Romanticismo, comicità e tragedia… Woody Allen

26/03/2013 di Jacopo Mercuro

“Il mondo sta rimanendo senza geni… Einstein è morto, Beethoven è diventato sordo ed io comincio a non sentirmi bene”.

Potrebbe bastare uno dei suoi tanto celebri aforismi per descrivere Allan Stewart Königsberg, in arte Woody Allen. Regista, sceneggiatore, attore, compositore, scrittore e chi più ne ha più ne metta. Nasce nel 1935 a New York, città che tanto ama e sua più grande musa ispiratrice. Allen è uno di quei personaggi capace di essere amato o completamente odiato, non è facile capire la sua contorta filosofia, spesso colpevole di farlo sembrare un alieno sceso sulla terra per dividere il pubblico. Viene considerato il più europeo dei registi d’oltreoceano, probabilmente per il grande successo che riscontra nel vecchio continente e per le tematiche che emergono nei suoi film.

Inizia a lavorare nel mondo dello spettacolo come autore per la televisione, scrive battute e siparietti fino a quando non riesce ad emergere come attore. Qualche anno più tardi si immerge nella scrittura e regia dei suoi film che non riguarda mai prima dell’uscita in sala, la sua paranoia lo porterebbe ad odiarli.

“Ogni volta, quando un mio film ha successo, mi chiedo: come ho fatto a fregarli di nuovo”.Woody Allen

Woody sembra avere grande successo, riesce a scrivere quasi un film l’anno, ma tutto questo crolla verso la metà degli anni 90. Non sembra più brillare come una volta, le sue commedie non hanno più quella nota geniale, sembrano piuttosto lente e noiose. A rendere il tutto più complicato è la sfera privata, divorzia spesso e con le sue sarcastiche dichiarazioni scatena sempre l’ira delle ex mogli.

“Ho incontrato la mia ex moglie e siccome sono un libertino mi sono avvicinato a lei e le ho chiesto, esitando: che ne dici di tornare a casa e fare l’amore ancora una volta? E lei mi ha risposto: Sul mio cadavere! Io allora ho replicato: Perché no, è come lo abbiamo sempre fatto”.

Dopo quasi un decennio di ombre torna ai vecchi fasti con il film “Match Point” che gli vale un Oscar per la miglior sceneggiatura e considerato dal regista stesso come il suo più grande lavoro. I film successivi sanciscono definitivamente la riconquista della notorietà passata: “Vicky Cristina Barcelona”, “Basta che funzioni” e il nostalgico quanto incantevole “Midnight in Paris”.

I primi film di Allen sono principalmente commedie tragicomiche, tutto è incentrato nella nevrotica psicoanalisi dei personaggi, non mancano monologhi cervellotici che esprimono la sua personale filosofia del mondo. In tarda età cambia modo di fare cinema, regalandoci film in cui è l’amore romantico a dominare la scena senza però mai abbandonare quell’aria di malinconia che spesso affligge il regista stesso. Amore e tragedia, più che un bivio è una strada unica percorsa dalle sue pellicole, sfocianti nel filosofico Eros e Thanatos.

“Se un mio film riesce a far sentire infelice una persona in più, allora sento di aver fatto il mio lavoro”.

Abbiamo già detto come Woody Allen sia un artista completo, ma non abbiamo sottolineato le sue doti come musicista, amante del genere jazz: è un ottimo clarinettista. Nei suoi film è lui a scegliere personalmente le colonne sonore, rispecchianti in toto i suoi gusti musicali: Jazz e lirica su tutti.

Sempre al passo con i tempi. Sembra essere questo il segreto del successo di Allen. Un genio versatile in grado di cambiare spesso pelle nel corso degli anni. Nonostante l’età ormai avanzata continua ad essere uno dei registi più moderni, riuscendo a sorprendere gli spettatori ogni volta che un suo film debutta sul grande schermo. Grazie alla sua personalità si è sempre messo in discussione, non ha mai abbandonato dopo una caduta, ma è sempre risalito a cavallo puntando dritto il traguardo. Non ascolta le critiche che spesso gli rivolgono, e con quell’autoironia che tanto lo caratterizza riesce a riderci sopra. I risultati raggiunti sembrano dare ragione all’artista newyorkese. All’età di 77 anni è riuscito a far suo un Oscar per la miglior sceneggiatura originale con il film “Midnight in Paris”. Il suo nome rimarrà impresso nell’olimpo del cinema.

“Non voglio raggiungere l’immortalità attraverso le mie opere; voglio raggiungerla vivendo per sempre. Non mi interessa vivere nel cuore degli americani; preferisco vivere nel mio appartamento”.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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