Capodanno: stravaganti riti da (non) provare il 31 dicembre

30/12/2014 di Ginevra Montanari

"Augurarsi e augurare che l'anno nuovo risulti migliore del precedente, è consuetudine antica. E significativa. Ci dice come in tutta la storia dell'umanità non ci sia mai stato un anno così ben riuscito da chiedergli il bis”.

Capodanno e tradizioni

Come il vecchio Pino Caruso ricorda, non si è mai pienamente soddisfatti dell’anno passato. La fortuna non è mai troppa. Mentre noi italiani consumeremo lenticchie e cotechino, sparando i botti di mezzanotte, nel resto del mondo succederanno cose ben più interessanti. Ma è più pratico dividere le varie tradizioni in sezioni diverse: rispettivamente, quella legata al cibo, al fuoco, all’acqua, al vandalismo, alla spiritualità, alla magia. Ma andiamo con ordine.

Rito cibo-centrico: In Estonia la vigilia del nuovo anno viene festeggiata abbuffandosi. Letteralmente. Per tradizione, si devono fare ben sette pasti: questo perché si crede che il tanto mangiare porti prosperità e, ovviamente, cibo in abbondanza per tutto l’anno a venire. Il numero sette nasce anche dalla convinzione per cui mangiare sette pasti in un giorno, dia la forza di sette uomini. Si prediligono i dolci: infatti, si pensa che mangiare dolci a Capodanno permetta di avere più forza l’anno successivo.

Tar Bar'l Festival
Tar Bar’l Festival

Anche nelle Filippine ci si focalizza sul cibo e, viste le temperature, il Capodanno diventa un vero e proprio inno alla frutta; prima della mezzanotte, vanno consumati dodici diversi tipi di frutta, uno per ciascun mese del nuovo anno: l’importante è che siano frutti tondi, per dare perfezione, beneficio e prosperità a tutti e dodici i mesi. In quei giorni il prezzo della frutta, specie se rotonda, sale alle stelle. Si entrerà nel nuovo anno più fortunati, ma sicuramente meno ricchi. In Spagna, invece, è tradizione mangiare dodici chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte: un chicco per ogni rintocco dell’orologio, così da avere cibo in abbondanza per l’anno nuovo. In Germania i tedeschi mangiano molti dolcetti di marzapane rosa a forma di maiale, come segno di buon auspicio.

Rito fuoco-centrico: In Inghilterra si divertono partecipando a diversi giochi, ma i più amati sono tre: pescare con le mani della frutta secca che galleggia sul liquore infiammato, saltare all’interno di un cerchio di tredici candele rosse senza spegnerne nessuna, e mangiare una mela sospesa ad un filo senza spegnere la candela all’altra estremità. Le isole britanniche, decisamente più audaci, amano festeggiare il nuovo anno con un fuoco colossale, probabilmente rifacendosi ad antiche tradizioni pagane. Il Tar Bar’l Festival – traducibile letteralmente in “Festival del catrame” – che si celebra ad Allendale, nella Contea di Northumberland, è una processione piuttosto bizzarra: dei portatori, scelti per sfortunato diritto ereditario, appoggiano sul capo dei vassoi ottenuti da vecchi barili di whisky; ogni vassoio contiene del catrame a cui viene dato fuoco, e gli uomini devono coraggiosamente camminare con le fiamme in testa. Vestiti con sgargianti costumi tradizionali, vanno poi a scaricare il pericoloso fardello in un gigantesco falò propiziatorio per il nuovo anno. In Ecuador, il 31 dicembre è il giorno del genocidio dei pupazzi. Dei fantocci con maschere di politici, personaggi famosi, o cartoni animati, vengono riempiti di petardi e disposti lungo le strade e nei giardini di casa. Rappresentano le disgrazie dell’anno passato. Le bambole, armate di pazienza e rassegnazione, aspettano così l’esecuzione di mezzanotte. E si bruciano anche le fotografie dell’anno appena passato. In Messico, per tutta la giornata si accende e si spegne il fuoco, gettando tra le fiamme pietre o mestoli di legno.

Capodanno
Il festival dell’acqua in Thailandia

Rito acqua-centrico: In Thailandia, l’ultimo giorno di scuola e Ferragosto non sono poi così diversi dal Capodanno. Lì, per festeggiare l’anno nuovo, si celebra il festival dell’acqua di Capodanno, che dura per ben tre giorni di fila, tra gavettoni e pistole ad acqua. In Siberia, le persone fanno buche nei laghi ghiacciati e ci saltano dentro. Dicono sia un vero toccasana. E In Porto Rico si gettano secchi colmi d’acqua dalle finestre per scacciare gli spiriti maligni.

Rito vandalico/violento: In Svizzera si celebra il Capodanno spiaccicando un gelato sul pavimento. In Irlanda si colpiscono le pareti con del pane, meglio se raffermo, per scacciare gli spiriti maligni. In alcune zone del Sudafrica, si gettano dalla finestra i vecchi mobili. In Danimarca, i piatti che non si usano più vengono conservati fino al 31 dicembre per essere letteralmente frantumati contro le porte di casa di amici e familiari. Simpatico. In Perù la violenza aumenta decisamente, forse per scopi di catarsi scientifica; ad ogni modo, si combatte a mani nude per sanare vecchi rancori e iniziare l’anno nuovo con uno spirito diverso. E qualche costola rotta.

