Regionali in Liguria, anticipazione di uno scenario nazionale?

13/05/2015 di Ludovico Martocchia

Regione a rischio: “la sinistra masochista” di Pastorino sfilerà voti alla democratica Raffaella Paita. Ad avvantaggiarsene potrà essere Giovanni Toti, rappresentante di un centro-destra diviso a livello nazionale, ma ritrovato in Liguria.

Elezioni Regionali Liguria 2015

Sinistra divisa, centro-destra unito. Non è solamente il sogno del fu Cavaliere Silvio Berlusconi, è anche una realtà. Quella della Liguria, dove si svolgeranno le elezioni regionali il prossimo 31 maggio con otto candidati alla Presidenza. Il consigliere politico ed europarlamentare di Forza Italia Giovanni Toti è riuscito ad incollare i cocci dei moderati (e non solo). Il cartello ricongiunge Forza Italia, Area Popolare-Liguria, Fratelli D’Italia, Nuovo Psi, Riformisti, Liberali e Lega Nord. Se a livello nazionale Matteo Salvini dichiara che l’uomo di Arcore rappresenta il passato mentre sempre Berlusconi propone la creazione di una nuova formazione politica, un Partito Repubblicano, un Pd di centro-destra, in Liguria tutto è filato liscio. A tal punto che molti sondaggi danno in testa Toti con il 33 per cento – misurazioni che vanno prese con le molle dati gli ultimi precedenti italiani ed europei.

La Liguria va veloce, il Pd un po’ meno. Allo slogan della candidata democratica Raffaella Paita, si affianca un partito non più unito ma spaccato. Questa volta la divisione c’è stata, ora si fiuta il rischio di perdere una regione storicamente rossa. Il Pd renziano ha subito varie defezioni dopo le primarie. Il cinese Sergio Cofferati ha abbandonato la nave dopo l’accusa di brogli, di voti comprati e la sconfitta alle primarie: «sono stati cancellati i valori stessi su cui è nato il Partito democratico». Alla sinistra di Raffaella Paita, sostenuta dall’attuale governatore Claudio Burlando, è nato il progetto alternativo dell’ex deputato dem Luca Pastorino. Proposto dallo stesso Cofferati, il genovese è candidato con l’appoggio di Sel, Rete a Sinistra ed alcuni dissidenti del Pd, che un tempo si rispecchiavano in Pippo Civati.

Sinistra masochista. È questa la nuova sinistra? Una riunione di partitini che ora può aspirare ad avere un leader nazionale come Civati. Una riunione di sigle sindacali che ancora riesce a portare in piazza centinaia di migliaia di insegnanti e studenti. Una sinistra che c’è nel sottosuolo della società, ma che allo stesso tempo è masochista, come ha detto Matteo Renzi ieri a Repubblica Tv. Una sinistra che «rischia di rianimare Forza Italia», per dirla ancora con le parole del premier. In un certo senso ha ragione: secondo i sondaggi, più o meno affidabili, Paita sarebbe a tre o quattro punti percentuali sotto Toti, mentre Pastorino non andrebbe oltre il 13-14 per cento. È una sfida interna che si gioca sul territorio. Nelle province periferiche la Lista Pastorino è certamente più debole, a Genova sembra avere una marcia in più. Nel capoluogo anche Cofferati alle primarie aveva preso più voti rispetto alla percentuale regionale. Insomma, le divisioni aiutano un centro-destra che probabilmente neanche avrebbe sperato all’ipotesi di sfilare la rossa Liguria al Pd.

Una sfida diversa. Anche Renzi ne è consapevole, quella della Liguria è una sfida diversa. Per la prima volta il Pd targato Firenze non sembra essere più la macchina da guerra capace di ottenere con facilità vittorie alle europee e alle amministrative. Bisogna chiedersi se con l’Italicum, il centro-destra post berlusconiano e una destra più estrema guidata da Matteo Salvini saranno in grado di proporre una creatura unica, o almeno una lista come proposta in Liguria. Ciò nonostante è necessario ricordare che la nuova legge elettorale non favorirà le coalizioni, perché il premio di maggioranza sarà assegnato alla liste. Ora le regionali sono tanti cantieri aperti, tante esperienze che sicuramente guardano al futuro, con la consapevolezza di un terzo polo – il M5S – in crescita, di un Pd più diviso e in calo e una destra nazionale smarrita, ma che potrebbe avere come esempio vincente la Liguria.

 

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Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
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