Se corri come un fulmine, ti schianti “Come un Tuono”

16/04/2013 di Jacopo Mercuro

Respiri affannati aprono il sipario di “Come un Tuono”, il silenzio di Luke il bello (Ryan Gosling) fa molto più rumore della folla che lo acclama. Luke è uno stuntman per il quale è più facile far salire i giri del motore che vivere. Senza nè sogni nè futuro vaga come un randagio seguendo il circo nel quale si esibisce. Sguardo freddo e triste come un eroe romantico che non ha scelto la strada da percorrere ma, fino a quando il Come un tuonovento gonfierà la maglietta e la moto avrà benzina, il motociclista-cowboy continuerà a dare gas. Si sa, quando scegli di non avere un piano da seguire è proprio il momento in cui qualcosa ti prende per mano indicandoti la via. Per Luke il fulmine a ciel sereno è sapere che, Romina (Eva Mendes), la donna con la quale era stato un anno prima, ha dato alla luce suo figlio. Toccato nell’anima decide di prendersi le sue responsabilità mantenendo il bambino ed entra in affari con uno spiantato che gli insegna a rapinare banche. I soldi cominciano ad arrivare, ma l’essere selvaggio di Luke proprio non va a genio a Romina, che lo allontana dal figlio. Il giovane stuntman, abbandonato anche dal socio in “affari”, esplode in una rabbia che fa precipitare la situazione. Sulle sue tracce c’è l’agente di polizia Avery Cross (Bradley Cooper), anche lui dvenuto da poco papà. Le strade dei due si incontrano e, a loro insaputa, continueranno a camminare parallelamente fino al giorno in cui i rispettivi figli, conoscendosi, si troveranno a fare i conti con il passato e a pagare ingiustamente gli errori fatti dai genitori.

“Come un tuono” (in originale “The Place Beyond the Pines”) non è il solito film, all’interno si intrecciano tre storie con un epilogo che le unisce. La prima è una storia d’amore impossibile, nella quale fa tenerezza vedere un padre imprigionato nella sua incapacità di esprimere sentimenti. Da questo cocktail di emozioni si passa alla cinica storia di corruzione nel corpo di polizia, rappresentata dal grande Ray Liotta. Nel finale il cerchio si chiude, la storia del fuorilegge Luke e del poliziotto Avery riprende vita per mano dei figli sedicenni, alle prese con il passato dei genitori.

La pellicola indipendente è diretta dal regista Derek Cianfrance, ex documentarista conosciuto negli states per “Blu Valentine”, distribuito in Italia questo mese a distanza di due anni. Un film indie che ha dato alla regia la libertà di scegliere, plasmando così un lavoro originale su tutti i fronti. Continui primi piani seguono gli attori come se lo spettatore passasse accanto alle persone nella vita di tutti i giorni. Nelle riprese di fughe e inseguimenti, si ha la percezione che le sequenze corrano più veloci della moto trascinando letteralmente gli spettatori.

Non manca davvero nulla, una storia drammatica di rara intensità, emozioni a fior di pelle dall’inizio alla fine. “Come un tuono” ci mette davanti all’imprevedibilità della vita, più veloce di quanto possiamo e potremo mai percepire. Come se fosse una partita a scacchi, dobbiamo sempre rimanere concentrati e muovere la pedina migliore in attesa della contromossa, ma senza dimenticare che le nostre azioni possono scatenare un devastante effetto domino capace, distanza di tempo, di sconvolgere il percorso di qualcuno accanto a noi o semplicemente quello di un perfetto sconosciuto.

Maestosa la recitazione di un Ryan Gosling a dir poco elettrico, i suoi silenzi e la sua espressività rubano la scena riuscendo così a dare vita ad un personaggio di rara intensità. Sarà per questo che oltre oceano lo stanno incoronando, anche se in modo prematuro, il nuovo Marlon Brando. Dall’altra parte cerca di tenergli testa Bradley Cooper che, dopo “Il lato positivo”, non può che essere una certezza, ricevendo così gli elogi di tutta la critica.

Come un vero tuono che si ode qualche secondo dopo la luce iniziale, il film, scaglia la sua saetta anni prima per poi ripercuotersi in un frastuono che sconvolge tutti a distanza di tempo. Nonostante il cast di livello e le magistrali interpretazioni a rubare la scena di “Come un tuono” è la vita, unica protagonista del film.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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