Il ricatto del Nazareno

07/11/2014 di Edoardo O. Canavese

Forza Italia scricchiola, il M5S necessita di rilanciarsi e Renzi ha bisogno di alleati per il proprio programma riformista. Eccome come il patto del Nazareno diviene un ricatto e potrebbe trasformare la politica

Forza Italia che scricchiola in preda all’anarchia e alla fascinazione per Salvini. Il M5S che necessita uno spazio mediatico, per rilanciarsi dopo una fase grigia. E Renzi che ha bisogno di alleati per il proprio programma riformista. Ecco come il patto del Nazareno si trasforma in ricatto e potrebbe trasformare la politica.

Come il Milan – Calcio e politica sovente si sono confusi in metafore, simboli, endorsement in questi ultimi vent’anni, e probabilmente ciò continuerà almeno per i prossimi venti. Sfruttiamone il connubio ed immaginiamo la parabola del Berlusconi leader, oggi, come il riflesso del suo Milan, impegnato mercoledì scorso nel trofeo dall’ex Cavaliere inaugurato in onore del padre e svoltosi mercoledì scorso, lontano dai riflettori, dall’aurea di autocelebrazione, dai tifosi che hanno preferito in gran numero la poltrona di casa alla poltroncina di San Siro. Soprattutto lontano dalla Champions League, che Berlusconi da presidente ha vinto 5 volte. Così l’odierno Berlusconi è distante anni luce dalla presidenza del Consiglio, 3 volte conquistata, e latita nella pesante ombra di un’alleanza, quella con Renzi, che rischia di condannarlo seriamente all’ostracismo politico; non giudiziario stavolta, bensì elettorale.

Danilo Toninelli del Movimento 5 Stelle. Il riavvicinamento sulle elezioni per la Consulta e il CSM potrà portare novità anche sul fronte della legge elettorale tra PD e Stellati?
Danilo Toninelli del Movimento 5 Stelle. Il riavvicinamento sulle elezioni per la Consulta e il CSM potrà portare novità anche sul fronte della legge elettorale tra PD e Stellati?

Scricchiolii – Sono quelli che Renzi sostiene di sentir provenire dal Patto del Nazareno, dopo il pranzo con Berlusconi che doveva metter malta nelle maglie dell’accordo e che invece riapre molteplici scenari politici. Scricchiolii evidentemente li sente, e forse da parecchio, anche l’ex premier, ma non tanto dal Patto, quanto dal suo stesso partito, vittima di una pericolosa deriva anarchica che umilia le possibilità politiche di quanto sopravvive di Forza Italia. Con l’appannarsi della leadership berlusconiana, troppo aderente alle posizioni renziane che condivide ma dalle quali ad oggi non ha tratto profitto elettorale, è emersa una corposa, disordinata fronda che, da Fitto a Minzolini, ha cominciato a spezzettarsi lanciando messaggi discordanti, troppo spesso nati dalla preoccupazione di proporre il contrario di quanto proposto dal governo. Caso che farà scuola quello di Brunetta, che a Ballarò si è lanciato in un grido di sostegno ai manifestanti di piazza San Giovanni.

Staffetta a destra? – Oltre che a Renzi, è bene che Berlusconi guardi con preoccupazione alla sua destra. Anzitutto in casa propria, dove l’assenza di una ricetta politica, l’inconsistenza del luogotenente Toti e soprattutto la pessima salute delle casse del partito rischiano di fare implodere Forza Italia, disperdendo risorse umane e soprattutto elettorali. In secondo luogo al di là della cortina “moderata”, dove i traditi da Silvio non guardano a Renzi ma a Matteo “il Destro”, il pigliatutto Salvini, che dopo il connubio con Fratelli d’Italia punta a imporsi come dominus dell’estrema destra, a dorso del diffuso risentimento sociale contro le istituzioni, dell’insofferenza xenofoba, del vuoto leaderistico lasciato da Berlusconi, per l’appunto. E forse anche da Grillo. A meno che su questi non dirotti le sue attenzioni Matteo Renzi.

Grillo al Nazareno – Difficilmente ce lo vedremo, ma non è detto che qualche fedelissimo dell’ex comico ne possa varcare la soglia per un nuovo patto col Presidente del Consiglio. Uno scenario affascinante e stupefacente, se pensiamo all’ultimo incontro tra i due, a Palazzo Chigi, quando Grillo rifiutò ogni dialogo ed eruppe in conferenza stampa con il suo “voglio una sobria dittatura”. Ma allora era prima delle Europee, quando ancora nulla lasciava presagire né il 40,8% democratico, né tanto meno il passo indietro dei 5 stelle al 21,1%. Oggi i grillini stagnano tra la blanda protesta e l’assenza di proposta, e i sondaggi sono piantati intorno al venti percento. E Grillo, ma ancor più Casaleggio, uomini di comunicazione, sanno quanto possa pesare sull’elettorato il riavvicinarsi alle posizioni di centralità politica di un anno e mezzo fa.

L’asse coi 5 stelle – Un punto di partenza importante è già stato trovato, sulle candidature, ed elezioni, a Consulta e Csm di Silvana Sciarra e Alessio Zaccaria. Il Pd ha lasciato nell’isolamento FI e ha convinto allo scongelamento il M5S. Non che tutto ciò costituisca un unicum: già Pietro Grasso dovette la sua elezione a Presidente del Senato anche ad alcuni voti grillini. Resta comunque un cambio di passo importante per la politica, ancorché, a detta degli stessi grillini, può aprire ad una collaborazione più feconda anche sul tema delle riforme, in primis quella elettorale. Toninelli, esperto della materia del M5S, ha fatto capire che si dovrà abbandonare l’Italicum e partire dal progetto grillino per poter imbastire un dialogo; né è escluso che quella del M5S non sia un’apertura, bensì un rimbalzo sui titoli dei giornali prima di nuovi attacchi. Certo è che Renzi è pronto a discutere, pur di mantenere in vita i propositi riformisti del suo mandato. Non senza esimersi dal tentare di allargare ulteriormente la maggioranza, magari proprio ai danni dei grillini.

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Edoardo O. Canavese

Classe '91, milanese. Diplomato al liceo classico Giovanni Berchet, laureato in Storia presso l'Università degli Studi di Milano. Ossessionato dalla politica italiana dalla sfiducia al secondo governo Prodi, ne fa oggetto privilegiato della sua grande passione, la scrittura. E' ottocentista, saudosista, floydiano.
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