Rifiuti, ancora una condanna dall’UE, e intanto i roghi continuano

17/07/2015 di Iris De Stefano

20 milioni di euro, più 120mila euro di penale al giorno per mancato pagamento. Queste le cifre che l'Italia dovrà pagare per non aver risolto appieno la situazione dei rifiuti in Campania: insomma, oltre al danno la beffa. E intanto tra discariche abusivi, rifiuti tossici e roghi continui, le denunce continuano.

Giunti in quel periodo dell’anno in cui le notizie tendono a confondersi con sudore, sabbia e salsedine, prendendo derive ancor – se possibile – più scandalistiche del solito, non sorprende come sia passata nella quasi più totale indifferenza dei media la condanna della Corte di giustizia dell’Unione Europea al nostro paese per la vicenda dello smaltimento dei rifiuti.

Se è pur vero che l’Unione Europea è reduce da alcuni dei giorni più difficili della sua storia recente e non si sono ancora spenti gli echi dei vanti del nostro Presidente del Consiglio sul suo ruolo nella negoziazione del patto con il governo greco, la sentenza della Corte dovrebbe esser sottoposta all’opinione pubblica per quello che è: una brutta figura. La Corte di Lussemburgo infatti, nel caso Commissione contro Italia sull’incorretta applicazione della direttiva sui rifiuti nella regione Campania, ha ordinato al nostro paese di pagare una multa di 20 milioni di euro, con una penale di 120.000 euro al giorno per mancato pagamento.

Nella sentenza si legge chiaramente come già nel 2007 la Commissione aveva iniziato un’azione per obbligare l’Italia a muoversi nei confronti di alcune chiare violazioni della direttiva. In particolare in Campania non sarebbero presenti un insieme di impianti, tra essi collegati, in grado di assicurare l’autosufficienza di smaltimento dei rifiuti, rendendosi quindi la situazione pericolosa per la salute umana e dell’ambiente. Sollecitata dalla Commissione quindi, il 4 marzo 2010 la Corte aveva accertato queste mancanze e condannato una prima volta l’Italia a soddisfare le disposizioni della direttiva. Tra il 2010 ed il 2011 però, prosegue la sentenza, numerosi problemi riguardanti la raccolta e lo smaltimenti dei rifiuti in Campania erano stati segnalati alla Commissione, arrivando alle vergognose scene di accumulo di tonnellate di rifiuti nelle strade di Napoli e altre città campane. Ad aggiungersi al degrado ambientale la Corte sottolinea la presenza di sei milioni di tonnellate di eco balle, il cui smaltimento richiederà probabilmente 15 anni.

Resesi quindi evidenti le mancanze del governo regionale e centrale nel soddisfacimento delle disposizioni comunitarie, la Corte aveva iniziato un altro procedimento contro il nostro paese, il quale è terminato quest’oggi con la sentenza che rifiuta la proposta di condanna della Commissione di un pagamento di 28.089,60 euro giornalieri per il periodo tra la sentenza del 2010 e quella odierna e una penale di 256.819,20 euro per ogni giorno di ritardo nell’attuazione della sentenza del 2010 ma, come già visto sopra, fissa le quote a 120.000 euro di penale e 20 milioni di euro totali.

A preoccupare la Corte, infine, è la possibilità che una tale evidente inefficienza del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti possa inficiare non solo il sistema della Campania, ma quello di tutta l’Italia, rendendola incapace di essere all’altezza degli standard richiesti dalla direttiva, rischiando il fallimento dell’obiettivo di autosufficienza che è alla base delle politiche comunitarie in materia.

Il problema dei rifiuti in Campania, dopo il clamore derivante dalla vicenda della Terra dei Fuochi sembra esser stato accantonato, complice anche il fatto che è da diversi anni che a Napoli e in provincia non si accumulano più in estate cumuli di immondizia nelle strade. La mancanza di una situazione emergenziale rende certamente più facile far passare inosservate le quotidiane denuncie, riportate principalmente sui giornali locali, di ritrovamenti di discariche abusive, materiali radioattivi interrati illegalmente o incendi. Nel giro di poco più di dieci giorni ad esempio, tre grossi incendi si sono scatenati in maxidiscariche –una delle quali dismessa perché satura- nella zona del casertano.

Delle 98 procedure di infrazione dell’Italia aperte dalla Commissione il numero più alto riguarda proprio il settore ambientale, le cui pendenze sono 17, ma è certo che l’intervento comunitario non può sopperire a mancanze di governo centrale e regionale. Il neoeletto Presidente della Regione Vincenzo De Luca, a cui toccherà trovare i fondi per pagare la multa, ha dichiarato al Mattino: “È il risultato sconcertante di questi ultimi cinque anni totalmente sprecati per la soluzione del problema rifiuti.” L’ex Presidente Caldoro invece propone di far pagare la multa a chi non ha fatto il proprio dovere, dimenticandosi forse la carica che ricopriva fino al mese scorso.

Il rimpallo di responsabilità ricomincia, favorendo l’effetto anestetizzante del caldo torrido, fino alla prossima condanna.

The following two tabs change content below.

Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
blog comments powered by Disqus