Roberto Formigoni: mentre la procura chiede il rinvio a giudizio, la politica lo premia.

09/05/2013 di Andrea Viscardi

Roberto Formigoni – Ieri, mercoledi 9 maggio, la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Roberto Formigoni. L’ex presidente della Regione Lombardia è accusato di associazione a delinquere e corruzione, nell’ambito dello scandalo sanità, che coinvolgeva, tra gli altri, anche Pierangelo Daccò – ex assessore regionale – e Antonio Simone, presidente, ai tempi dei fatti, dell’associazione Maugeri. La vicenda è nota a tutti, si tratta di uno degli scandali più significativi degli ultimi anni nel settore sanitario: secondo i pm Roberto Formigoni avrebbe, anche grazie alla mediazione di Daccò – quello che regalava le vacanze? – garantito appalti “gonfiati” al San Raffaele e alla Fondazione Maugeri. Un giro da 80 milioni di euro, di cui 8 contestati direttamente a Formigoni.

Report – Domenica 5 maggio, su rai tre, Milena Gabanelli – la giornalista preferita dai grillini, ma non solo – dedicava parte di una puntata della sua trasmissione ad affrontare l’affaire Formigoni. Ciò che emerge è l’immagine di un personaggio che, sicuramente, dovrebbe essere annoverato tra i cosiddettti  impresentabili.

Roberto Formigoni, presidente della Commissione Agricoltura
Roberto Formigoni, presidente della Commissione Agricoltura, accusato di corruzione a associazione a delinquere

Senato – Tra sabato e lunedì, invece, PD, PdL e SC decidevano del futuro delle Commissioni permanenti, di cui abbiamo parlato ieri. Molte scelte sono state palesemente fatte per consegnare delle poltrone, ma nessuno poteva pensare ci si sarebbe spinti fino a questo punto. Roberto Formigoni, infatti, dopo essere stato eletto in Senato perché inserito nelle famose liste bloccate, è addirittura uscito come il Presidente designato per la Commissione Permanente Agricoltura, con i voti di tutte le componenti politiche.  Vicepresidenti, quindi, oltre al grillino Gaetti anche la senatrice PD Pignedoli – educatrice musicale.

Dimissioni – Ora come ora sarebbe quanto mai necessario che Roberto Formigoni facesse un atto di responsabilità e rassegnasse le dimissioni. E’ intollerabile e inaccettabile quanto accaduto negli ultimi mesi. Dalla sua candidatura in Senato – primo nome nella lista bloccata lombarda dopo quello di Silvio Berlusconi – alla nomina alla Commissione permanente quello che emerge è una politica incoerente e capace solamente di reiterare i propri comportamenti. Si è consapevoli di quanto il Presidente del Consiglio, per far sopravvivere il governo, debba attuare un’opera di mediazione incredibile, ma questo, francamente, appare eccessivo. Una questione è fare concessioni politiche – come è giusto che sia in un governo di questo tipo – alle altre componenti della maggioranza. Un’altra è prendere in giro gli elettori e i cittadini italiani, professando cambiamento e onestà e nominando un personaggio che, da quel che sembra, ha fatto incetta di tangenti negli ultimi 20 anni. E nel caso, vedremo anche la macchina dell’immunità mettersi in moto.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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