Programma OMT: verso una vera Europa

27/09/2013 di Giovanni Caccavello

Il programma di "operazioni monetarie definitive" è un elemento cruciale per il futuro sviluppo di una vera Banca Centrale Europea

KarlsruheTra pochi giorni, la Corte Costituzionale Tedesca comunicherà se il programma di “operazione monetarie definitive”, più comunemente denominato OMT (acronimo dell’espressione economica inglese “Outright Monetary Transactions”), fortemente voluto dal Mario Draghi, sia da considerarsi legittimo o meno. Tutto iniziò il 12 Luglio 2012 quando il presidente della BCE spiegò alla Global Investment Conference di Londra che la Banca Centrale Europea avrebbe fatto di tutto per salvare l’Euro e che le misure messe in campo sarebbero state più che sufficienti per placare l’agitazione dei mercati. Se da un lato tali parole hanno effettivamente calmato i mercati secondari, facendo diminuire fortemente lo “spread” delle economie europee più in difficoltà, dall’altro, invece, esse hanno creato molte tensioni tra gli economisti europei, soprattutto tedeschi.

Lettera apertaNella loro lettera aperta, ben 136 economisti tedeschi, tra cui l’attuale capo del neo partito tedesco “Alternative fuer Deutschland” Bernd Lucke, hanno spiegato le loro ragioni per le quali il programma OMT è illegittimo ed anche economicamente sbagliato: l’Articolo 123 del Trattato di Lisbona proibisce alla BCE di effettuare “l’acquisto di titoli di debito” direttamente dagli Stati membri. Il testo dell’articolo chiarisce che il finanziamento monetario degli Stati è inammissibile. Per quanto l’acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario sia permesso, esso deve essere funzionale a obiettivi di politica monetaria (ad esempio, l’equilibrio del mercato monetario a breve termine) e non al finanziamento degli Stati stessi. Se l’obiettivo fosse effettivamente la politica monetaria, la BCE acquisterebbe il portafoglio rappresentativo di titoli, comprendente titoli di debito sovrani o provati di tutti gli Stati membri. La politica della BCE, tuttavia, non è questa: la Banca Centrale, viceversa, si concentra sull’acquisto di titoli degli Stati membri contraddistinti da un debito eccessivo. Si tratta, cioè, di una forma di finanziamento monetario di alcuni governi“.

L'edificio in cui ha sede la Banca Centrale Europea, Francoforte.
L’edificio in cui ha sede la Banca Centrale Europea, Francoforte.

Il programma OMT…In che cosa consiste allora il programma OMT? In parole semplici ma tecniche tal programma permetterebbe alla Banca Centrale Europea di intervenire nel caso un paese facente parte dell’Euro lo richiedesse. In caso di intervento della BCE, tale paese passerebbe sotto il controllo diretto della Banca Centrale stessa e del Fondo Monetario Internazionale. La BCE inizierebbe così ad acquistare titoli di stato sul mercato secondario a breve termine (da 1 a 3 anni) al fine di ridurre il tasso di interesse, attiverebbe immediatamente un forte e pesante programma di riforme strutturali in grado di migliorare le condizioni macroeconomiche di tale paese nel medio-lungo periodo e avrebbe, inoltre, la totale autonomia di decidere come e quando terminare tali operazioni di “salvataggio”. Le Outright Monetary Transactions riguarderebbero solo ed esclusivamente quei paesi della Zona-Euro in grave e conclamata crisi i quali abbiano già precedentemente attivato un programma di aiuto finanziario o un programma precauzionale con il Meccanismo Europeo di Stabilità o con la Struttura Europea per la Stabilità Finanziaria. Al momento nessun paese ha fatto richiesta per tali aiuti anche se Spagna e Italia sembrano essere le principali candidate ad ottenere una speciale sorveglianza economica.

…e la sua importanzaIl programma OMT è pero da considerarsi molto di più di uno strumento non convenzionale di politica monetaria. La Banca Centrale Europea, se paragonata con le altre più importanti Banche Centrali del mondo (FED, Bank of England e Bank of Japan), ha un mandato “ridotto” e, possiamo tranquillamente dire “parziale” visto che il suo unico obiettivo dichiarato risulta essere quello di favorire la stabilità dei prezzi (inflazione a lungo termine del 2%) mentre manca di uno statuto che le garantisca di agire come “prestatore di ultima istanza” a tutti gli effetti. Nel corso di questi ultimi due anni, da fine 2011 ad oggi, grazie anche al “piccolo grande miracolo” compiuto da Draghi, la Banca Centrale si sta molto lentamente avviando a diventare una vera Banca Centrale che compia entrambi i mandati sopra citati. L’attuazione del programma OMT va sicuramente nella strada giusta, così come il così detto “Fondo Salva Stati” o più tecnicamente chiamato (Meccanismo Europeo di Stabilità, in Inglese ESM) anche se, volendo essere proprio critici, ciò non è abbastanza a causa delle forti pressioni tedesche riguardanti la decisione di vincolare ogni singola azione del EMS (e probabilmente anche del OMT) al voto del Bundestag.

Conclusioni A questo punto bisognerebbe chiedere ai firmatari della “lettera aperta” (verso i quali, per correttezza di cronaca, anche la Cancelliera Angela Merkel nutre diversi timori a causa della posizione fortemente anti-europea di alcuni degli stessi economisti), se vale la pena avere una Banca Centrale capace di compiere solamente parte del suo mandato rendendo l’intero EuroSistema inefficiente da un punto di vista di politiche monetarie o se, prima di mandare all’aria anni di integrazione europea e di sforzi comuni, non sia giusto tentare di costruire una vera unione monetaria, cercando di modificare tutte quelle regole interne che non permettono alla Zona-Euro e all’Unione Europea di lavorare in modo più efficace.

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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