Articolo “shock” sulla proposta shock di Berlusconi

03/02/2013 di Federico Nascimben

berlusconi_silvioBisognava scrivere un articolo sul tanto vociferato annuncio shock. Era esattamente quello che Berlusconi voleva. Doveva trovare qualcosa, non importava se fosse qualcosa di innovativo: l’importante – come al solito – era tirare fuori promesse che facessero parlare di sé e della propria proposta.

L’impostazione molto offensiva della sua campagna elettorale è dovuta sicuramente alla posizione di forte svantaggio dalla quale il PdL partiva. Nonostante questo viene da chiedersi se realmente gli italiani possano pensare che, in cima all’agenda delle cose da fare, vi sia l’abolizione dell’IMU. O meglio. Se veramente i cittadini pensano che sia stata l’imposta sulla prima casa ad impoverire il Paese.

Siamo arrivati a una situazione per cui la panacea di tutti i nostri mali è una tassa sulla prima casa (“la casa è sacra, non si tocca, è il pilastro su cui ogni famiglia ha il diritto di costruire la sicurezza del suo futuro”, così recita il manifesto de “la tua campagna elettorale con Silvio”). Non ci rendiamo conto che viviamo dal ’94 la continua e martellante riproposizione degli stessi temi: d’altronde ce lo dicono e ce lo diranno i sondaggi che di qui a qualche giorno registreranno una nuova avanzata del PDL. La strategia è sempre quella: avversario come nemico, rivoluzione liberale, meno tasse… con in più il nuovo “patto del Parlamentare” (di cui consiglio la lettura).

Non voglio mettermi a contestare la credibilità e la fattibilità della proposta. Non avrebbe senso, verrebbe dimenticato il giorno dopo da troppi elettori il fatto che, mentre prima si diceva che le risorse venivano trovate tramite nuove tasse su alcool e tabacchi, ora si parla di un accordo con la Svizzera, ma che richiede tempo per la sua elaborazione e presenta una serie di difficoltà per il ritorno dei capitali (ma perché poi è stato concesso l’anonimato ed è stata prevista un’imposizione così bassa con lo “scudo fiscale” di Tremontiana memoria?). Sotto questo profilo devo dire che – per una volta – condivido appieno l’analisi di Fassina nell’edizione delle 13 di SkyTG24.

Il vero tema del discorso qual è? In un’ottica tutta politica è sempre lo stesso: il PD di Bersani continua a non capire i fondamentali dell’elettorato berlusconiano. In un momento del genere, in cui il PDL è in pieno recupero nei sondaggi, il principale partito del centrosinistra si chiude nel proprio “recinto” elettorale: parlano e sanno parlare solamente a quel tipo di elettorato, anche e soprattutto quando si trovano a commentare proposte (shock) come quella di oggi.

L’errore di fondo è sempre stato e continua a rimanere questo. In una fase in cui la somma fra indecisi e astenuti arriva grosso modo al 40%, la logica vorrebbe che si controreplicasse ad un annuncio del genere, ma con una tematica che coinvolga un elettorato più ampio, non propriamente di sinistra. Occorrerebbe una proposta seria e concreta, su cui battere forte, su cui marciare, come ad esempio la riduzione dei costi della politica e dei parlamentari: temi sentiti da tutti e cavalcati da Grillo e dai suoi.

Ma la classe dirigente del PD continua a non capire: fior fiore di analisi sulle cause e sulle motivazioni per cui Berlusconi non è credibile, e lì finisce. Insomma, si parte dall’assunto che l’elettore medio sia pienamente razionale, informato e consapevole e quindi non possa credere a tutto ciò che gli viene promesso, proprio perché non razionale: infatti, nel caso di specie, non si capisce come sia possibile che Berlusconi riesca a fare, nel 2013 – in un momento di forte crisi economica – quello che non è riuscito a fare in tutti gli anni in cui è stato al Governo. Ebbene, lo voglio ripetere: questo tipo di ragionamento è sempre stato e continua a essere sbagliato. In questo modo non si vince e non si può vincere in Italia, altrimenti le elezioni del 2013 ripercorreranno pedissequamente quelle del 2006. Conseguenze comprese. Ricordate?

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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