Ecco quali sono le principali società italiane in termini di fatturato

29/10/2015 di Federico Nascimben

Fra le prime venti, sette sono di proprietà estera e sei a controllo pubblico. Exor dopo 11 anni scalza Eni alla guida della classifica. Mentre fra le prime dieci, solo la holding della famiglia Agnelli ha visto aumentare il proprio fatturato 2014 rispetto all'anno precedente

Il Centro studi di Mediobanca (MBRES) la scorsa settimana ha pubblicato la consueta graduatoria delle principali società italiane che per quest’anno fa riferimento agli esercizi 2013 e 2014. Sono state prese in considerazione più di 1.000 gruppi e circa 2.500 imprese operanti nell’industria, nel commercio, nella finanza, leasing, factoring, settore bancario e assicurativo.

La classifica con i principali risultati è visibile nella tabella qui sotto.

Graduatoria per fatturato delle prime 20 società industriali e di servizi. Fonte: Centro Studi Mediobanca.
Graduatoria per fatturato delle prime 20 società industriali e di servizi.
Fonte: Centro Studi Mediobanca.

In sintesi, tra le prime venti società:

– Sette sono di proprietà estera (Edison, Esso Italia, Kuwait PEtroleum Italia, Ge Italia holding, Prysmian, Isab e Parmalat. Ma con la vendita di Pirelli a cinesi il loro numero salirà a otto il prossimo anno).

– Sei sono a controllo pubblico (Eni, Enel, Poste Italiane, Finmeccanica, Fs e Gse).

– Tre società non rientrano nella classifica perché formalmente non italiane (Tenaris, StMicroelectronics e Ferrero).

– Dopo 11 anni Exor supera Eni alla guida della classifica (122 miliardi, contro i 109,8 del gruppo petrolifero), ma il cane a sei zampe continua a mantenere il primato in termini di utili (6,45 miliardi nel biennio).

– A parte Exor tutte le prime dieci società hanno registrato un fatturato inferiore nel 2014 rispetto all’anno precedente. Isab, invece, in assoluta controtendenza dal 2013 al 2014 è passata dalla 78esima alla 19esima posizione.

Campioni di utili e perdite nel biennio 2013-2014. Fonte: Centro studi Mediobanca.
Campioni di utili e perdite nel biennio 2013-2014.
Fonte: Centro studi Mediobanca.

Da segnalare che Exor è anche la prima per numero di dipendenti: 318.000 di cui solo il 25% risulta occupato in Italia. Seguono Poste (145.000), Eni (84.000) e Luxottica (78.000). La holding della famiglia Agnelli gode anche del primato per quanto riguarda i debiti finanziari (60,2 mld), davanti a Enel (57 mld), Telecom Italia (34,6 mld) ed Eni (25,9 mld).

Di particolare interesse, infine, anche lo studio sulle medie imprese particolarmente dinamiche, realtà che hanno cioè ottenuto risultati robusti in termini di crescita di fatturato e utili. Fra le aziende premiate 5 sono del Nord-Est, 3 del Nord-Ovest e una del Centro, mentre i settori che prevalgono sono moda e meccanica-elettromeccanica.

Come ci informa Il Sole24 Ore, “per la categoria delle aziende con fatturato tra 50 e 355 milioni e una forza lavoro inferiore a 500 dipendenti, le imprese virtuose sono 4 contro le 9 del 2014 e le 31 del 2007, ma anche le 2 del 2010. Le prescelte sono la Vicini di San Mauro Pascoli della famiglia Zanotti che produce e vende calzature, esporta circa l’85% del fatturato e nel 2014 ha realizzato un aumento delle vendite del 39% grazie alla crescita all’estero. La Lardini di Ancona che crea e produce abbigliamento sartoriale (all’estero il 61% del fatturato), la Herno di Lesa, famosa per i piumini, che ha all’estero il 51% dei ricavi. La Fidia, quotata all’Mta, che produce controlli numerici per macchine utensili, con una quota di vendite all’export del 93 per cento”.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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