banda larga ad una velocità di 30 Mps per il 100% della popolazione
  • Entro il 2020 almeno il 50% della popolazione deve poter essere abbonata ad un servizio a banda larga ultra-veloce

La Strategia Italia per la Banda Ultralarga – Le reti di telecomunicazioni sono fondamentali, come scritto nel documento “Strategia Italia per la Banda Ultralarga“: “Le reti di telecomunicazioni sono ormai il sistema nervoso di ogni nazione moderna. Una nazione non si ferma se si fermano i trasporti. Non si ferma neanche per uno sciopero generale. Ma se le reti di telecomunicazione si fermassero – non è mai successo –, sarebbero davvero poche le attività che riuscirebbero a non fermarsi”. Interessanti sono gli interventi programmati e stabiliti nell’ambito di una crescita costante e continua rispetto ai fondi assegnati per lo sviluppo delle infrastrutture.  Nel documento si è proceduto alla definizione di cluster di intervento sviluppati sull’analisi dell’offerta di infrastrutture per la banda ultralarga già realizzate e quelle programmate, procedendo ad una catalogazione delle aree d’intervento. Tale clusterizzazione nasce con l’intento di migliorare l’efficacia dell’intervento pubblico rispetto alle risorse economiche effettivamente disponibili: specificamente, sono stati identificati quattro Cluster d’intervento.

banda-larga-grafico
Il grafico OOKLA sulla velcoità della banda larga in Europa, da www.independent.co.uk

Cluster A –  Risulta quello che dovrebbe dare il miglior rapporto costi-benefici e dove è più probabile l’interesse degli operatori privati a investire. Sono comprese 15 città dove sono già presenti più operatori di rete e le principali aree industriali del Paese. In pratica si fa riferimento al 15% della popolazione nazionale (circa 9,4 milioni di persone).

Cluster B –  Sono quelle aree in cui gli operatori hanno realizzato o realizzeranno reti con collegamenti ad almeno 30 Mbps, ma le condizioni di mercato non sono sufficienti a garantire ritorni accettabili a condizioni di solo mercato per investire in reti a 100 Mbps. Si parla di circa 1.120 comuni e vi risiede il 45% della popolazione (circa 28,2 milioni di persone).

Cluster C – Sono quelle aree marginali, le aree rurali, per le quali si stima che gli operatori possano maturare l’interesse a investire in reti con più di 100 Mbps soltanto con un intervento statale. Parliamo di circa 2.650 comuni e alcune aree rurali non coperte da reti a più di 30 Mbps; con circa 15,7 milioni di persone (il 25% della popolazione). Sono previste possibili soluzioni di accesso al credito agevolato e incentivi fiscali, ma anche una parte di contributi a fondo perduto limitato.

Cluster D – Sono aree in cui si prevede che solo l’intervento pubblico possa garantire alla popolazione residente un servizio di connettività a più di 30 Mbps, ed è identificato soprattutto nel Sud e in circa 9,4 milioni di persone. Si ipotizzano concessioni in misura maggiore a fondo perduto. Tale intervento pubblico è già in corso in circa 300 Comuni e l’investimento per raggiungere la completa attuazione del piano strategico è di 12,3 miliardi di euro.

A che punto siamo oggi – Se gli sforzi programmati sono sicuramente di grande interesse e di forte impatto, la situazione attuale non è di certo rosea. I dati di OOKLA, ripresi graficamente dal “The Independent” hanno mostrato come il nostro paese, allo stato attuale, sia lento, terribilmente lento. La velocità di connessione è al di sotto dei 20 Mbps (9,1 Mbps): come noi Croazia, Bosnia, Montenegro, Albania e Grecia. Proprio il giornale britannico si chiede cosa sta succedendo al nostro paese ed il perché di questa situazione così differente rispetto agli altri Stati Europei. La Spagna viaggia sui 30 Mbps, la Francia sui 40 Mbps.

 I dati indicati ci dimostrano come sia necessario, a questo punto, non perdere più tempo e allineare le intenzioni e la programmazione politica alle cose effettivamente da realizzare. Ne gioverebbero non soltanto l’economia, ma anche la cosiddetta “alfabetizzazione digitale” prevista nell’Agenda Digitale Europea che delinea per il futuro dell’Unione Europea una conoscenza consapevole dell’uso della banda larga e delle tecnologie ICT nel lavoro e nella vita quotidiana. Non ci resta che metterci al passo e rendere concreto questo percorso, che così potrà accelerare quei percorsi di aggiornamento professionale per i lavoratori, rendere consapevoli le aziende che con l’utilizzo delle ICT si può crescere di più e meglio nel mercato globale e garantire una vera e propria formazione costante e continua per tutti i cittadini.

The following two tabs change content below.

Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
blog comments powered by Disqus