Scozia e Inghilterra: il referendum del 2014 per l’indipendenza

09/09/2013 di Giovanni Caccavello

Il 18 Settembre 2014 l'intera Scozia sarà chiamata a votare per l'indipendenza da Westminster.

Referendum Indipendenza Scozia

1707, United Kingdom – Era il lontano 1707 quando l’allora Regina di Scozia, Anna, dopo alcuni anni di intensi scambi diplomatici, riuscì nell’ intento di unificare la sua Scozia al Regno Unito (Inghilterra, Galles). Dal punto di vista “ereditario” la casata di Scozia si era unita formalmente alla casata Inglese (House of Stuart) già nel 1603 ma una completa unione economica e monetaria fu raggiunta solo nel 1707, quando il parlamento Scozzese votò a favore dell’unione (Act of Union, 1707). Da quel momento la Scozia entrò a far parte del Regno Unito ed alla morte della regina Anna, avvenuta nel 1714, venne eletto il primo sovrano Britannico, Re Giorgio I di Hannover.

Devolution – Esattamente 300 anni dopo la proclamazione di Re Giorgio I, il 18 Settembre 2014, l’intera popolazione Scozzese sarà chiamata alle urne per votare un referendum sull’indipendenza da Westminster. A partire dal 1997, infatti, la Scozia ha ottenuto molti vantaggi ed è diventata a tutti gli effetti l’unica nazione del Regno Unito ad avere uno statuto speciale. Dal 1999, dopo il cosiddetto Scotland Act, gli Scozzesi sono chiamati a votare per un proprio Capo del Governo ed il parlamento interno può legiferare in materia di Educazione, sviluppo economico, ambiente, sanità, affari interni, sicurezza alimentare, Sport, cultura e turismo. Nel 2011 il partito di maggior successo è stato “Scottish National Party“, partito di centro-destra, filo-nazionalista, che fa capo ad Alex Salmond, attuale Primo Ministro Scozzese.

Referendum 2014 Scozia
Alex Salmond, Primo Ministro Scozzese (www.scottishtimes.com)

Referedum Scozia ! – Il 15 ottobre 2012, dopo lunghi negoziati, Salmond e Cameron hanno firmato un accordo nel qual vengono stabiliti i criteri del Referendum: saranno chiamati al voto tutti i cittadini residenti in Scozia, tutti i cittadini Scozzesi che abitano nel 53 Stati del Commonwealth ma che hanno residenza in territorio scozzese, tutti i cittadini dell’Unione Europea che risiedono in Scozia e tutti i militari in missione di guerra o di pace che hanno diritto di voto in Scozia. Da notare come,  dopo molti dibattiti dai quali Alex Salmond è uscito vincitore, l’età minima per il voto sarà di 16 anni e non di 18.

2014 – Secondo molti commentatori ed analisti il 2014 è stato scelto come anno per il Referendum per due motivi. Il primo è perché nel Giugno del prossimo anni verranno celebrati i 700 anni dalla famosa battaglia di Bannockburn, scontro nel quale,  le truppe dell’allora Re di Scozia, Bruce, inflissero una pesante sconfitta agli inglesi e riuscirono a far rimanere la Scozia un paese indipendente. Il secondo motivo, meno storico, è perché nel 2014 la Scozia ospiterà sia i Giochi del Commonwealth (sorta di giochi olimpici dell’ex impero britannico) sia la Golf Ryder Cup, l’evento golfistico più importante dell’anno.

Motivi Economici – I veri motivi che invece stanno dietro la richiesta di indipendenza sono di puro carattere economico. Certamente è vero che gli Scozzesi non si sono mai sentiti e non si considereranno mai “Inglesi”, ma è altrettanto vero che circa il 91% dei giacimenti petroliferi e di gas del Regno Unito sono situati in acque territoriali scozzesi. Secondo alcuni studi, fatti da un importante professore di Aberdeen (capitale Britannica del petrolio), in caso d’indipendenza, le risorse naturali situate in territorio Scozzese frutterebbero circa 1,5 trilioni di Sterline (1,8 trilioni di Euro, quasi come l’intero debito pubblico Italiano). Tale studio risulta essere molto ottimistico e non tiene conto di alcuni fattori importanti quali, ad esempio, le risorse da utilizzare per l’estrazione nel Mar del Nord, ma, in qualsiasi caso, la cifra in palio è esorbitante. Secondo le stime dell’OCSE, la Scozia indipendente, diventerebbe la sesta nazione più ricca al mondo. Da valutare, poi,  il cambio di rapporti con il vicino governo Inglese, soprattutto per quanto riguarda il libero scambio di beni, cibo, lavoratori e anche il futuro ingresso della Scozia nell’Unione Europea e nell’Euro che viene dato per certo da Alex Salmond in caso di vittoria.

Sondaggi – Per finire, gli ultimi sondaggi, rilevati il 28 agosto 2013, vedono per la prima volta il fronte del sì vittorioso, con un 1% di vantaggio sul no. Circa il 43% degli Scozzesi voterebbe quindi per guadagnare l’indipendenza. Da ricordare che i primi sondaggi, fatti registrare l’11 Gennaio 2012, vedevano il No avanti di 20 punti percentuali 53% a 33%. “Should Scotland be an Independent Country?” A voi la scelta.

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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