Purghe in Corea del Nord: chi sarà il prossimo?

16/12/2013 di Martina Viscusi

Kim Jong-un ha iniziato la propria personale campagna di fidelizzazione del regime: eliminare (fisicamente) i vecchi per far spazio a nuove personalità da legare direttamente a se stesso

Kim Jong-Un, lo zio e le purghe

“Ideologicamente malsano, estremamente pigro e tranquillo. Ha condotto una vita dissoluta e depravata, dedita al gioco d’azzardo, alle donne e alle droghe”. Questo è quanto ha riportato l’agenzia di stampa nazionale nordcoreana Kcna per giustificare l’arresto di Jang Song-thaek, sessantasettenne zio di Kim Jong-un, attuale dittatore del paese più isolato del mondo: la Corea del Nord.

Il leader ragazzo. Kim Jong-un è diventato leader del paese il 18 dicembre 2011, il giorno dopo la morte di suo padre Kim Jong-il. Ignota è la sua data di nascita al di fuori della Corea. Quasi sicuramente è nato tra il 1983 e il 1984. È perciò il più giovane capo di stato di tutti i tempi. Se la sua età poteva essere indice d’inesperienza e indecisione, in quasi due anni di tempo, Kim ha dimostrato l’esatto contrario. L’esecuzione pubblica dello zio, resa nota al mondo lo scorso 13 dicembre, è solo l’ultima di una lunga serie. Indubbiamente è quella che ha destato maggiore attenzione, in quanto Jang era considerato il “numero due” del regime. Educatore del dittatore-bambino, così lo vedeva il Partito dei Lavoratori, l’unico presente in Corea del Nord.

Purghe in Corea del Nord
Jang Song-thaek

Piazza pulita. Che qualcosa all’interno del paese stesse accadendo lo aveva riportato anche l’intelligence sudcoreana, ma nessuno si aspettava una decisione ed esecuzione così plateale. Per quanto le informazioni siano frammentate e poco chiare, è in atto a tutti gli effetti la più grande epurazione degli alti ranghi dagli anni cinquanta a questa parte. Le purghe sono sempre esistite, in quanto regime staliniano, ma quello che stride col passato è proprio la spettacolarizzazione dell’umiliazione. Andrei Lankow, docente all’università di Seoul, ha infatti spiegato al Financial Time come, fino a prima della condanna di Jang “i burocrati erano informati dei loro presunti crimini ma niente veniva diffuso pubblicamente. La decisione di rivelare la vicenda al pubblico nordcoreano è stata rischiosa, perché ha svelato attriti all’interno dei vertici della struttura alla guida del paese, come è successo in Cina con lo scandalo Bo Xilai”. La morte di Jang è l’ennesimo indizio che supporta la tesi secondo cui Kim Jong-un stia letteralmente stravolgendo l’apparato militare del paese. Favorire l’ascesa di nuove personalità che siano debitrici soltanto a lui.

Jang Song-taek. A livello internazionale questa vicenda ha provocato molteplici reazioni. Jang ,da quarant’anni ai vertici del Partito dei Lavoratori, era infatti considerato un “moderato”. Seoul teme di subire le conseguenze di questa instabilità politica. Pechino, fino ad ora, è stata l’unica ad aver stretto rapporti economici con la Corea del Nord. Proprio Jang, nel 2012, era stato tra i promotori di questa alleanza. Una rivoluzione economica interna, ovviamente nei limiti predisposti dal regime, che aveva come obiettivo centrale la crescita economica, oltre allo sviluppo delle armi nucleari. Bisognava favorire una decentralizzazione specie in campo agricolo e artigianale, così da attirare investitori stranieri (si legga cinesi). Washington teme ulteriori test nucleari e minacce ai paesi vicini, l’ultima in ordine di tempo rivolta proprio agli Stati Uniti e alla Corea del Sud risale al 7 marzo 2013.

Kim Jong-un vuole instaurare un vero e proprio “regime del terrore”. Iniziare la sua personale era. Le conseguenze di ciò sono ignote. Non ci resta che chiederci, quindi, chi sarà la prossima vittima di questo delirio di onnipotenza?

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Martina Viscusi

Nasce in Molise nel 1989. Dopo la maturità scientifica decide di trasferirsi a Roma per frequentare la facoltà di Scienze Politiche presso la Luiss Guido Carli, dove rimarrà anche per gli studi magistrali, dopo l’esperienza Erasmus all’Universitet i Oslo. È attualmente laureanda in Relazioni Internazionali. Appassionata di sudest asiatico e America Latina.
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