Rito magico-propiziatorio-spirituale: In Cina il Capodanno, noto anche come Festa della Primavera, segue il calendario lunare: può variare dal 21 gennaio al 19 febbraio. I festeggiamenti durano quindici giorni e terminano con la famosa festa delle lanterne. Durante il Capodanno cinese ci si veste di rosso, colore propiziatorio che, secondo l’antica leggenda, impauriva, assieme a forti rumori, il mostro mitologico chiamato Nian, che ogni dodici mesi usciva dalla sua tana per divorare gli esseri umani. Influenzati da questa leggenda, ogni anno i cinesi festeggiano con fuochi d’artificio, canti e danze rumorose, per spaventare Nian. La festa si conclude con il corteo della maschera del Leone, che rappresenterebbe proprio questo fantomatico mostro. Inoltre, nel nord del Paese, è usanza mangiare dei simpatici ravioli a forma di piccoli lingotti d’oro, come portafortuna per l’anno nuovo.

I giapponesi impazziscono per le “pulizie di casa”. Oltre all’affascinante quanto ossessiva compulsiva filosofia del Feng Shui, i musi gialli vantano anche la pratica del Toshigami: i festeggiamenti del Toshigami, la divinità giapponese dell’anno nuovo, durano dal 31 dicembre al 3 gennaio, periodo durante il quale si ringraziano gli dei che proteggono i raccolti, e gli antenati di famiglia. In questi quattro giorni si pulisce, e si appendono decorazioni di rami di pino, bambù, e di fili di paglia all’ingresso delle case. Allo scoccare della mezzanotte, le campane dei templi buddisti rintoccano centotto volte, tanti rintocchi quanti sono – secondo la cultura tradizionale – i peccati commessi da un uomo durante l’anno, e che vengono cancelaati con l’avvento del nuovo.

In Finlandia si predice il futuro in base alla forma che prende lo stagno fuso quando viene lanciato in un vaso d’acqua, o in un buco nel legno. In Colombia si scorrazza una valigia per tutto il giorno, con l’augurio di un anno all’insegna del viaggio. In Belgio e in Romania gli allevatori cercano di comunicare con i loro animali, specialmente con le mucche, augurando loro buon anno. Se in qualche modo queste rispondono, o danno un qualche segnale, il loro sarà un anno molto fortunato. Inoltre, in Romania è ancora molto forte la credenza in esseri magici, come elfi, gnomi e folletti; in tanti si travestono con pellicce d’orso e inscenano danze folkloristiche per scacciare il male, il 31 dell’anno. In Danimarca, allo scoccare della mezzanotte la gente salta dalle sedie per poter entrare ufficialmente nel nuovo anno. Augurandosi prima buona fortuna.

Talca
Il cimitero di Talca, l’ultimo giorno dell’anno, viene illuminato da migliaia di candele, mentre gli abitanti “parlano” con l’anima dei defunti

In Brasile ci si veste tutti di giallo, il colore dell’oro, del sole e della luce. E il capofamiglia getta il contenuto di un bicchiere di vino all’indietro per allontanare la sfortuna da casa.

La Russia è l’unico Paese in cui il Capodanno si festeggia per ben due volte: il 31 dicembre secondo il calendario Gregoriano e il 13 gennaio secondo quello Giuliano. In entrambi si fa l’albero e si balla allo scoccare della mezzanotte, ma non prima di aver aperto la porta di casa al dodicesimo rintocco, per far entrare l’anno nuovo. In Grecia, si appende una cipolla sulla porta nel giorno di Capodanno, per simboleggiare la rinascita e la prosperità. Un’altra tradizione greca vuole che un melograno venga rotto sulla porta di casa il giorno di Capodanno, rientrando eccezionalmente nella sezione degli atti vandalici.

Riti inquietanti: merita di essere citato il Cile, più in particolare la località di Talca: molte famiglie, la notte di Capodanno, vanno al cimitero, celebrando l’arrivo del nuovo anno assieme ai loro amati defunti. Il sindaco della città dà il permesso di lasciarlo aperto per tutta la notte – esattamente dalle ore 11:00 – per permettere a tutti, con luci e candele, di raggiungere le tombe di famiglia, e di dormirci accanto fino all’alba. Si ritiene che questa tradizione sia nata nel 1995, quando una famiglia scavalcò il muro del cimitero per trascorrere il Capodanno accanto alla tomba del proprio padre. E da allora circa 5.000 persone hanno adottato questa tradizione.

Concludiamo con un’ultima tradizione, che non rientra in nessuna categoria in particolare: in Belgio, il Capodanno è chiamato anche Sint Sylvester Vooranvond, e i bambini scrivono delle lettere a genitori e parenti. Si dice per tradizione, ma forse sono semplicemente più svegli da chiedere direttamente a loro, che a Babbo Natale.

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Ginevra Montanari

Nasce a Roma il 4 settembre 1993. Diplomata al liceo linguistico europeo Sacro Cuore, attualmente frequenta la facoltà di Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli. Da sempre appassionata di cinema, musica e teatro.
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