Renzi prepara l’assalto alla segreteria del PD, ma “senza farsi fregare”

09/06/2013 di Andrea Viscardi

Da Firenze il sindaco lancia messaggi chiari ad Epifani e al Partito

Renzi, Congresso e Partito democratico

Matteo Renzi e Partito Democratico, è ora dell’ultima mossa?- Matteo Renzi e il Partito Democratico, una matrimonio rinviato oramai da troppo tempo. Sono due anni che si parla di lui come il volto nuovo, la sinistra del futuro, l’uomo capace di attirare nel partito facce nuove, non solo quelle note della sinistra tradizionale. L’uomo, però, che in caso di elezione rischia anche di portare il partito a spaccarsi in modo abbastanza netto.

Un rinvio forzato – Il famoso matrimonio venne evitato, lo scorso dicembre, per il rotto della cuffia. Bersani vinse nettamente, questo è vero. Altrettanto vero che tale vittoria fu conseguenza – più o meno indiretta – di vari episodi piuttosto singolari: le regole vennero modificate dopo la candidatura di Renzi e, diciamocelo, nessuno si premurò troppo di nascondere l’obiettivo, cioè ostacolare il sindaco di Firenze – boicottato in ogni dove dai guru del partito.  Ipotizzare un diverso esito delle primarie qualora le cose fossero state diverse sarebbe oggi azzardato, certo, ma sicuramente gli episodi poco chiari furono molti, anche in sede di voto.

Ultima chanche – Questa volta, però, Matteo Renzi non può più tentare la sorte, ma deve andare a colpo sicuro. Le possibilità di vincere sono parecchie dopo il fallimento di Bersani. E’ lui l’unico volto del PD capace di attirare consenso, a maggior ragione dopo la ritirata di Chiamparino. Una sconfitta, però, segnerebbe inevitabilmente la fine dell’ascesa politica del Sindaco. Renzi resterebbe tagliato fuori dal prossimo governo – a mggior ragione qualora, come sembra probabile, la legislatura non dovesse arrivare alla fine naturale. Pochi giorni fa Epifani ha dichiarato che il prossimo Segretario non sarà per forza il candidato Premier. Ma la realtà è diversa: se Matteo Renzi non otterrà la poltrona da numero 1, non potrà mai correre per la Presidenza del Consiglio. Almeno non nel PD. Inutile sottolineare, poi, quanto due sconfitte così pesanti segnerebbero la fiducia degli stessi renziani. Una lotta tra generazioni e concezioni differenti, sì, ma se il cavallo su cui tutti puntano perde due volte di fila, non lo considererà quasi più nessuno. I volti nuovi, Barca e Zingaretti su tutti, sono sempre lì dietro l’angolo. Matteo Renzi ha quindi chiarissima l’imporanza che avrebbe per il suo futuro la scelta di candidarsi al Congresso. Per questo sta valutando il da farsi, prendendo tutto il tempo possibile.

Cautela e fermezza – Prima di rendere pubblica qualsiasi decisione, il rottamatore ha chiesto a gran voce, neanche due ore fa, durante un incontro organizzato nell’ambito di `La Repubblica delle idee’,  che Epifani fissi una data e delle regole precise e definitive per lo svolgimento del Congresso. Poco prima aveva lanciato una frecciata al Governo, dichiarando la sua stima per Enrico Letta e garantendo il suo appoggio, ma sottolineando come sia inutile, qualora il governo non avesse la forza per cambiare l’Italia, “menare il can per l’aia”. Un messaggio chiaro e preciso, che non nasconde il programma nella testa del Sindaco di Firenze: scalare il PD, mettere fuori gioco il governo e correre per la Presidenza del Consiglo già nei primi mesi del prossimo anno. Un governo che, se lui avesse vinto le primarie, sarebbe stato probabilmente tutto di matrice PD. Questa volta, anche chi non appoggia il toscano, avrà difficoltà ben più pesanti nell’intralciare i suoi programmi. L’ultima parola, comunque, sarà  sempre in mano agli elettori.

The following two tabs change content below.
Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
blog comments powered by Disqus