Real Time WWII, la storia della Seconda Guerra Mondiale in un tweet

17/06/2013 di Iris De Stefano

Il progetto inaugurato da Alwayn Collinson nel 2011 continua a riscuotere successo in tutto il mondo dei social

Real Time WWII

Per anni ci hanno abituati ad intendere la storia come una, per i non appassionati, noiosa sequenza di eventi, date e nomi da memorizzare, spesso senza alcun nesso apparente con l’epoca che viviamo, disincentivando così ogni tipo di approfondimento e riflessione al di fuori di quelli puramente accademici. Alwyn Collinson invece, sembra aver trovato un modo per invertire questa tendenza.

Real Time WWII- Quasi due anni fa, il 31 agosto 2011, il ventiseienne Alwayn Collinson, laureato ad Oxford in Storia del Rinascimento ha lanciato il suo primo tweet, imbarcandosi nell’impresa di raccontare in 140 caratteri la Seconda Guerra Mondiale come se stesse avvenendo ai giorni nostri. Fin dal primo messaggio “SS troops dressed as Poles are attacking radio transmitter in Gleiwitz, to provide pretext for Germany to attack Poland” è stato chiaro l’intento del ragazzo, che dopo due anni colleziona più di 280mila followers. Nelle varie interviste ai quotidiani che si sono interessati a lui nell’arco di questo periodo ha spiegato che, una volta laureatosi, cercava di affiancare al suo lavoro come project manager in una guida online alla città di Oxford un progetto di tweeting in tempo reale che potesse attirare anche l’attenzione su di lui. Con questi presupposti e nel giro di appena quattro giorni aveva messo in piedi “WW2 Tweets from 1941”, esattamente 72 anni dopo la disposizione delle truppe di Hitler sul confine.

Le reazioni – Molti professori di Storia, in Europa così come negli Stati Uniti, hanno dimostrato apprezzamento per l’idea del ragazzo che sta riscuotendo un discreto successo, finendo per realizzare il motivo principale per cui era stata messo in piedi, ovvero avvicinare il grande pubblico all’ultimo grande evento storico sviluppatosi senza mezzi di informazione viralmente diffusi. Aiutato da SocialOomph, grazie al quale è possibile decidere l’orario in cui un tweet o un post su facebook verrà pubblicato, Alwyn Collinson cerca di aggiornare i social network con tempistiche il più possibile fedeli agli eventi accaduti. Partito basandosi solo su vari libri fondamentali sulla storia della guerra e alcune cronologie trovate online ha spiegato che moltissimi aiuti, insieme con foto e documenti, gli sono stati inviati dalle stesse persone che lo leggono ogni giorno e addirittura sono iniziati progetti per tradurre i vari Tweet in spagnolo, portoghese, russo, arabo, turco, cinese, francese e tedesco.

Gli altri – Lo studente di Oxford non è di certo il primo a rendere contemporaneo un evento capitato parecchi anni fa: fino al primo ottobre dell’anno scorso era infatti attivo @ukwarcabinet, un profilo Twitter attraverso cui si raccontava la stessa seconda guerra mondiale utilizzando i documenti ufficiali conservati all’Archivio Nazionale. Il progetto però, ad ora abbandonato, aveva raggiunto solo 10mila followers ed il motivo per cui si è arenato potrebbe essere rintracciato nelle parole di Alwyn, il quale spiega che l’approccio del War Cabinet era completamente basato sui documenti ministeriali, offrendo così una visione univoca della guerra, differente da quella che racconta lui, sforzandosi di raccontare gli eventi “dal basso” come fosse un qualsiasi “breaking news”. In realtà, profili come @1948War ( un live-tweeting della guerra arabo-israeliana ) e @CivilWarwp ( sulla guerra civile americana ) esistevano ancor prima dell’idea di Alwyn, ma nessuno ha raccolto tanto successo.

E in Italia? – Ad onor del vero sui tutti i social network – anche in Italia – esistono pagine dedicate ai personaggi famosi, storici o meno, più disparati, alcune delle quali condotte come se l’intestatario fosse realmente ancora vivo, rendendo interessante e a volte istruttivo seguirli. Con iniziative come queste si apre l’interessante discussione sul come la storia sia cambiata da quando è così facilmente diffondibile una notizia o una foto e gli eventi, anche degli ultimissimi giorni, ne sono a dimostrazione. Resta però la consapevolezza che nessuno dei giornali italiani ha dato troppo risalto ad un progetto interessante e utile come quello dello studente di Oxford e che, ancor meno, pare ci siano suoi coetanei italiani che vogliano imbarcarsi in un’avventura del genere. Importantissima, perchè, ricordiamoci, “chi non conosce la storia è costretta a riviverla”.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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