Tra Renzi, Alfano e Mogherini: le mille insidie del rimpasto

23/07/2014 di Luca Andrea Palmieri

Renzi, Alfano e Mogherini

Tra le mille insidie che il Governo deve evitare per portare avanti il suo programma, nell’ultimo anno se ne è aggiunta una che da tempo aveva perso rilevanza: la politica estera, in cui Matteo Renzi vuole tornare a dire la propria. I primi risultati non sono certo incoraggianti, visto il fallimento delle trattative per la composizione della Commissione Europea. Queste situazioni, poi, si intrecciano a doppio filo con la politica nazionale, creando un triangolo tra il premier, il Ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini e il Ministro degli Interni Angelino Alfano. Intorno, un contesto in continuo mutamento, dove la questione ucraina e l’assoluzione in secondo grado di Silvio Berlusconi giocano un ruolo rilevante. La parola chiave, quella che pare venga sussurrata nelle “stanze del potere”, è rimpasto di Governo.

Partiamo dalla candidatura del Ministro Mogherini ad Alto Rappresentante UE per la politica Estera (la cosiddetta “Mrs Pesc”). Una proposta mal gestita e che ha trovato parecchi detrattori all’interno dell’Unione, al punto da costringere al rinvio le nomine – gravissimo scenario per il semestre italiano. Sia ben chiaro, la questione è solo in parte relativa alla sua inesperienza, che appare più che altro un discorso di facciata: il punto è prettamente politico, ed affonda nelle questioni ucraina e palestinese, così come nella gestione dei rapporti con la Russia nell’ottica del commercio del gas. In ogni modo, l’eventuale nomina della Mogherini – sempre più lontana ma ancora non del tutto escludibile – costringerebbe alla scelta di un nuovo Ministro degli Esteri all’interno del nostro governo. E’ qua che fa capolino l’ipotesi di rimpasto. Voci di corridoio parlano dello stesso Alfano agli Esteri con Delrio a prendere il suo posto agli Interni.

Angelino AlfanoUna scelta diversa dal semplice “riempimento” della casella con un nome nuovo. Ne uscirebbe un Alfano depotenziato e un Renzi più forte, con un suo uomo alla guida del dicastero più coinvolto nella gestione dell’apparato Statale in vista di un momento critico per le riforme. Per Alfano, invece, gli Esteri potrebbero essere una trappola mortale. Il prestigio del dicastero, infatti, rischia di essere oscurato dal fatto che la Mogherini alla Commissione fondamentalmente gestirebbe i punti chiave della politica estera italiana dall’alto dello scranno comunitario. Non è una cosa semplice – i detrattori sono sempre dietro l’angolo – ma viene da sé che la funzione di indirizzo sarebbe innegabile. Senza contare, per Alfano, che il ministero degli Esteri non è mai stato il suo obiettivo principale, né la politica estera il centro focale dell’azione del Nuovo Centro Destra.

Da qui, a quanto pare, le altre voci, più sussurrate, che vedrebbero Renzi imbufalito con l’alleato (e con l’ex Commissario Tajani, di quota Forza Italia) per un tentativo di osteggiamento presso il PPE della nomina della Mogherini, con il rafforzamento dei dubbi sulle sue posizioni: quest’eventualità spiegherebbe, tra l’altro, il perché un giornale come il Financial Times – molto vicino alle posizioni liberali e filo-americane in politica estera – si sarebbe posto di contro al nostro Ministro degli Esteri, accusandola di posizioni, francamente impensabili, “filo-russe”.

Tornando al nostro paese, gli ultimi giorni hanno portato una certa pressione su Alfano anche per via dell’assoluzione di Silvio Berlusconi. L’ex Cavaliere si è sentito galvanizzato dalla vittoria processuale, ed ha subito rilanciato l’ipotesi di rifondare un nuovo centro-destra (inteso come alveo elettorale, non come partito). Francamente, pare difficile pensare che questa tattica, per l’ennesima volta, funzioni. Berlusconi ha ormai 77 anni, e alle sue spalle pare ancora difficile trovare una leadership che possa riportare la coalizione agli “anni d’oro” senza creare spaccature. Gli scandali e le altre condanne hanno ormai lacerato la sua immagine pubblica, molto più di quanto una singola assoluzione possa rimetterla in piedi. Eppure Alfano sembra avere subito il colpo. Tant’è che in queste ore è in corso un tira e molla sui possibili incontri tra i due leader per la formazione, da settembre, di una nuova coalizione.

La paura del Ministro degli Interni è quella di ritrovarsi tra due fuochi: quello di un Renzi che lo depotenzi all’interno del governo, riducendo drasticamente la visibilità dell’azione del Nuovo Centro Destra, e quello di un Berlusconi che lo fagociti elettoralmente nel momento in cui i due siano messi sullo stesso piano, seppur entrambi meno rilevanti. Il terrore definitivo di Alfano, per quanto improbabile, è di essere sostituito all’interno del governo da un ritorno di Forza Italia. E’ una situazione che potrebbe venirsi a creare solo nel caso in cui fosse lui stesso a decidere di lasciare il governo, e solo come ultima spiaggia per un Renzi già molto criticato per i rapporti con l’ex Cavaliere. Fatto sta che, in una tale ipotesi, lo sconfitto definitivo sarebbe senza dubbio lo stesso Alfano.

Ecco dunque che prenderebbe corpo la necessità di evitare il rimpasto a tutti i costi, e di spingere a soluzioni terze che approfittino della impasse europea per mantenere inalterati i rapporti di forza all’interno del Governo. Tutto questo mentre la riforma del Senato sta arrivando al suo momento critico (si prevede un agosto molto più attivo del solito dal punto di vista parlamentare) e le scadenze di settembre riporteranno sul piatto con forza dirompente i temi economici. Insomma, le sfide per il governo sono sempre più ampie e insidiose, e niente sembra far pensare che il futuro porterà un po’ di serenità al premier.

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Luca Andrea Palmieri

Nasce a Napoli il 3/11/1984 e decide a 7 anni di voler diventare giornalista, ma è troppo curioso per non svariare tra gli interessi più diversi lungo tutto il suo periodo di formazione. Dopo varie fluttuazioni tra lavoro, studi ed esperienze all’estero si laurea presso la LUISS Guido Carli in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica, indirizzo Istituzioni Politiche e Amministrative. Continua ad avere problemi col fatto di essere interessato più o meno a tutto lo scibile umano.
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