Rapporto ICity Rate 2015: Quanto sono “smart” le città italiane?

19/10/2015 di Lucio Todisco

Quanto sono “smart” le città italiane? Ce lo descrive il rapporto ICity Rate 2015". Con l'ingresso della legalità territoriale come fattore di valutazione, cambiano alcune posizioni in classifica. Ma soprattutto, si nota come, salvo alcuni casi, a trainare il paese non siano le città metropolitane, ma i centri di media grandezza: segno di un'Italia sempre legata alle piccole e medie realtà

Quanto sono “smart” le città italiane? Ce lo descrive il rapporto ICity Rate 2015″, l’indagine annuale realizzata da FORUM PA insieme alla’associazione Openpolis. Presentato nel corso della quarta edizione di SCE2015 – Citizen Data Festival, l’indagine ha stilato una classifica delle città italiane che ad oggi sono più smart, analizzando 106 Comuni capoluogo sulla base di 150 indicatori statistici.

La dimensione legality – Il rapporto ICityRate, da quest’anno, ha introdotto nell’ambito di dodici indicatori puntuali anche quello della legalità territoriale. Un cambiamento importante, che introduce un elemento nuovo nella narrazione del concetto di smart city, ma necessario. Adesso per definire una città “smart” ci si farà affidamento a sette dimensioni: economy, living, environment, people, mobility, governance e, appunto, legality.

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L’inserimento della dimensione legalità ha sensibilmente modificato la classifica, soprattutto per le città di grandi dimensioni. Consolida la prima posizione come città “smart” Milano che passa dai 623 punti dello scorso anno agli attuali 638, scende considerevolmente Roma che dal 12° posto passa al 21°. Il Capoluogo lombardo, forte anche degli investimenti avviati in questi anni per l’arrivo dell’Expo, conferma, rispetto a Roma la propria forza nelle dimensioni economica, living e people e la buona posizione sui temi dell’ambiente, dove è al 24°, ottimo posto anche nel settore della mobilità, grazie alla ciclabilità e alla propensione alla mobilità collettiva. Si trova invece a metà classifica per la dimensione Legality dove il 70° posto in Italia è dovuto alla diffusione della microcriminalità ed al numero di giornalisti minacciati e all’incidenza dei comuni commissariati in provincia. La Capitale, invece, rimane stabile nelle prime posizioni per le dimensioni economy (3°), people (9°) living (12°) e mobility (18°) ma, anche a certificare una crisi della macchina amministrativa, perde importanti posizioni nella dimensione della governance (34°) dell’environment (85°) e, soprattutto, della legality (97°).

Le nuove piccole capitali –  Le prime dieci città in classifica rimangono per lo più quelle dello stesso anno con l’eccezione della new entry Trento e l’uscita nella top 10 di Ravenna. Trento risente positivamente dei cambiamenti che nell’ultimo anno ha avuto nelle dimensioni dell’environment e della governance e dei buoni risultati anche in economy e people. Ma c’è un dato che deve far riflettere: per quest’anno 6 tra le prime 10 città non sono città metropolitane ma città di medie dimensioni che però vanno a costituire, di fatto, l’ossatura più robusta del nostro sistema urbano. Di fatto le città metropolitane non riescono ad essere “smart” e abdicano al loro ruolo di città che dovrebbero tirare il sistema Italia a discapito di quelle che possono essere definite delle nuove piccole capitali, molto più dinamiche grazie a caratteristiche strutturali importanti. Ad esempio Modena, che è la prima città tra le aree non metropolitane, è 4° in assoluto in Italia per performance economiche. Una posizione conquistata grazie al secondo posto, in assoluto, per direzionalità (imprese con 250 addetti o più per 10.000 imprese), il 4° posto per internalizzazione produttiva, il 5° per comportamenti innovativi (imprese start up innovative e contratti di rete per 10.000 imprese). Bologna, dopo Roma, è la città che, in assoluto, è cresciuta di meno nell’ultimo anno, tradendo una rendita di posizione che rischia di non reggere alla competizione delle altre città nella parte alta della classifica che appaiono decisamente più dinamiche. Tra Reggio Calabria, ultima in classifica tra le città metropolitane, e la primatista ci sono ben 383 punti, che ribadiscono quelli che sono i limiti territoriali del nostro paese.

A che punto è il Sud? – Per rimanere nell’ambito delle contraddizioni interne al nostro paese, la lettura territoriale dei dati mostra la nota dicotomia Nord-Sud. Infatti, la prima città del mezzogiorno in classifica si conferma Cagliari in 60° posizione. Le 5 performance peggiori del capoluogo sardo riguardano il consumo di energia elettrica, la dispersione della rete idrica, l’accessibilità terrestre, la partecipazione elettorale e la mancanza di strumenti per la pianificazione ambientale. Invece, gli elementi di eccellenza sono l’incidenza del verde urbano, la propensione alla mobilità collettiva, l’offerta nel trasporto pubblico locale, l’attivismo del settore no profit sui social network. Al di fuori di Cagliari, però, rimane una realtà, quella del Mezzogiorno d’Italia, che risulta complessivamente in ritardo sui temi legati all’innovazione. Un elemento interessante di dinamismo in un quadro purtroppo non strutturale di competitività del sud in tema di smart city è Lecce, la città che in Italia ha registrato un maggior incremento in assoluto nell’ultimo anno nelle dimensioni di calcolo della classifica, guadagnando 5 posti. La città pugliese ha le sue performance migliori nella dimensione dell’imprenditorialità innovativa, dove è 7° in Italia, nella diffusione di connessione tra le imprese, nel impegno nel monitoraggio dell’aria, nella fluidità della mobilità territoriale e nell’offerta di mobilità alternativa.

Per il sud ci troviamo di fronte ad un dinamismo circoscritto a pochissime città che però fa ben sperare per il prossimo futuro in una crescita più strutturale, limitando il gap con il Nord del paese.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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