Lo sciacallo – Nightcrawler

25/11/2014 di Jacopo Mercuro

“Sto davanti al computer tutto il giorno. Non ho ricevuto quella che si chiama un’educazione informale ma puoi trovare tutto quello che cerchi se ti impegni abbastanza” – Lou Bloom (Jake Gyllenhaal)

Lo sciacallo - Nightcrawler

Lo sciacallo – Nightcrawler, è il film che segna l’esordio alla regia di Dan Gilroy, e che vede protagonista un Jake Gyllenhaal in una delle sue migliori interpretazioni. La pellicola è stata presentata lo scorso settembre al Toronto International Film Festival, ed è successivamente stata nominata per la migliore regia e la migliore interpretazione al Gotham Awards, concorso di film indipendenti tenutosi a New York.

Nella Los Angeles odierna, Lou Bloom è un disoccupato pieno di entusiasmo che vive di espedienti e piccoli furti. Una notte il giovane assiste ad un incidente stradale, dove una troupe televisiva sta riprendendo le immagini da rivendere ad un network; per Lou arriva l’illuminazione. Imbracciata una telecamera – scambiata ad un banco dei pegno con una bicicletta rubata – comincia a filmare gli eventi drammatici che scandiscono le notti di Los Angeles. Dai piccoli incidenti, agli episodi più cruenti di cronaca nera, inizia la scalata di un uomo senza scrupoli, disposto a tutto per arrivare alla vetta del successo.

La storia evidenzia il modo in cui i network televisivi trattano le vicende di cronaca nera, manipolandole fino ad esaltarle per il piacere dei loro miglior clienti: noi stessi. Come zombie assetati di sangue, passiamo ore davanti alla televisione in preda ad un malsano fascino per il macabro e per le storie più cruente. Pur di toccare il picco di audience, i mass media, non si fanno scrupoli nell’invadere la privacy di persone che vivono situazioni drammatiche, confezionando al meglio il prodotto da offrire. Come carne da macello i poveri malcapitati vengono gettati in pasto al pubblico, qualcosa di molto simile alle atrocità che avvenivano nel Colosseo, per puro piacere dello spettatore pagante. Dopo più di duemila anni, continuiamo a rimanere affascinati dalla morte, come fosse una patologia intrinseca nell’animo umano. Proviamo inconsciamente ad esorcizzarla, sperando di incontrarla il più tardi possibile, ma nonostante tutto, ogni giorni la facciamo entrare nei nostri salotti: un qualcosa di veramente perverso.

Lou Bloom, è il prodotto dell’odierna società di massa, in cui l’unico credo è raggiungere la vetta più alta, non importa come, basta mettere la propria bandiera sulla cima e poter guardare tutti dall’alto. Calcolatore e scaltro, ma carente di cultura, fa incetta di informazioni che trova in rete. Questa è la sua formazione, una serie di copia e incolla dallo schermo al suo cervello; nessun altro meglio di Lou può rappresentare l’emblema della scorciatoie.

L’intero film si regge sulla grande interpretazione di Jake Gyllenhaal, che dopo il successo avuto con Prisoners, torna prepotentemente in scena lasciando tutti senza parole. La forza magnetica del film è innescata esclusivamente dalla sua recitazione, e non sarà una sorpresa se lo vedremo tra le imminenti candidature all’Oscar, dove troverà una concorrenza molto accanita.

Nightcrawler, sul finale, eleva la sua morale; il video reporter non viene giudicato e tantomeno punito, bensì gli viene riservato un happy endig in perfetto sogno americano. L’ardua sentenza è invece rivolta alla società odierna, alla spietata macchina da business che non si fa scrupoli nemmeno a speculare sulla morte e, infine, a noi stessi: clienti esclusivi di questo sistema, la macabra parte di un organismo malato che non riesce a fare a meno di nutrirsi di immagini e storie raccapriccianti.

The following two tabs change content below.

Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
blog comments powered by Disqus