Quirinale per tutti: Mattarella apre il palazzo al pubblico

21/02/2015 di Laura Caschera

Tutti i romani e i turisti che giungeranno nella Capitale, potranno ammirare le bellezze di una delle residenze presidenziali più grandi, sfarzose e desiderate del mondo

Quirinale

Il Quirinale visibile a tutti, ogni giorno. Questa è l’intenzione del neo Presidente della Reppublica Sergio Mattarella, annunciata il 16 febbraio scorso durante l’inaugurazione di una mostra di arazzi nel salone dei corazzieri. Una svolta epocale. I turisti di tutti i paesi, ma non solo, potranno ammirare le bellezze di una delle residenze presidenziali più grandi, sfarzose e desiderate del mondo. Il sontuoso palazzo, che domina tutto il centro storico, possiede circa 1.200 stanze, dove lavora un entourage di altrettante persone, alcune tra le quali devono badare alla conservazione dell’enorme patrimonio culturale dell’edificio. Arazzi, quadri, mobilio, tutto ciò che si trova al suo interno suscita fascino e curiosità, come una sorta di Versailles dei giorni nostri.

Se tutti in Italia conoscono l’istituzione Quirinale e molti hanno visitato anche le sue dependances per vedere delle mostre, forse non tutti conoscono la sua storia e il patrimonio artistico che è racchiuso al suo interno. La sua costruzione risale al ‘500, e, prima di diventare la dimora del Presidente della Repubblica, fu residenza stabile dei papi. Infatti, l’ultimo inquilino “di bianco vestito” fu Pio IX, ultimo sovrano dello Stato Pontificio. Per secoli i pontefici scelsero il Quirinale come sede, così da poter monitorare dal Colle tutte le loro attività ed i rapporti con le congregazioni pontificie.

Cappella Paolina
Veduta della Cappella Paolina

Sarebbe impossibile descrivere tutti gli ambienti e le sale, ma un cenno ad alcuni tra i più importanti è d’obbligo. Ad esempio, non si può parlare di Quirinale senza citare “il Salone dei Corazzieri”, senza dubbio la sala più grande dell’intero palazzo, costruita da Paolo V su progetto di Carlo Maderno intorno al 1600. Inevitabile non rimanere estasiati dal soffitto a cassettoni, ancora dell’epoca, e dal famoso portale che sovrasta l’intera sala e conduce alla Cappella Paolina. Quest’ultima è forse il locale più conosciuto e noto dell’intero complesso, con le stesse caratteristiche architettoniche e proporzionali della Cappella Sistina. Non tutti forse sanno che le proporzioni della Cappella non sono senza dubbio casuali, infatti al suo interno si tennero numerosi conclavi. Proprio qui, a Natale e Pasqua, viene celebrata la messa con la presenza del Presidente della Repubblica e si tenne il famoso matrimonio tra Umberto II e la principessa Maria Josè del Belgio. E invece, com’è l’”Oval Office” italiano? Inevitabile dare la risposta pensando al Presidente Pertini seduto in poltrona con la sua pipa in bocca e non buttare l’occhio al dipinto del Borgognone, proprio alle spalle della scrivania.

Ma ciò che attira la curiosità del pubblico non è soltanto la possibilità di visitare gli ambienti quasi fiabeschi del complesso, quanto anche le enormi e diverse collezioni artistiche che si trovano all’interno del palazzo. Arazzi, dipinti, statue, orologi e persino carrozze. Quasi in ogni ambiente però, ciò che salta immediatamente all’occhio è la vastissima collezione di lampadari di vetro di Murano e di cristallo, tra i quali ne spicca uno dell’altezza di ben 6 metri! Come si può però pensare al Quirinale senza citare i famosi giardini del palazzo? Per la verità, quest’isola privilegiata che domina tutta Roma è già aperta al pubblico di domenica, e i turisti e i cittadini possono ammirare il famoso organo idraulico, spettacolo suggestivo e interessante.

Sala dei Corazzieri
La Sala dei Corazzieri

Ora, quando all’annuncio del Presidente seguiranno i fatti, si aprirà alla vista di chi lo vorrà uno spettacolo unico. Le magiche atmosfere papali, i ricordi indelebili dei primi anni della Repubblica affascinano senza dubbio tutti, ma viene da chiedersi: ci sarà qualche voce fuori dal coro? Il Professor Gino Agnese, per esempio, storica firma del quotidiano “Il Tempo”, a lungo consigliere delle Scuderie del Quirinale, ha espresso il suo disappunto verso questo giubilo, più o meno unanime, della collettività. In netta polemica con Gian Antonio Stella, araldo del “Corriere della Sera”, Agnese sostiene che l’idea di aprire il Quirinale al pubblico sia destinata a deludere le aspettative, in quanto Roma sarebbe piena di storia e di sontuosi palazzi di visitare, nella realtà dei fatti per lo più semivuoti, incapaci di attirare gli sguardi dei turisti.

Fa allora l’esempio di Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia, “facciata e interni di Sangallo e Michelangelo, è più bello del Quirinale, ma nessuna folla ha mai chiesto all’ambasciatore di Francia di aumentare i giorni e gli orari delle visite”, commenta il Professore. Nella polemica tra i due giornalisti, allora, si intravedono due diverse “fazioni”, pronte a darsi battaglia a suon di penna, una, quella di Stella, che saluta quest’idea come una enorme conquista per l’arte italiana, in grado finalmente di gareggiare, in quanto ad “accessibilità”, con alcuni dei più famosi edifici presidenziali del mondo, l’altra, quella di Agnese, che crede che aprendo il Quirinale al pubblico si creerebbero più delusioni che altro, in quanto l’immaginario comune spesso tende a costruire qualcosa che non c’è.

Quale sia la “corrente” più accattivante non può dirsi, fatto sta che l’emozione per le parole del Presidente della Repubblica è tanta, e tanta è la curiosità di passeggiare per quelle sale impregnate della storia che ha fatto il nostro paese, non ce ne voglia il Professore! E comunque, la decisione di rendere visibile al pubblico il Quirinale potrebbe fare da “apripista” all’apertura, magari, di altri palazzi, goduti ancora da pochi eletti, per entrare anch’essi a far parte del bene comune.

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Laura Caschera

Nasce a Roma nel 1990. Si diploma al Liceo Classico “Luciano Manara” e nel 2014 si laurea in Giurisprudenza presso la facoltà “Roma Tre”. Coltiva da tempo la passione per l'arte, la musica e lo spettacolo. Ha frequentato la scuola romana di teatro “Teatro Azione”
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