Rock goes to Hollywood

09/04/2013 di Jacopo Mercuro

Come cantavano gli ACDC: “Nel lontano 1955 nessuno sapeva niente di uno spettacolo r’n’r e di tutto quel ritmo, c’èra un tempo in cui l’uomo bianco aveva lo Smoltz, l’uomo nero aveva il Blues. Ma Tchaikovsky ebbe una novità e disse: sia fatto il suono! E suono fu! Sia fatta la luce! E luce fu! Sia fatta la batteria! E batteria fu! Sia fatta la chitarra! E chitarra fu! Sia fatto il rock! E così accadde il cambiamento… il rock’n’roll era nato!”

In viaggio con una rockstar, tra cinema e rock
Una scena del film: “in viaggio con una rockstar”.

Dalla sua nascita il genere musicale chiamato rock and roll è mutato molto, ramificandosi è mutato in nuovi generi che a loro volta hanno dato vita a mode e culture segnando epoche differenti. Ma il rock è il rock, è inutile provare a ordinare questo mondo straordinario catalogando milioni di generi capaci di prendere vita ogniqualvolta qualcuno tenti di sperimentare. Il significato non cambia, il rock è qualcosa che sa farti volare scalfendoti nel profondo. E allora su il volume!

Come il più classico dei miti greci, mezzo secolo fa, sul monte Hollywood soffiava un vento chiamato Cinema, improvvisamente si è alzò una nuova corrente chiamata Rock. Lo scontro generò un uragano che ancora oggi spazza via preoccupazioni e pensieri portandoci sulla vetta più alta delle emozioni.

E’ stato un amore a prima vista, non è servito il solito corteggiamento, niente cena a lume di candela, nessun apri porta e nemmeno l’invito a salire a casa per un drink. E’ stata subito passione pura, il suono della chitarra elettrica ha squarciato la scena come un fulmine caduto dall’alto in una giornata di sole. C’è chi dice che Hollywood adottò il rock quando nacque, ma io credo sia una storia d’amore capace – da da più di mezzo secolo – di tenere la fiamma accesa ardendo i cuori di noi appassionati. Un connubio capace di valorizzare tanto la pellicola quanto la musica. Cosa sarebbe stato Elvis senza la sua carriera cinematografica? Quanto hanno aiutato i due film prodotti da Richard Lester nella carriera dei Beatles? Per non parlare del famosissimo film-documentario su Woodstock, pubblicato un anno dopo il concerto e capace di far conoscere a tutto il Mondo l’inno americano interpretato da Jimi Hendrix, capace di trasmettere, con il tocco delle corde, la sensazione dei bombardamenti in Vietnam.

Da sempre il suono del rock evoca libertà e passione e quando si mescola con il cinema diventa una dinamite pronta a far esplodere adrenalina e sogni. E allora sogniamo. Abbiamo immaginato di essere negli ultimi posti del pulmino di “Almoust famous”, cantando “Tiny dancer” del grande Elton John, godendoci quel presente che troppo spesso dimentichiamo facendolo diventare passato. Come diceva John Lennon “You are Here”. Puoi essere arrabbiato, triste o deluso, ma quando partono le prime note la tua testa automaticamente comincia a muoversi a ritmo. C’è chi suona una batteria immaginaria, chi muove il piede e chi tira un sospiro prima di iniziare a cantare e non importa che tu vada a ritmo o sia intonato, non puoi farci nulla, sei stato catturato dalle ali del rock. Con la strada libera davanti a te viaggi entrando in una realtà parallela: dimentichi tutto quello che ti circonda e i problemi della vita reale. E non preoccuparti, sei a casa.

Ma il rock non fa solo sognare, è stata una delle forme più alte di critica sociale, una delle armi più potenti di ribellione, come ha dimostrato il buon vecchio Bob Dylan. Nel cinema non manca questa voglia di libertà, così quel pazzo di Jack Black in “School of Rock” ci farebbe buttare dalla finestra i libri di matematica e ci insegnerebbe la ribellione contro il potente che ci opprime. Niente più lezioni noiose, qui si prendono appunti sulla storia del rock, si impara a tirare fuori le bacchette e picchiare duro, si imparano atteggiamenti sensuali da tenere sul palco, si impara a suonare la chitarra come se tra le mani si avesse il potente scettro di Giove pronto a scaraventare fulmini sulla terra. Tutto questo a ritmo di Ramones, The Doors, Led Zeppelin, The Whoo, ACDC, The Clash, The Velvet Underground…tutto questo a ritmo di ROCK!

Il rapporto tra cinema e rock continua a portare capolavori sul grande schermo e a incoronare gli artisti musicali riportandoli in vita attraverso innumerevoli pellicole. È il caso di dire che nessuno dei due ha fatto da spalla all’altro, ma aiutandosi si sono presi per mano percorrendo una lunga via che li ha portati a  divenire uno dei generi più seguiti e longevi della storia.

“Let there be Rock!”

 

 

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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