Salvini e Berlusconi: strategie per battere Renzi

24/06/2015 di Ludovico Martocchia

Un unico contenitore politico per il centrodestra: è l’obiettivo di Berlusconi per proporre un’alternativa seria a Renzi. In ballo c’è la leadership, da discuterne con Salvini. Elezioni a Milano il prossimo anno, un crocevia determinante.

«Un centrodestra unito non solo è competitivo ma è vincente». Lo ha sempre saputo Silvio Berlusconi, sin da quando il suo contenitore politico riuniva post-fascisti, democristiani, liberali, socialisti e leghisti. Sembrava quasi esserselo dimenticato. Il voto alle europee e il declino elettorale di Forza Italia lo hanno testimoniato: il Partito democratico di Renzi può prendersi tutto il banco se di fronte non ha un avversario compatto, in grado di esprimere un candidato condiviso. Alla fine la vittoria di Giovanni Toti e la débâcle del centrosinistra in Liguria rappresentano un barlume di speranza per quel particolare fronte dei moderati di destra che ha governato l’Italia per parecchio tempo negli scorsi vent’anni, ma che nell’ultimo periodo si era sfaldato.

Il modello “amministrative 2015” ha funzionato, il Pd non ha guadagnato terreno. Proprio per questo, Forza Italia e Lega Nord sembrano propense ad avvinarsi ancora. Ieri sera, in quel di Arcore, Matteo Salvini e Berlusconi si sono incontrati, in una cena durata quasi tre ore. Per il segretario del Carroccio si è «parlato di cose concrete: tasse, lavoro, economia, sicurezza, immigrazione, Europa», punti su cui i due partiti concordano. Sebbene, come ha voluto ribadire Salvini, non si sia discusso di alleanze – esclusa l’estromissione certa di Alfano, «non pervenuto». Il nodo cruciale, per i prossimi mesi, non sarà tanto chi farà parte del nuovo centrodestra (non quello di Angelino), ma la questione della leadership. Si gioca tutto lì. D’altronde in politica, i contenuti, quando sono in ballo poltrone e posti di comando, contano poco e niente. Questi possono essere limati, risistemati e aggiornati, in base al migliore offerente, ovvero dove è possibile prendere più voti. Un esempio su tutti: un tempo l’argomento prediletto dei leghisti era il federalismo, ora chi ne parla più? È ovvio, la domanda degli elettori privilegia la sicurezza e l’offerta si adegua. Proprio così, domanda e offerta, come un modello microeconomico.

Se ad essere considerate sono le poltrone, ciò che importa soprattutto è la poltrona più calda: quella dello sfidante, colui che dovrà affrontare Matteo Renzi. Sarà l’Altro Matteo il leader del prossimo centrodestra? Presto per dirlo, l’arco di tempo da valutare riguarda il prossimo anno, in cui ci saranno elezioni decisive. Tra tutte quelle di Milano. Nel capoluogo lombardo si consumerà una gara determinante non tanto per il risultato finale, ma quanto per chi si candiderà. Probabilmente il fu Cavaliere, che non vuole mollare lo scettro della destra italiana, punterà su Matteo Salvini come nome per vincere, e allo stesso tempo togliersi di mezzo l’aspirante leader. Una vera e propria trappola. Nella quale il segretario della Lega non potrà mai cadere. Secondo alcune voci, già nella cena di ieri, l’ex presidente del Consiglio avrebbe caldeggiato la candidatura del suo ospite. Al momento non si hanno né smentite ufficiali né conferme.

Sarà importante anche chi troverà Renzi come sostituto di Giuliano Pisapia, che ha fatto sapere che non correrà per la sua città nel 2016. Sembra difficile scovare un altro personaggio così trasversale, capace di riunire il centrosinistra da Sel a Tabacci. Forse il Pd gli chiederà un passo indietro. Per adesso la situazione è in stallo, si aspetterà la fine di Expo per cominciare a pensare all’eventuale sostituto. Certo è che il centrodestra sarà unito, le batoste degli ultimi anni saranno servite a qualcosa. Bisognerà vedere come questo legame sarà riproposte alle elezioni politiche – per adesso probabili nel 2018. Con ogni probabilità la lista sarà unica, con capilista leghisti al nord e azzurri al centro-sud. Ciò che manca è il leader. Berlusconi e Salvini dovranno decidere in fretta se vorranno sperare di raggiungere l’eventuale ballottaggio contro Renzi, al posto del Movimento 5 Stelle che ormai da mesi galoppa nei sondaggi.

 

The following two tabs change content below.

Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
blog comments powered by Disqus