La scoperta (trascurata) dell’Antartide

17/10/2013 di Lorenzo

Inauguriamo una nuova rubrica, dedicata al racconto di episodi storici, più o meno noti, sperando di stuzzicare la vostra curiosità. Il primo appuntamento è dedicato alla scoperta dell'Antartide

Ballinghausen, la Russia e la scoperta dell'Antartide

L’Antartide è l’unico continente della terra ad essere completamente disabitato – eccezion fatta per il personale presente nelle basi scientifiche – nonché il più freddo dell’intero pianeta. Il nome Antartide deriva dal greco antarktikós, ovvero opposto a ciò che si trova sotto l’Orsa Maggiore: l’Artikós. Nel corso dei secoli, ha avuto più di un appellativo: pensiamo alla Terra Incognita ipotizzata nelle mappe tolemaiche, oppure alla Grande Terra Australe citata dai cartografi francesi e portoghesi del XV e XVI secolo. La prima comparsa della parola Antartide sulle carte geografiche moderne risale, in ogni caso, al 1890, per mano del cartografo scozzese John George Bartholomew.

La scoperta dell'Antartide
Le rotte delle due spedizioni di Bellingshausen

In pochi sono a conoscenza del fatto di come, il continente, fu avvistato, per la prima volta, solamente nel gennaio del 1820, dopo vari, e spesso fuorvianti, tentativi. A compiere quest’impresa fu il capitano russo Fabian Gottlieb von Bellingshausen, comandante della corvetta Vostok, il 28 gennaio del 1820. La spedizione russa nelle terre australi fu autorizzata dallo zar Alessandro I nel maggio 1819. Si componeva di due navi: la Vostok, affidata a Bellingshausen e la Mirnyj, un vascello da trasporto, comandato dall’ammiraglio della Marina Imperiale Russa, Michail Petrovič Lazarev.

Il 5 giugno 1819, le due navi salparono dal porto di Kronštadt alla volta della Gran Bretagna, qui Bellingshausen entrò in possesso dei preziosi documenti e carte geografiche stilate dal grande navigatore James Cook che, circa 50 anni prima, si era spinto in quelle terre lontane, superando per primo il Circolo Polare Antartico, ma senza avvistare quel continente sempre da tutti immaginato. Difatti, Cook circumnavigò l’antartico, scoprendo le isole Sandwich Meridionali nei pressi di Capo Horn e descrivendo le numerose colonie di foche e balene di quelle latitudini, spingendo così molti cacciatori europei e statunitensi all’avventura in quelle terre lontane.

Il 5 settembre del 1819, la spedizione di Bellingshausen lasciò il Regno Unito alla volta dei Mari del Sud e, seguendo le indicazioni di Cook, giunse, sul finire dell’anno, nell’isola della Georgia del Sud. Il 26 gennaio 1820, le due navi russe passarono il Circolo Polare Antartico per la seconda volta nella storia e il giorno 28 si spinsero a circa 20 miglia nautiche (37 km) dall’Antartide, che avvistarono lo stesso giorno ma, complice il maltempo, dovettero invertire la rotta. Date le pessime condizioni meteorologiche e la pericolosità del mare, l’ammiraglio Lazarev ordinò di fare rotta verso nord, precisamente a Port Jackson, l’odierno porto di Sydney e di stazionare li fino a primavera australe inoltrata.

Nel periodo trascorso in Australia, Bellingshausen entrò in contatto con balenieri e cacciatori di foche, che gli raccontarono di aver avvistato un paio di isole molto più a sud della Nuova Zelanda (le future isole Shetland Meridionali). La seconda spedizione riprese nel novembre del 1820. Le due navi salparono da Sydney il giorno 11 e, virando verso sud, passata l’isola di Tasmania, raggiunsero Ship Cove in Nuova Zelanda, per poi puntare a sud, verso il Canale di Drake.

Questa spedizione, al contrario di quella del 1819, mirava a raggiungere l’ipotetica Terra Astrale attraverso le acque dell’oceano Pacifico, sostando per le isole sub-antartiche, come Macquaire, dove si racconta che Bellingshausen scambiò parte del suo rum con i cacciatori di foche, per riceverne in cambio esemplari unici della fauna di quell’isola.

Antartide, Continente Antartico, ScopertaDopo due mesi di navigazione, Bellingshausen avvistò terra: un’isola coperta di ghiaccio, che ribattezzò Isola di Pietro I (la prima scoperta oltre il Circolo Polare), in onore dello zar Pietro il Grande. Il 28 gennaio 1821, le due navi avvistarono e si avvicinarono ad un’immensa costa, la parte a nord-ovest dell’odierna Penisola Antartica, che fu chiamata Costa Alessandro I, in onore del grande patrocinatore della spedizione. In realtà, nel 1940, si rivelò essere l’isola più grande dell’Antartide. Le due navi virarono poi verso nord, passando la Terra del Fuoco e giungendo in marzo a Rio de Janeiro.

Il 4 di agosto 1821, la spedizione rientrò in Russia. Una Russia che rimase indifferente alla grandissima scoperta, tanto che i diari e le annotazioni del capitano Bellingshausen vennero resi pubblici solamente dieci anni dopo. I suoi scritti uscirono dai confini dell’Impero russo nel 1902, quando vennero tradotti in tedesco e, più tardi, in lingua inglese (nel 1945).

L’interesse russo per il Polo Sud si spense lì e riprese solamente nel 1946, con la costruzione della prima base sovietica in Antartide. Il più, comunque, era stato fatto: l’uomo aveva finalmente provato come, nell’estremo sud del pianeta, vi fosse un enorme continente, smentendo definitivamente ogni dubbio e dando inizio da lì a poco, ai fatti che portarono alla spartizione del Polo Sud.

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Lorenzo

Nato a Roma, appassionato di storia moderna, contemporanea e delle relazioni internazionali Si occupa di storia e di esteri.
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