Roland Garros 2013: un peu d’air sur la terre

07/06/2013 di Luciano Di Blasio

In Francia bene le italiane, tra gli uomini si salva solo Fognini. Oggi Nadal vs Djokovic

Roland Garros 2013

Giunto alla sua 112a edizione, il Roland Garros propone anche quest’anno la magia del tennis in rosso ad altissimi livelli, con protagonisti tutti (o quasi) i big dei circuiti internazionali ATP (uomini) e WTA (donne). Mancano all’appello soltanto Andy Murray, numero 4 del mondo, fermato dai suoi ormai storici problemi alla schiena, e Juan Martin Del Potro: per l’argentino una fastidiosa bronchite. Le ragazze, invece, ci sono tutte.

Le nostre ragazze – Proprio nel tabellone femminile bisogna andare a cercare le più interessanti soddisfazioni tricolori, ed il nome è sempre e soltanto uno: Sara “Saretta” Errani. La ventiseienne romagnola, numero 5 del mondo, si è spinta fino alle semifinali del torneo, con una progressione che avrebbe dell’incredibile, se non fosse che l’anno passato era arrivata a giocarsi addirittura il trofeo, in una finale da sogno contro Maria Sharapova. Una finale senza storia, conclusasi con un netto 6-3 6-2 in favore della tennista russa, che in quell’occasione trionfò per la prima volta sul rosso di Parigi, completando il cosiddetto “career Grand Slam”: la vittoria di tutti e quattro i tornei dello slam almeno una volta in carriera.

Anche quest’anno la corsa di Sara s’infrange in maniera netta contro una delle più grandi tenniste che il circuito femminile abbia mai ospitato: la stratosferica Serena Williams. La tennista statunitense si è sbarazzata della Errani in soli 46 minuti con un netto 6-1 6-0, a dimostrare una volta di più, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che in questo momento il circuito WTA ha una regina incontrasta – Serena, e una vice che sembra l’unica in grado di tenerle testa – Maria Sharapova. Dopo di loro, il vuoto: la Azarenka (3 del mondo) a tratti si avvicina al loro tennis, ma sicuramente dalla Radwanska (4 del mondo) in poi sono tutte un gradino sotto.

Le altre ragazze della pattuglia azzurra non hanno avuto vita: Roberta Vinci  si è dovuta arrendere ai sedicesimi contro la stessa Serena Williams; allo stesso punto è arrivata Francesca Schiavone, che questo torneo lo ha vinto nel 2010 (la prima italiana a vincere uno Slam),  e che però, dopo aver raggiunto di nuovo la finale nel 2011, non riesce più a ritrovare la condizione fantastica di quel biennio. Sconfitta dalla Azarenka con un netto 6-3 6-0.

Gli italiani – Non le stesse soddisfazioni arrivano dagli uomini tricolore, ad eccezione di Fabio Fognini: il ligure ha tenuto testa ad un Nadal non al massimo, ma ancora troppo forte per lui, e si è arreso in 3 combattuti set, 7-65 6-4 6-4.Il nostro numero uno, Andreas Seppi, non in splendida forma in questo periodo, si è fermato al terzo turno contro Almagro, 7-61 6-0 6-4. Bolelli e Lorenzi, invece, fuori al primo turno.

I due Tommy e FedEx – Il torneo maschile, come accade di sovente negli Slam grazie alle wild card e all’ampiezza dei tabelloni, ha riservato due grandi ritorni: i due Tommy, Robredo e Haas. Lo spagnolo, ex numero 5 del mondo e grande “terraiolo” mai consacratosi, era dal 2009 che non otteneva un  risultato di valore in uno Slam (i quarti, proprio a Parigi): si è arreso nei quarti a David Ferrer, dopo tre battaglie al quinto set nei turni precedenti, nell’ordine con Sijsling, l’idolo di casa Monfils e il “rognoso” Almagro. Il tedesco, invece, adorato degli amanti del bel tennis e da sempre inseguito da ragazzine urlanti per il suo fascino acqua e sapone, ex numero 2 del mondo e promessa mai mantenuta delle superfici veloci, decide a 35 anni di rimettersi in gioco con continuità, e raggiunge il più alto risultato in carriera in uno Slam da Wimbledon 2009 (semifinale): battaglia epica al quinto con Isner, liquida Youzhny in 3 set, per poi arrendersi solo al numero 1 del mondo, Novak Djokovic.

In tutto questo rosso, avete la sensazione che manchi qualcosa? Beh, avete ragione, manca il più forte, the Swiss maestro, Roger Federer: non trova la forma e perde malamente con Tsonga  ai quarti. Ma si sa, i calzini sporchi di rosso non gli si addicono, Roger respira a pieni polmoni solo sulla rugiada dell’erba inglese.

Air sur la terre – Ci si avvicina al gran finale: chi porterà a casa la Coppa dei Moschettieri? Oggi, venerdì, semifinali maschili, con uno scontro da leoni nella parte alta del tabellone: Novak Djokovic, numero uno del mondo, mai vincente qui, motivato dalla scomparsa, avvenuta in settimana, della sua storica prima maestra di tennis e di vita, la grande Jelena Genčić, affronta Rafael Nadal, imperatore incontrastato del rosso con le sue 7 vittorie (mai nessuno come lui) al Roland Garros e favoritissimo per l’ottavo centro, soprattutto se uscirà indenne dallo scontro con Nole. Nella parte bassa, a sorpresa si affrontano David Ferrer e Jo-Wilfred Tsonga, entrambi con l’obiettivo di centrare per la prima volta in carriera la finale a Parigi, il francese con l’aiuto del suo pubblico. Quale dei due sarà a trionfare, per entrambi l’unica chance di portarsi poi a casa la coppa è sperare di uscire il meno stanchi possibile dal proprio match, con invece una sfida epica e infinita nella parte alta del tabellone. Altrimenti, è molto probabile che il re del rosso lo si sceglierà tra Rafa e Nole –  oggettivamente i più forti rimasti in gara – anche quest’anno.

E tra le donne? Serena Serena Serena, mai forte come in queste ultime settimane. Ma la Sharapova ci ha abituato a lottare, vedremo: il confronto di domani sul Philippe Chatrier sarà interessante per stabilire le gerarchie definitive del tennis femminile nel 2013.

E allora pronti, sabato 8 e domenica 9 giugno, a gustarci il gran finale della stagione in rosso 2013, fino all’ultimo respiro, in un soffio d’aria sulla terra, come cantavano i Foals.

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Luciano Di Blasio

Nasce a Lanciano (CH) il 20/03/1987 e cresce a Ortona (CH): un abruzzese dalle velleità internazionali. Maturità scientifica (100/100, premiato dalla fondazione De Medio) a Francavilla al Mare (CH), vince il premio come miglior studente di matematica della provincia di Chieti. Vive un anno a Newcastle (UK) studiando ingegneria elettronica, sei mesi a Rio de Janeiro. Si laurea in Lingue e Letterature Moderne (Tor Vergata, inglese e portoghese) con una tesi in letteratura inglese post-coloniale sullo scrittore nigeriano Ken Saro-Wiwa. Attualmente iscritto al secondo anno Corso di Laurea Magistrale in International Relations (Scienze Politiche, LUISS). Membro fondatore dell'associazione GiovaniRoma 2020. Drogato di letteratura, politica, F1, tennis e calcio.
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