Renzo Ravenna, il podestà ebreo amico di Balbo

07/09/2013 di Matteo Anastasi

Ravenna Renzo

Nella primavera del 1938, all’indomani della visita ufficiale di Hitler in Italia, il governatore della Libia, Italo Balbo, fece visita a Renzo Ravenna, podestà di Ferrara. Qualche mese dopo, in settembre, affacciato dal balcone del municipio di Trieste, Mussolini avrebbe per la prima volta pubblicamente letto le leggi razziali di prossima introduzione. Il soggiorno ravennate di Balbo aveva dunque un chiaro scopo: riferire a Ravenna, di dichiarata religione ebraica, che l’aria sarebbe a breve mutata.

Nel 1938 Ravenna ricopriva da oramai dodici anni il ruolo di podestà, il titolo di cui, dopo la riforma del 1926, erano insigniti i sindaci di nomina governativa. La sua storia e il ruolo ricoperto rappresentavano un perfetto esempio delle molte contraddizioni vive sotto il regime. Discendente di una delle più note famiglie ebraiche ferraresi, condivise gli studi liceali con un giovane già allora di belle speranze, Italo Balbo, destinato a diventare figura di spicco dell’Italia fascista. Dopo aver trascorso buona parte della Grande Guerra in Albania, tornò a Ferrara nel 1918 poiché la città era stata scelta dal Comando supremo per ospitare i militari ebrei volenterosi di celebrare la festa del Kippur. A conflitto concluso, si iscrisse all’università, conseguì la laurea in giurisprudenza e si avviò a una brillante carriera di avvocato.

Renzo RavennaDivenne fascista, come moltissimi ebrei in quegli anni, perché nazionalista e convinto che Mussolini avrebbe giovato al prestigio italiano nel mondo. Ma anche l’amicizia con Balbo, evidentemente, fu rilevante nelle sue scelte politiche. Così come fu importante quando il ministero dell’Interno, ancor prima delle leggi razziali, cercò pretesti per rimuoverlo dalla carica. E quando non fu più in grado di resistere alle pressioni di Roma, in quello stesso 1938, la sua uscita di scena si tramutò in un trionfo personale. Balbo volle essere presente alla cerimonia di avvicendamento col nuovo podestà e il giornale di sua proprietà, il Corriere di Ferrara, pubblicò la notizia in prima pagina, titolando: Dopo dodici anni di feconda attività l’avvocato Renzo Ravenna lascia la Podesteria.

Ravenna continuò a vivere nella sua città natale fino all’8 settembre, quando la caccia all’ebreo scatenata dalla Rsi e dai tedeschi lo costrinse a riparare in Svizzera. Riuscì a tornare a Ferrara nel 1945, a guerra conclusa, e vi rimase con la famiglia, stimato e onorato dai suoi concittadini, fino al giorno della morte, il 29 ottobre 1961.

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Matteo Anastasi

Matteo Anastasi (Roma, 1989) si è laureato con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma e, sempre con lode, in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli. Per Europinione si occupa di storia ed esteri. Collabora inoltre con Cronache Internazionali e Mediterranean Affairs ed è co-fondatore del think thank di politica internazionale Il Termometro – Blog di opinioni e discussioni
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