Ruoli manageriali: in Europa resta ancora alto il divario uomo-donna

20/03/2017 di Lucio Todisco

In Europa, la strada da fare per ridurre il divario di genere è ancora molta, sia dal punto di vista professionale che retributivo.

Lavoro donne

In occasione della giornata internazionale della donna, Eurostat ha rilasciato un report aggiornato sul divario uomo-donna nei luoghi di lavoro nel Vecchio Continente. Un documento che racconta come la strada da fare per ridurre il divario di genere sia ancora lunga, sia dal punto di vista professionale che retributivo.

Il divario manageriale – A livello europeo, circa un terzo dei manager sono donne. Vi sono circa 7,3 milioni di persone che occupano posizioni manageriali in imprese con dieci o più dipendenti sul territorio europeo: di questi il 65% delle posizioni manageriali è ricoperto dagli uomini (circa 4,7 milioni) e il 35% invece è ricoperto dalle donne (circa 2,6 milioni). Sebbene, quindi, le donne rappresentino la metà delle persone impiegate nell’Unione Europea, restano ancora sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali aziendali. Una sotto rappresentazione che viene rispecchiata anche da un evidente gap retributivo. Infatti, la ricerca ci descrive una situazione allarmante: le donne-manager guadagnano, in Europa, il 23.4 per cento in meno rispetto agli uomini.

Fa eccezione la Lettonia, dove ben il 53% dei manager è infatti donna. A seguire troviamo altri due paesi dell’Est Europa, la Bulgaria e la Polonia, con il 44%. Irlanda (43%), Estonia (42%), la Lituania, l’Ungheria e la Romania (tutti 41%), così come la Francia e la Svezia (entrambe con il 40%).

All’estremo opposto, tra i paesi con il maggiore gap occupazionale di genere, troviamo l’Italia, Cipro e la Germania, dove le donne rappresentano meno di un quarto tra coloro che ricoprono ruoli manageriali (tutti e tre Stati al 22%) Belgio e Austria (entrambi 23%) ed il Lussemburgo (24%). Nel nostro paese, infatti, i manager di sesso maschile sono 104mila, mentre le donne che occupano lo stesso ruolo soltanto 29mila.

Il gender pay gap – Per comprendere maggiormente la necessità di rafforzare politiche culturali e sociali per l’abbattimento del divario di genere, un elemento da tenere come indicatore è quello salariale. Solitamente, il divario retributivo di genere è legato ad una molteplicità di fattori giuridici, sociali ed economici, che vanno oltre la sola questione della parità di retribuzione e della posizione lavorativa.

Come riportato da “Il Sole 24 Ore”, ad esempio, in Ungheria le donne con ruoli manageriali guadagnano il 33,7% in meno dei loro colleghi uomini, il dato peggiore a livello europeo, con una differenza a livello retributivo orario di 3,88 euro. Mentre in Turchia, dove la distanza è del 7%, in busta paga le manager donna trovano 83 centesimi per ogni 60 minuti trascorsi in ufficio in meno rispetto ai colleghi.

E in Italia? – L’Italia è al penultimo posto, per gender pay gap, subito sopra l’Ungheria. Dal punto di vista percentuale, le donne guadagnano il 33,5% in meno all’ora rispetto ai loro colleghi maschi. In termini assoluti ci troviamo di fronte ad una differenza di quasi 15 euro per ogni ora di lavoro.  Di fatto, secondo i dati, gli uomini alla guida di una azienda con almeno 10 dipendenti guadagnano in media 44,28 euro ogni ora, mentre le loro colleghe donna soltanto 29,44 euro l’ora.  Una differenza ben più alta rispetto alla media europea, che invece inquadra il divario salariale in 9,20 euro l’ora.

Questo dato, insieme a quello delle posizioni occupate a livello manageriale da parte delle donne contribuisce a spingere l’Italia in fondo alla classifica europea. Dati che devono essere guardati con occhio critico nella consapevolezza che bisogna mettere in campo politiche culturali più incisive per recuperare terreno rispetto agli altri paesi europei.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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