Scorporo della rete di accesso, via libera dal CdA Telecom

30/05/2013 di Andrea Viscardi

Telecom, modifica normativa opa

Abuso di potere e liberalizzazione mancata – Il 13 maggio Telecom veniva condannata dall’AGCM ad una multa di 103 milioni di euro per abuso di posizione dominante in riferimento alla fornitura dei servizi di accesso all’ingrosso alla rete locale e alla banda larga. Una sentenza che, dopo le accuse di Fastweb e Wind di dicembre sembrava poter essere anche peggiore: i due operatori avevano infatti tentato di dimostrare come, tra il 2009 e il 2011, l’ex monopolista avrebbe impedito il passaggio alla concorrenza di circa 5 milioni di utenti. La condanna: avrebbe potuto superare il miliardo di euro. Una situazione molto sgradevole, data dal fatto che oggi, in Italia, il mercato della rete è tra i più arretrati di Europa. Telecom, infatti, detenendo all’interno della sua struttura societaria l’intera rete di accesso, godeva di un privilegio inaudito. Per fare un esempio è come se vi fossero tre  aziende capaci di produrre lampade, ma solo una interruttori. Quest’ultima, quindi, ha il potere di favorire la vendita delle proprie lampade e distorcere il mercato, limitando l’afflusso di interruttori alle altre due società.

La volontà di Enrico Letta – Negli scorsi giorni si erano susseguite le voci di una volontà governativa di scorporare la rete dall’ex azienda di stato, con la possibilità che la Cassa Deposito Prestiti acquistasse una quota di minoranza del nuovo soggetto. Un’operazione simile a quella già messa in atto con lo scorporo della rete di distribuzione del gas, ma  infinitamente più difficile da compiere: se Eni era una società con una pesante quota pubblica, così non valeva per Telecom.

CdA di svolta – Sembrava un processo attuabile solo nel lungo periodo, invece, quasi a sorpresa, oggi Telecom Italia ha deciso proprio in questo senso. Il Consiglio di Amministrazione è stato chiamato ad esprimersi proprio sullo scorporo della rete di accesso alla telefonia fissa della società, dichiarandosi ufficialmente favorevole.  Una conferma, sostanzialmente, di un dialogo già avviato da tempo con la stessa AGCOM, e che forse ha contribuito in modo determinante a un contenimento della condanna ricevuta neanche un mese fa, condanna verso cui Telecom, in ogni caso, ha annunciato il ricorso al TAR.

I tempi e le modalità – Un primo segnale, ma la strada è ancora lunghissima. Occorrerà prima di tutto riuscire a trovare un accordo sulle modalità di scorporo e sulla definizione della nuova società, quindi sulla partecipazione e l’impegno del governo nel sostenerla. I tempi, quindi saranno molto probabilmente superiori ai 12 mesi.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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