Rimane reato coltivare cannabis per uso personale

15/03/2016 di Marco Bruno

La Corte Costituzionale ha deciso che la coltivazione di cannabis per uso personale resta un reato punibile penalmente

E’ stata dichiarata non fondata la questione di legittimità sollevata dalla Corte d’appello di Brescia. L’oggetto della questione riguarda l’art.75 del testo unico in materia di stupefacenti, risalente al 1990. Il caso riguarda un commerciante bresciano, il quale aveva allestito una serra artificiale nel suo garage, con un vero e proprio impianto di illuminazione e ventilazione per 8 piante di canapa. Condannato in primo grado, il processo era poi stato sospeso in appello in cui la Corte aveva accolto l’istanza dei difensori e rimesso la questione di legittimità alla Consulta, che però ha deciso diversamente.

La situazione in materia è adesso estremamente contraddittoria. Due anni fa, la stessa Consulta bocciò la Fini-Giovanardi e da quel momento le diverse sezioni della Cassazione hanno pronunciato sentenze tra di loro contrastanti. Delusione è stata espressa dai Radicali italiani, da sempre forti sostenitori della legalizzazione delle droghe leggere. Il segretario Riccardo Magi, chiede al parlamento e al governo “una legge che comporti la legalizzazione della cannabis” non nascondendo un pizzico di amarezza sugli “ostacoli importanti che ci sono per il raggiungimento di questo obiettivo”.

Dello stesso avviso, anche il sottosegretario agli Esteri e senatore Benedetto Della Vedova, che è il primo firmatario di una proposta di legge in tal senso, sottoscritta da 290 tra deputati e senatori. Lo stesso Della Vedova ha rispettato la decisione della Consulta, affermando che “serve un intervento legislativo al più presto per chiarire la questione una volta per tutte”. Di tutt’altro avviso, il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, da sempre oppositore alla proposta di legalizzazione delle droghe leggere, che “si ritiene soddisfatto della soluzione avanzata dalla Consulta”.

Ma qual è la situazione di una legge che ha da sempre fatto discutere? L’iter, in realtà non è mai iniziato. La proposta di legge, inizialmente accolta con grande entusiasmo, non è ancora stata discussa e si trova in Commissione Giustizia e in Commissioni Affari Sociali del Senato, ma non sono iniziate neppure le audizioni parlamentari.

La questione della legalizzazione delle droghe leggere divide il paese. C’è chi ritiene che un’apertura in tal senso aiuterebbe lo Stato con molte risorse, darebbe una spallata decisa alla criminalità organizzata e aiuterebbe diverse persone malate con le proprie funzioni mediche. Dall’altra parte c’è chi si dice contrario poiché una legalizzazione delle droghe leggere porterebbe ad una circolazione troppo pericolosa di queste sostanze col rischio concreto di avvicinarsi in seguito a droghe ben più pericolose. Tuttavia, negli ultimi mesi sono diversi i negozi che vendono derivata dalla Cannabis (a Milano il primo esempio, poi seguito in altre città), cosi come diverse sono le petizioni online e non che spingono in direzioni opposte. Diversi Stati, per fare un discorso comparato, hanno ormai legalizzato la cannabis e le altre droghe leggere, mentre lo spaccio online sta sempre più prendendo piede, costituendo un problema non da poco. Al di là dell’idea che ognuno può avere, questa sentenza costituisce un importante elemento nella questione: la Corte Costituzionale ha applicato la legge alla perfezione, toccherà al parlamento ora fare una riflessione e decidere quale sia la soluzione migliore.

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Nato a Sant'Agata di Militello (ME) il 26/02/1994. Diplomato al liceo scientifico, attualmente studio giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli. Appassionato di musica, serie televisive e sport, spero in un mondo dove a prevalere sia l'eguaglianza
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