The Rolling Stones, Roma si infiamma

23/06/2014 di Jacopo Mercuro

Un Circo Massimo pronto ad esplodere, più di settantamila fan ad attendere l’arrivo delle pietre rotolanti per l’unica data italiana del tuor “14 on Fire”. Nell’oscurità una voce annuncia: “Ladies and gentlemen, the Rolling Stones”. Fuoco doveva essere e fuoco è stato. Alle 21.50 una fiammata fa esplodere il pubblico già caldo per la perfomance di John Mayer. Keith Richards entra con il suo stile inconfondibile. Il pirata del rock graffia il pubblico con il riff di Jumping Jack Flash; Mick Jagger, Ronnie Wood e Charlie Watts completano il gruppo. Il momento tanto atteso è arrivato.

Jumping Jack Flash da il via allo show, Mick Jagger canta I was born in a cross-fire hurricane”, ma l’uragano è davanti ai suoi occhi, la folla è letteralmente in visibilio per l’apertura di un concerto che sa di storia.

Tra un brano e l’altro, il frontman degli Stones, gioca con i fan, azzardando qualche piccola frase in italiano. Ironizza sulla sconfitta della sua Inghilterra per mano dell’Italia, augurandosi che sia quest’ultima a vincere il mondiale. Ma questa notte non c’è spazio per lo sport, siamo qui per la musica, siamo qui per il rock.

Rolling-Stones-Mick-Jagger
Mick Jagger, storico frontman dei Rolling Stones

La partenza iniziale è da brividi, si passa da Let’s spend the night a It’ s only Rock Roll. Grande musica, giochi di luce e un pubblico che salta, canta e si diverte. È qui la festa! Gli animi si scaldano sempre di più, ma improvvisamente il buio. I toni cambiano, l’aria si fa romantica e la cornice romana è perfetta, Jagger intona Streets of love. È vero che tutte le strade portano a Roma, ma in questa manciata di minuti si passeggia per le strade dell’amore come ultimi romantici, immersi nella storia e baciati dalle stelle.

Le sensazioni di amori malinconici vengono subito squarciate da Doom and gloom e Respectable (quest’ultima votata dai fan sui social) che riportano il Circo Massimo su di giri e lo preparano al basso di Darryl Jones che introduce Out of control . Il brano è quanto mai azzeccato, la folla è letteralmente fuori controllo e ogni tanto si fa fatica a rendersi conto dello spettacolo che si ha davanti.

Eccolo di nuovo, diavolo di un pirata! Il volto di Keith Richard, segnato dal tempo e da una vita al limite, racchiude tutti i cinquant’anni di storia di una delle band più popolari e seguite del pianeta. La scena è tutta per lui, solo la sua voce e la sua chitarra, inizia You got the silver.

Con Miss You Mick Jagger manda in estasi l’intera platea, coinvolgendola nell’intramontabile coro in falsetto. Si va verso la fine, ma da qui in poi gli Stones suonano le loro perle migliori. Gimmi shelter, come spesso accade, è lasciata nelle mani di Lisa Fischer; una voce straordinaria che merita di essere travolta dal lungo applauso delle settantamila anime che scaldano il Circo Massimo. Star me up da solita scossa, adrenalina pura che prepara il terreno all’amatissima Sympathy for the devil. Sui maxischermi passano le immagini di fiamme infernali. Mick Jagger fa la linguaccia al diavolo, presentandosi in versione Lucifero, avvolto da una tunica nera e un mantello con piume rosso fuoco. Si chiude con Brown sugar, con la quale si tocca la parte più bassa e bollente del girone infernale, ma non può finire qui. Il pubblico chiama a gran voce le pietre rotolanti e la loro risposta è immediata. Jagger e compagni salutano gli spettatori con Can’t always get e con l’immancabile Satisfatcion, seguita da spettacolari fuochi d’artificio. Cala il sipario sulla folla del Circo Massimo, ora conspevole di aver visto esibirsi la storia nella storia.

Che i Rolling Stones abbiano fatto un patto con il diavolo è ormai cosa certa. A poco più di settantanni riescono ancora ad esibirsi ad altissimi livelli e a trasmettere una carica unica. Chapeau soprattutto al frontman che continua a cantare, ma soprattutto a danzare, con quello stile inconfondibile che lo ha reso prima celebre e poi immortale.

L’evento è stato di rara bellezza e davvero ben riuscito per quanto riguarda la parte artistica. La parte organizzativa invece ha lasciato perplessi un po’ tutti. Bisogna ancora risolvere il mistero sul prezzo dell’affitto del Circo Massimo. Sembra che la location sia stata presa per poco meno di ottomila euro, una somma davvero misera se si pensa che si tratta di un parco archeologico. Una cifra talmente esigua che non basterebbe nemmeno a coprire le spese per la pulizia e i danni delle zone coinvolte nell’evento. Il sindaco di Roma ha dichiarato che il giorno del concerto avrebbe portato un indotto di venticinque milioni, cosa sul quale c’è molto scetticismo. Sul campo i problemi sono stati ancora più grandi. Il Circo Massimo è stata una cornice perfetta, ma a livello pratico ha dimostrato di essere molto scomoda vista l’assenza di spalti e la grande distanza dal palco. Per poter vivere a pieno il concerto bisognava arrivare ore prima per conquistare le prime file oppure arroccarsi sulle vaste discese laterali, alla lunga molto scomode. In molti hanno potuto ammirare la band all’opera solo attraverso i maxischermo, che come se non bastasse mandavano le immagini con un fastidioso ritardo.

Il concerto rimarrà nella testa e nel cuore di chi ha avuto la fortuna e la possibilità di assistere ad un pezzo di storia della musica. L’importanza dell’evento ha messo in ombra problemi e polemiche, in fondo I said I know it’s only rock ‘n roll but I like it!

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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