Un sabato di Leopolda, all’ombra di Matteo Renzi

26/10/2013 di Iris De Stefano

Leopolda 2013, Matteo Renzi e il Partito Democratico

Renzi = Leopolda. In questa seconda giornata di Leopolda, si fa più chiaro l’intento della manifestazione, che ieri era stato solo accennato: è, de facto, una celebrazione di Matteo Renzi, di quello che ha fatto, di quello che farà (o vorrebbe fare). Sembra quasi l’apertura di una campagna elettorale per delle elezioni politiche. Non si parla mai di segretariato, mai di Letta, mai del fatto che un Presidente del Consiglio c’è già ed è anche dello stesso partito di Renzi.

Renzi, Leopolda, Pd, Epifani
Matteo Renzi alla Leopolda

Interventi e ospiti. Il format ricorda quello delle TED conference, famosissime nel mondo anglosassone: 4 minuti a testa per un discorso sul palco (nelle TED sono 14). Si alternano liberi cittadini, imprenditori, studenti e politici, tutti, ovviamente, ribadiscono la propria fedeltà ed ammirazione per il sindaco fiorentino. Qui le prime critiche. Perché, tra i tanti che si erano registrati per poter intervenire, c’era chi aveva posizioni critiche.  Per questioni di tempo, però, non sono stati chiamati tutti i registrati, e il sospetto che tutti i critici fossero fra questi “esclusi” è serpeggiato in sala stampa.

Fassino e Emiliano. Novità di quest’anno è stata anche la partecipazione dell’attuale segretario del PD Guglielmo Epifani che è arrivato alle 10:30, un’ora dopo l’inizio della giornata. Dalla prima fila ha assistito agli interventi del sindaco di Torino Fassino e di quello di Bari Emiliano, presente anche ieri sera. Entrambi gli interventi sono stati incentrati sulla necessità di partecipazione e rinnovamento. Piero Fassino ha chiaramente detto che “la sinistra non deve aver paura di vincere ed è per questo che siamo tutti qui”, frase ad effetto, che ha provocato un vero e proprio boato di risposta da parte del pubblico in sala. Il salto sul carro di quello che sembra essere il vincitore è riuscito. Emiliano, invece, si è distinto per un discorso tra i più carismatici: una vera e proprio invettiva nei confronti della politica del passato (anche prossimo) caratterizzata dalla mancanza di dialogo tra la classe dirigente e i militanti e soprattutto contro i programmi elettorali completamente rivisti per esigenze politiche, senza nessuna concertazione con la base.

Partito Democratico, Leopolda, Renzi e EpifaniD’Alimonte – Altro interessantissimo intervento, forse il più tecnico di tutti, è stato quello di Roberto D’Alimonte sulla legge elettorale. La proposta del politologo e professore della LUISS è stata quella di un premio di maggioranza per il partito che arriva al 40%, altrimenti secondo turno. Questa soluzione non comporterebbe la necessità di una modifica della Costituzione, ma il Popolo della Libertà non vorrebbe il doppio turno e i collegi uninominali. In più, sarebbe necessaria l’abolizione del Senato, e se – come Renzi – non si è d’accordo, occorrerebbe introdurre nella seconda camera un premio nazionale. In ogni caso, ed è questo il passaggio dell’intervento che ha causato più discussioni, il proporzionale sarebbe un disastro per il Paese. Meglio, piuttosto, andare a votare con il Porcellum, perché Matteo Renzi potrebbe vincere in entrambi i rami del Parlamento. L’idea, dietro le quinte, piace molto. Renzi ha commentato l’intervento con un laconico “la voglia di proporzionale gliela facciamo passare.”

Davide Serra e sindacati – Ecco, quindi, Davide Serra. Di lui ricorderete, sicuramente, le polemiche sollevate per i rapporti con Renzi, poche settimane prima delle primarie. Serra è arrivato a sorpresa ed ha parlato per molto più dei 4 minuti concessi agli alti partecipanti. Sua anche l’unica frase che ha creato scalpore, di critica a sindacati, pensioni d’oro e spesa pubblica. L’intervento di Epifani è stato moderato e super partes, come ci si aspettava fosse, parlando della sua idea di libertà. Stesso tenore nella dichiarazione rilasciata ai giornalisti dopo un colloquio di quasi 30 minuti con Renzi (di cui abbiamo parlato oggi pomeriggio) e che conclude la mattinata.

Dopo pranzo il ritmo cala, come è giusto che sia, gli interventi sono soprattutto di cittadini, tranne quelli di Giorgio Gori, Roberto Reggi e un paio di sindaci. Conclude alle 18:35 Oscar Farinetti, ma l’attenzione è ormai scemata e siamo tutti ad attendere l’intervento di Renzi di domani mattina, che lancerà ufficialmente la sua corsa alle elezioni per la Segreteria del Partito Democratico, il cui esito, oggi, alla Leopolda, sembra assolutamente scontato.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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