La riforma dei corpi di Polizia: rivoluzione in arrivo?

03/10/2014 di Iris De Stefano

L’ultima riforma proposta dal governo prevede la fusione dei molti corpi presenti oggi in Italia: sarà un’opportunità o un problema?

Una delle qualità che non manca al nostro Presidente del Consiglio è quella dell’ottimismo. Dai giorni della prima Leopolda al piano dei mille giorni, Matteo Renzi ha proposto con entusiasmo cambiamenti radicali dello status quo. Un atteggiamento costatigli la creazione di un termine, “l’annuncite” e le sempre più frequenti critiche di numerosi esponenti dell’intellighenzia nostrana. Si potrebbe a lungo discutere del perché alle proposte e ai decreti emanati in Consiglio dei Ministri non seguano i necessari decreti attuati, o perché certe riforme nascano troppo pasticciate per poter partire in fretta: fatto sta che sembra che Renzi abbia individuato un nuovo obiettivo di riforma: i corpi di Polizia.

La struttura – In Italia esistono cinque corpi di polizia, ad accesso tramite concorso, così come stabilito nel 2004 dalla legge Martino che abolì il servizio di leva: l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia penitenziaria, il Corpo forestale e la Polizia di Stato.

I primi furono fondati nel 1814 da Vittorio Emanuele I di Savoia. Parte dell’Esercito italiano, solo nel 2000 sono diventati una forza armata autonoma sotto guida del Ministero della Difesa. In un rapporto, l’ex ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda stimava che il costo per i contribuenti fosse di circa 109 euro l’anno, con picchi di 164 euro in Sardegna e 176 euro in Molise, per un costo complessivo di 6,7 miliardi di euro.
La Guardia di Finanza invece, dipendente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, è il corpo più antico dello Stato italiano, creato addirittura del Regno di Sardegna nel 1774 e a pochi giorni dal suo 240 anniversario. Con un totale di quasi 70.000 impiegati, nacque con lo scopo principale di controllare le dogane ma è diventato poi il principale organo preposto alla lotta all’evasione fiscale.

Cesare Patrone, dal 2004 a capo del Corpo Forestale
Cesare Patrone, dal 2004 a capo del Corpo Forestale

La Polizia penitenziaria invece è stata spesso oggetto di numerose critiche e considerata come il corpo più debole tra i cinque: accusato di concorsi più facili, avrebbe arruolato tra le proprie fila persone non abbastanza competenti per il delicatissimo compito cui sono assegnati. Infatti, l’endemica carenza di personale del corpo creato nel 1817, che impiega circa 50.000 uomini a fronte di una popolazione carceraria di 61.449 detenuti (al gennaio 2014), è un problema che dovrebbe essere affrontato il prima possibile, e non con decreti d’urgenza.

Il Corpo forestale dello stato si occupa della protezione dell’enorme patrimonio agro-forestale italiano, anche se resta il più piccolo tra i corpi con appena 8.500 unità. Creato nel 1822 oggi impegna la maggior parte delle proprie risorse nella prevenzione e persecuzione dei reati di tipo ambientale, come ad esempio quelli della Terra dei fuochi.

Infine, la Polizia di Stato ha come compito principale quello di gestire l’ordine e la sicurezza dei cittadini. Creata nel 1848 impiega oltre 100.000 tra uomini e donne ed è generalmente la più conosciuta tra le forze a causa del suo impegno diretto nelle strade delle città italiane.

La riforma di Renzi – Il Presidente del Consiglio vorrebbe modificare radicalmente questa struttura, portando il numero dei gruppi da cinque ad appena due. Secondo La Stampa, primo quotidiano a riportare la notizia, la Polizia di Stato assorbirebbe quella Penitenziaria e il Corpo forestale, mentre ci sarebbe una fusione tra i Carabinieri e la Guardia di Finanza.

Secondo il quotidiano torinese, già il 15 ottobre, con la legge di stabilità, la Forestale confluirà nel gruppo della Polizia di Stato, mentre solo nel 2015 ulteriori provvedimenti avvierebbero il resto delle operazioni.
Un ulteriore riforma nascerebbe dalla fine della regola sull’inamovibilità dei capi: se fino ad ora non c’era un termine fisso per i gradi massimi dei corpi, tanto è che da ben 10 anni Cesare Patrone è a capo del Corpo forestale, secondo Matteo Renzi, con pieno spirito di rottamazione, si dovrà cambiare.

Quello che resta da capire ora è come si muoveranno i sindacati di polizia e soprattutto se agli annunci del Presidente del Consiglio seguiranno i fatti. Qualsiasi atto che serva a diminuire l’ingestibile spesa statale evitando di tagliare a settori già zoppicanti come educazione e sanità è interessante, se fatto con criterio. Un criterio che però, non può assolutamente ridurre la pubblica sicurezza.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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