Rivoluzione PD: Franceschini sta con Matteo Renzi, tutti sul carrozzone?

03/09/2013 di Andrea Viscardi

Dopo l'appoggio di Fassino arriva anche quello di Franceschini. Ma il "rinnovatore" potrà continuare ad esistere?

Matteo Renzi

PPI con Matteo Renzi – Tanto rumore per nulla, direbbe qualcuno. Eppure le dichiarazioni rilasciate da Franceschini nella giornata di ieri (“Lo voto, se tiene unito il PD“) hanno un sapore di vittoria per Matteo Renzi. L’ex capogruppo del PD alla Camera era stato, infatti, tra i più scettici nei confronti dello “spirito rottamatore” del toscano, e il cambiamento di rotta maturato nell’ultimo anno non può che rappresentare un brutto colpo per gran parte della nomenklatura del Partito,  senza dimenticare come solo pochi mesi fa, Stefano Bonaccini, segretario regionale dell’Emilia, e i suoi, avrebbero lasciato la sponda bersaniana per passare a quella renziana, anche a seguito dei contrasti sull’elezione di Marini a Presidente della Repubblica.

Matteo RenziRetromarcia SEL – Come Franceschini anche Vendola, che per tenersi in mano un partito in cui la figura di Laura Boldrini è sempre più importante farebbe di tutto, ha dichiarato di sentirsi vicino a Renzi e Civati, proprio lui che solamente un anno fa lo definiva come un “giovanotto sull’orlo di una crisi di nervi, incarnante l’inciucio sublime”. Insomma, nell’ultimo mese si è assistito a un carrozzone di riciclati diretto a casa del Sindaco, che, da parte sua, non ha certo sgradito la cosa: un appoggio nella sinistra “vecchia” era quello che ha cercato di ottenere sin da dopo le primarie, quando si rese conto come, fare troppo il rottamatore – a proposito, che fine ha fatto questa parola? -, non fosse più di tanto conveniente. La vittoria in caso di candidatura al Congresso, oramai, è cosa quasi certa, soprattutto considerando gli altri candidati.

Rinnovare? Il vero problema – al di fuori del fatto che i tempi tra Congresso ed elezioni appaiono molto sfasati, e la sicurezza che il Segretario sia anche il candidato per le prossime elezioni latita -sarà  convincere gli elettori che lui, alla fine resta sempre lo stesso Renzi. Impresa difficile, visto che le allenze tacite chiuse per la scalata al Partito e il suo spostamento a  sinistra hanno lasciato più che perplessi buona parte degli elettori storici. Molti hanno trovato in Letta un buon sostituto, ma  per il futuro vorrebbero un Partito che magari elimini, da quell’asse PCi – DC, le vecchie nomenklature rosse, tentando di inserire une ventata di freschezza nel panorama della sinistra. Non per ultimo, invece, Renzi ha incassato il via libera di Fassino, l’avvicinamento di Burlando e di Bettini. Insomma, tutta gente che il Sindaco avrebbe mandato volentieri a casa sino ad un anno fa. Insomma, alla fine, dal’altra parte, ci saranno solo D’Alema, Bersani e pochi altri. Per la scalata l’ex rottamatore necessita anche di queste componenti dirigenti della vecchi sinistra, ma così riuscirà a portare avanti le sue aspirazioni di cambiamento, o resterà imbrigliato nella tela del Partito?

The following two tabs change content below.
Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
blog comments powered by Disqus